Archive for July 27th, 2006

E' possibile ascoltare il mio intevento su Rtl 102,5 per ricordare Don Renato

L’altro giorno vi ho detto che avevo fatto un intervento in diretta sulla Radio Rtl 102,5 per ricordare il nostro parroco Don Renato Cosentini.
Ebbene se qualcuno avesse intenzione di sentirmi può andare
sul sito di Rtl 102, 5 (basta cliccare è si arriva già alla pagina giusta), la puntata da scegliere è la numero 7, che al momento è la prima in alto.
Una volta cliccato sul link si dovrebbe aprire Windows Media Player, il mio intervento si trova dopo circa un terzo dall’inizio dello streaming, insomma prima della metà della barra.
Spero di essere stato chiaro. Buon ascolto se vi va…

Monsignore Agostino celebra i funerali di don Renato Cosentini. Addio Nonno

SCANDALE – C’era praticamente tutta Scandale mercoledì 26 luglio 2006 a porgere l’ultimo saluto a Monsignor Renato Cosentini, il prete dei bambini, che ci ha lasciati lunedì 24 luglio 2006 per ricongiungersi col Padre Eterno.

Una moltitudine di gente che non si era mai vista ad un funerale, un cordone di corpi dietro la bara, nella processione dalla Chiesa Madre a Piazza Condoleo, dove si sono tenute le esequie, che sembrava senza fine.

Tre giorni per star vicino al proprio parroco, tre giorni in cui tutta Scandale ha voluto salutare l’uomo, il prete, che ha dato visibilità ad un piccolo paese di provincia. Magari non partecipando in massa all’ultima veglia notturna, lasciata ai parenti e agli amici più intimi ma Don Renato li ha già perdonati. Come ha perdonato spesso gli scandalesi. Un perdonarsi reciproco per quasi sessantenni.

Un amarsi senza fine anche se “era il prete che veniva da San Mauro” e a quei tempi, subito dopo la seconda guerra mondiale, non è che i sanmauresi erano ben visti nella cittadina collinare scandalese e viceversa.

Se ne è andato don Renato, ci ha lasciato per sempre, trovando posto in una fredda cella del cimitero di Scandale alla vigilia del suo sessantesimo di sacerdozio, nel giorno in cui la chiesa ricordava  i Santi Gioacchino e Anna, genitori della Beata Vergine Maria ed in cui si festeggiava la festa dei nonni, è lui era il nonno per antonomasia.

Il nonno per le sue bimbe poi cresciute e diventate mamme.

Così lo piange senza fine la “nipote” Tania Rizzuto, e tutte le sue “figlie” giunte da ogni dove per dare l’estremo saluto al Nonno Padre.

Tra i sogni di Don Renato c’era quello di vedere un ragazzo di Scandale diventare prete sotto il suo sacerdozio, non c’è riuscito in vita ma ci riuscirà postumo a breve con Simone Scaramuzzino e anzi raddoppierà, se Dio vorrà, con Antonello Voce che in questi giorni ha buttato litri di lacrimi e non si è mai allontanato da quella bara quasi come l’apostolo Giovanni, il preferito di Gesù, sotto la croce.

Il picchetto d'onore alla salma di Don Renato Maria Cosentini a Scandale

Mercoledì 26 luglio, la Chiesa Madre è già strapiena ore prima della programmata processione; dentro la Sua bara, ai piedi della quale una bella foto di Don Renato con Papa Giovanni Paolo II. 

Alle 17,30 accompagnato dalla banda musicale “Gaudiosi di Maria” di Scandale, Don Renato per l’ultima volte esce dalla sua chiesa e percorre quelle vie che per tanti anni lo hanno visto protagonista durante le processioni per le feste della Madonna, delle Vie Crucis, dei Corpus Domini, dei funerali ecc…
Lungo la strada ai balconi, la gente ha steso coperte, bianche colorate come si fa il giorno della festa del Corpus Domini o quando passa la processione della Madonna.
Tanta la gente di Scandale, San Mauro Marchesato e non solo presente in piazza Condoleo a Scandale x i funerali di Monsignor Renato Cosentini

Ad attenderlo in piazza Condoleo altra gente, decine di sacerdoti provenienti da tutta la Provincia di Crotone ed oltre e poi due Vescovi, Monsignor Giuseppe Agostino e Monsignor Luigi Cantafora e il reggente la diocesi di Crotone, Monsignor Francesco Frandina il quale ad inizio celebrazione porta il saluto di Monsignor Domenico Graziani, che non è potuto essere presente per motivi familiari, e dell’ex vescovo di Crotone, Monsignor Andeea Mugione.

