Archive for May 25th, 2005

Imposta di Bollo

Giuro che nell’ultimo estratto conto postale me ne ero accorto ma poi mi è passato di mente; così il ricevere la mail che segue ha confermato le mie supposizione ed onestamente nemmeno io ho sentito parlarne alcuno ma forse sono io che non seguo…

A partire dal 1 febbraio 2005, l’imposta di bollo trimestrale applicata per legge sul conto corrente è passata da 6,39 euro a 8,55 euro. Tale addebito è imposto allo Stato mediante Decreto Legge del 31/01/05 ed applicato dalle Banche a tutti i conti correnti (naturalmente la cosa è passata senza che se ne sapesse nulla, o forse sarebbe più corretto dire "nella generale indifferenza", occupati come siamo a seguire partite di calcio e/o gossip, grandi fratelli, fattorie, isole, ed altri programmi "intellettuali vari"). 

Considerando almeno 30.000.000 di conti correnti in Italia (1 per ciascun lavoratore), ogni mese lo Stato incassa con i bolli EURO  21.600.000 in più,  259 milioni di Euro all’anno pari a circa 500 miliardi di vecchie lire.

Questa cifra va dritta dai nostri conti alle casse statali e il nostro Silvio si ciondola in tv parlando di più soldi nelle tasche degli Italiani, "grazie finalmente al controllo delle spese dello Stato necessarie per far fronte alla riduzione delle Tasse". 

Si prega di girare questa e-mail a tutti coloro che conosciamo, casomai  qualcuno di loro credesse ancora a Babbo Natale…..

Berlusconi

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Di solito mio figlio Antonio, prima elementare, è aiutato nei compiti da mia madre. Ma ieri pomeriggio mia madre non c’è e aprendo il quaderno leggo: “Inventa una fiaba o una poesia”. Oddio in prima già questi compiti difficili, penso; ho la tentazione a dirgli: “ La farai stasera quando rientra la nonna”. Ho una specie di paura, al primo impatto, quando si tratta di compiti di scuola siano essi di prima elementare o di scuola superiore. Reminiscenze dello Scientifico. Ma lui non si scompone e lo vedo che pensa e comincia a raccontarmi una storia mentre io distratto continuo a leggere il Crotonese. Poi inizia a scrivere…..

 

Il bambino Toni perso nel bosco

C’era una volta un bambino che si chiamava Toni e andava a prendere la frutta a suo padre. Un giorno di sole incontrò una volpe e gli disse la volpe: “Bambino come ti chiami?”. “Mi chiamo Toni”. “Toni dove stai andando?” pronunziò la volpe; “Sto andando a prendere la frutta a mio padre”. “Io conosco un posto dove ci sono tanti frutti”. Così Toni ci credette e andarono via insieme. Arrivarono in un posto e gli disse la volpe: “Qua devi mettere dei soldi e poi cresceranno delle piante”. Il papà gli aveva dato dei soldi per comprarsi un gelato ma lui li usò per fare nascere quelle piante. “Li ho messi i soldi sotto la terra” disse Toni tutto contento. “Adesso vai a prendere l’acqua del fiume con questo bidone” disse la volpe al bambino.

Il bambino andò; intanto la volpe se ne scappò a gambe levate.

Un uccello si posò sulla terra; Toni aveva finito di riempire il bidone d’acqua.

Toni all’uccello disse: “Dov’è andata la volpe?” L’uccello rispose: “Se n’è andata via con i soldi”. La volpe non si faceva più vedere.

Il bambino se ne scappò a casa e disse tutto dispiaciuto al papà: “Una volpe mi ha preso i soldi”. Il papà corse per prendere i soldi che aveva dato a Toni per comprasi un gelato.

Il sole nel bosco irradiava forti raggi e faceva un caldo cane.

Mentre lui guardava a destra, la volpe vede il padre di Toni e così la volpe mangiò il papà di Toni.

Così Toni imparò che non deve credere più alle volpi; così Toni restò senza padre e la volpe visse felice e contenta che il padre di Toni non l’aveva catturata.

 Il tutto quasi di getto, con io che gli correggevo qualche “doppia”, ed in pochissimo tempo. Quattro pagine e mezze del suo quadernone; robba da lasciare di sasso la mamma: “Ma ha fatto il riassunto? Da dove ha copiato” e la nonna: “Ma hai visto Antonio? Ma da solo l’ha fatta?” e onestamente anche me che ho visto nascere dal nulla quella storiella e mi sono divertito molto quando si è incavolato perchè gli ho detto che somigliava ad un episodio della storia di Pinocchio e lui senza scomporsi: “No nella mia non c’è il gatto!!!… ecc.. ecc..”