A seguire don Frandina porge il suo saluto a quello che lui definisce il proprio maestro, ma anche amico, confessore… fino all’ultima sera.
Le autorità civili e militari al funerale di Monsignore Renato Maria Cosentini: da sx: Iginio Carvelli, Tonino Coriale, Fabio Brescia, Carmine Barbuto, Sergio Iritale,  Antonio Barberio e i carabinieri

Presenti alla celebrazione anche il presidente della Provincia di Crotone, Sergio Iritale, il Consigliere Provinciale, Antonio Barberio, il Sindaco di Scandale, Fabio Brescia, il suo vice Tonino Coriale, il Sindaco di San Mauro Marchesato, Carmine Barbuto, il presidente della Banca di Credito Cooperativo di Scandale nonché grande amico di don Renato, Iginio Carvelli che di lui ha anche parlato nel libro “Scende la sera – le prediche di don Renato” e poi i rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri.
E poi c’era il coro della parrocchia di San Nicola Vescovo, la sua parrocchia, il suo amato coro dul quale don Renato non perdeva occasione per tesserne le lodi.

Fa caldo, tanto caldo in piazza Condoleo, tanto da fa star male una donna che dopo le prime cure dei medici del posto e costretta a ricorrere all’intervento degli operatori del 1118 di Crotone.

La celebrazione procede come da protocollo, Monsignor Agostino nella sua omelia ricorda la grande figura di don Renato, e lui lo conosceva bene, tante le notti trascorse dall’allora Vescovo di Crotone, nella Villa Condoleo, quasi impossibile non commuoversi alle parole del Vescovo di don Renato, del vescovo che, forse più di altri, ha segnato il sacerdozio del nostro parroco. Monsignor Agostino ricorda, a mo d’esempio, la nascita del monastero delle Carmelitane a Crotone e l’impegno di don Renato, sempre presente nella vita della diocesi di Crotone e Santa Severina. E così si arriva a fine celebrazione e a ricordare il parroco di Scandale in un ultimo saluto intervengono il sindaco di Scandale Fabio Brescia, il Presidente della Banca di Credito Cooperativo Iginio Carvelli e la maestra Anna Cicalese, figlia di Villa Condoleo, “figlia” di don Renato. Difficile per tutti e tre riuscire a trattenere l’emozione. Più facile tessere l’elogio di un uomo, di un parroco, che avrà avuto anche i suoi difetti ma un nulla in confronto ai suoi pregi, a tutto il bene fatto da quel ragazzo giunto a Scandale a 23 anni nel secondo dopo guerra (bello come un dio e che all’epoca, troppo giovane, non poteva confessare nemmeno le donne) e desideroso di essere vicino agli ultimi, di emulare il suo maestro don Mottola.

Orfanotrofio, case famiglie, centro handicappati, centro per ex tossicodipendenti, scuole, casa gioiosa anziani e tantissime altre opere, come quelle in Basilicata dopo il terremoto, che nemmeno il sottoscritto conosce.

Per alcuni forse un po’ troppo manager che parroco, ma nemmeno questo è vero: ci sono preti che sono solo parroci e anche solo in questa veste sono meno vicini ai propri parrocchiani rispetto a don Renato.

Don Renato nonostante i suoi numerosissimi impegni era sempre lì in parrocchia, a confessare, a celebrare messe e funzioni e se poi ne avevi bisogno “fuori orario” il robusto cancello di “Villa Condoleo”, era sempre aperto: non è stato mai chiuso!

Scandale senza di lui non sarà più la stessa, “Villa Condoleo” senza di lui non sarà più la stessa.

“Non litigate, vogliatevi bene” sono state tra le ultime parole pronunciate dal Nonno Padre alle persone che pregavano con lui la sera prima di morire. Accontentiamolo.
”Amarsi: tutto qui” mi piace dire e scrivere… non dovrebbe essere difficile!!!?

Intanto scende il sole in questo triste mercoledì per la comunità scandalese, nel rosso cielo c’è una striscia bianca, forse lasciata da un aeroplano ma mi piace immaginare lasciata da un volo di Angeli venuti a prendersi don Renato; i sacerdoti alzano la bara dal sacrato della ormai quasi diroccata chiesetta del Condoleo, dove si sono tenuti i funerali, ma che sarà messa a nuovo presto, e lo accompagnano per alcuni metri.
Arrivo della salma di Don Renato Cosentini al cimitero di Scandale 

Poi la bara percorrere sulla Via Nazionale una parte della circonferenza della sua “Villa Condoleo” fino al cimitero. Quando si arriva all’ultima casa è rimasto solo uno spicchio di sole dietro le montagne sopra Santa Severina, un raggio del quale sembra illuminare per l’ultima volta la bara di don Renato portata a spalle fino alla fine, oltre che dal picchetto d’onore, soprattutto dai suoi parrocchiani che hanno fatto a gara per aver sulla spalla don Renato.
La bara di Don Renato sul marmo della camera mortuaria del cimitero di Scandale

Ci siamo: la bara viene posta sul freddo marmo della camera mortuaria del cimitero scandalese; a questo punto è difficile per tutti trattenere le lacrime, piangono le suore laiche dell’Ordo Virginum, le sue “figlie”, Anna Imperiale, Anna Cicalese: “Che bel regalo che ci ha fatto il Nonno Padre nel giorno del nostro onomastico!” e tutte le altre, le “nipoti” e tutti i cittadini che entrano, per una ultima volta per poggiare la mano o dare un bacio su quella bara.

Il corpo di don Renato è li ma lui è già volato in cielo da dove continuerà a proteggere la sua Scandale.
Addio Nonno Renato... sei già in cielo per proteggere la tua Scandale.

ROSARIO RIZZUTO

Iginio Pingitore ricorda don Renato Cosentini

Con la morte di don Renato Cosentini, va via un pezzo di storia di Scandale.

Il parroco di  Scandale era il  prete degli orfani, il prete degli anziani, il prete del buon consiglio, insomma è morto il prete dal cuore  “PURO” un cuore pulito, un cuore dove Dio aveva segnato la sua vita  di consacrato, ma soprattutto aveva  tracciato la via di un intera comunità, Scandale, un paese che spesso  è conosciuto fuori anche per le sue opere.

Quando si pensa a Don Renato è facile apparire nelle menti dei credenti una espressione del Vangelo, quando dice: “Gesù parlò alla folla”. Il parroco di Scandale parlava alla folla: ai funerali dei propri parrocchiani, nell’omelie domenicali, nel Venerdì Santo, nella festa della Madonna,  nelle scuole e nelle varie istituzioni ecc.

Nella folla don Renato vedeva i fratelli: quelli vicino alla Chiesa, quelli  lontano da Dio, quelli che si dichiarano cattolici, ma che non andavano  mai in chiesa, quelli smarriti, quelli che hanno bisogno di una parola di conforto, insomma Don Renato spesso nella folla vedeva “La Babele”, quella Babele che aveva  bisogno di essere spronata, di essere evangelizzata, di essere attratta dal messaggio di salvezza lasciato da Gesù. Ma nella  folla  don Renato vedeva anche l’ uomo nella sofferenza,  in cerca della speranza, della resurrezione, l’uomo che ama stare  vicino agli altri e per gli altri.

Nelle folle Don Renato ci ha fatto sentire piccoli, insignificanti,  ma ci ha anche fatto sentire grandi, come appartenenti al vero popolo di Dio…, il popolo di Dio che ama gli altri, che aiuta il suo prossimo, che sentiva il bisogno di stare insieme e di non sentirsi mai soli, sentirsi amati,  il popolo che anela alla speranza, alla resurrezione e quindi alla riscoperta del Regno dei Cieli che Gesù promise agli uomini di buona volontà.

Don Renato durante i suoi 60 anni di sacerdozio a Scandale è stato uno dei riferimenti importanti del paese, ha saputo raccogliere le sofferenze dei propri parrocchiani e lui per poter alleviare li presentava con preghiera comunitaria  incensante presso il padre eterno.

A  Don Renato si presentavano: i  problemi familiari, le coppie in crisi, i disagi economici,  gli orfani del paese e fuori, per costoro all’inizio del suo apostolato creò l’orfanotrofio di Villa Condoleo, mentre per gli anziani soli negli ultimi suoi anni della missione sacerdotale  creò la  Casa Gioiosa anziani da lui fortemente voluta proprio per poter regalare un sorriso in più a quegli anziani che vivono il dramma della solitudine.

La casa di don Renato  aperta a tutti, CASA DELLA CARITA’ MARIA SS DELL’ ADDOLARATA, i giovani di un tempo non possono dimenticare l’ accoglienza, i momenti ricreativi offerti. I bambini nel passato si recavano presso l’istituto perché lì  c’erano i giochi, si proiettavano film educativi, si facevano le recite, i teatrini, trovavano spazio le orchestrine del paese e lì che nasceva la banda musicale più piccola del mondo, presso la Casa di Carità  si organizzavano le colonie estive dove i ragazzi di Scandale e del circondario venivano portati al mare, già…!!! in quei tempi, era difficile recarsi al mare…!!

A don Renato si presentavano tutti i problemi sociali: la disoccupazione in paese, i malati, i poveri, gli orfani, gli anziani soli, le ragazze madri, i ragazzi con problemi esistenziali e coloro i quali vivevano il dramma dell’emigrazione, egli tuttavia aiutava,  riusciva quanto meno,  dall’oscurità far vedere  un raggio di luce, perché faceva capire che attraverso  la sofferenza  accettata dall’uomo poteva trasformarsi in gioia, purificazione e quindi vicinanza a Dio. E’ vero….! la via stretta è quella che ci conduce verso l’amore del Padre.

L’augurio maggiore di ogni scandalese e che queste folle di cui  Don Renato sapeva creare continuano nel futuro e che diventino come  un mare, dove ognuno potrà tuffarsi ed essere bagnato dall’amore divino, affinché si  possono creare nuovi presupposti di salvezza,in un  paese di cui in questi ultimi anni ha tanto sofferto.

Che la sua morte non sia vana e che ogni scandalese sappia raccogliere i frutti di quanto seminato da un grande sacerdote che il buon Dio 60 anni fa ci consegnò.

Per l’ultima volta voglio confessarmi pubblicamente con don Renato perché voglio lanciare il mio messaggio proprio adesso che vive nel regno dei giusti: “Caro don Renato oggi puoi pregare davanti al cospetto del Padre onnipotente  affinché la tua morte non sia considerata vana da ogni scandalese e ognuno di noi  diventi un PURO DI CUORE come esulta  Gesù nella sesta beatitudine, affinché venga eliminato il vecchio e falso cuore di pietra, nel quale regna l’incertezza e l’indurimento, e dia un cuore nuovo  capace nella vita di distinguere una sola arma di difesa: quella del pace, dell’amore  e del perdono di tutti”.

 

Scandale li 25 luglio 2006                                      IGINIO PINGITORE

                                                                          

Addio Nonno Padre…

I Funerali di Monsignor Renato Cosentini in Piazza Condoleo a Scandale
Si sono conclusi intorno alle 20,00 i funerali di Monsignor Renato Cosentini cocelebrati a Scandale Mercoledì 26 Luglio 2006 da Monsignor Giuseppe Agostino, Monsignor Cantafora e Monsignor Francesco Frandina, con la presenza di decine di altri sacerdoti provenienti non solo dalla Provincia di Crotone.
Tanta la gente accorsa in Piazza Condoleo dove ha fatto un gran caldo, tanto che una donna che si è sentita male è dovuta ricorrerre dopo il pronto intervento dei medici locali alle cure degli operatori del 118.
Tanta la gente che ha accompagnato Don Renato fino al cimitero.
Sono stanco, ho ripreso con la videocamera praticamente l’intera celebrazione, e poi sono dovuto tornare a casa al mare da dove sto scrivendo, rimando maggiori infomazioni all’articolo per il Crotonese ed Area Locale.
Intanto ho preparato una piccola gallery che trovate qui