Iginio Pingitore ricorda don Renato Cosentini

Con la morte di don Renato Cosentini, va via un pezzo di storia di Scandale.

Il parroco di  Scandale era il  prete degli orfani, il prete degli anziani, il prete del buon consiglio, insomma è morto il prete dal cuore  “PURO” un cuore pulito, un cuore dove Dio aveva segnato la sua vita  di consacrato, ma soprattutto aveva  tracciato la via di un intera comunità, Scandale, un paese che spesso  è conosciuto fuori anche per le sue opere.

Quando si pensa a Don Renato è facile apparire nelle menti dei credenti una espressione del Vangelo, quando dice: “Gesù parlò alla folla”. Il parroco di Scandale parlava alla folla: ai funerali dei propri parrocchiani, nell’omelie domenicali, nel Venerdì Santo, nella festa della Madonna,  nelle scuole e nelle varie istituzioni ecc.

Nella folla don Renato vedeva i fratelli: quelli vicino alla Chiesa, quelli  lontano da Dio, quelli che si dichiarano cattolici, ma che non andavano  mai in chiesa, quelli smarriti, quelli che hanno bisogno di una parola di conforto, insomma Don Renato spesso nella folla vedeva “La Babele”, quella Babele che aveva  bisogno di essere spronata, di essere evangelizzata, di essere attratta dal messaggio di salvezza lasciato da Gesù. Ma nella  folla  don Renato vedeva anche l’ uomo nella sofferenza,  in cerca della speranza, della resurrezione, l’uomo che ama stare  vicino agli altri e per gli altri.

Nelle folle Don Renato ci ha fatto sentire piccoli, insignificanti,  ma ci ha anche fatto sentire grandi, come appartenenti al vero popolo di Dio…, il popolo di Dio che ama gli altri, che aiuta il suo prossimo, che sentiva il bisogno di stare insieme e di non sentirsi mai soli, sentirsi amati,  il popolo che anela alla speranza, alla resurrezione e quindi alla riscoperta del Regno dei Cieli che Gesù promise agli uomini di buona volontà.

Don Renato durante i suoi 60 anni di sacerdozio a Scandale è stato uno dei riferimenti importanti del paese, ha saputo raccogliere le sofferenze dei propri parrocchiani e lui per poter alleviare li presentava con preghiera comunitaria  incensante presso il padre eterno.

A  Don Renato si presentavano: i  problemi familiari, le coppie in crisi, i disagi economici,  gli orfani del paese e fuori, per costoro all’inizio del suo apostolato creò l’orfanotrofio di Villa Condoleo, mentre per gli anziani soli negli ultimi suoi anni della missione sacerdotale  creò la  Casa Gioiosa anziani da lui fortemente voluta proprio per poter regalare un sorriso in più a quegli anziani che vivono il dramma della solitudine.

La casa di don Renato  aperta a tutti, CASA DELLA CARITA’ MARIA SS DELL’ ADDOLARATA, i giovani di un tempo non possono dimenticare l’ accoglienza, i momenti ricreativi offerti. I bambini nel passato si recavano presso l’istituto perché lì  c’erano i giochi, si proiettavano film educativi, si facevano le recite, i teatrini, trovavano spazio le orchestrine del paese e lì che nasceva la banda musicale più piccola del mondo, presso la Casa di Carità  si organizzavano le colonie estive dove i ragazzi di Scandale e del circondario venivano portati al mare, già…!!! in quei tempi, era difficile recarsi al mare…!!

A don Renato si presentavano tutti i problemi sociali: la disoccupazione in paese, i malati, i poveri, gli orfani, gli anziani soli, le ragazze madri, i ragazzi con problemi esistenziali e coloro i quali vivevano il dramma dell’emigrazione, egli tuttavia aiutava,  riusciva quanto meno,  dall’oscurità far vedere  un raggio di luce, perché faceva capire che attraverso  la sofferenza  accettata dall’uomo poteva trasformarsi in gioia, purificazione e quindi vicinanza a Dio. E’ vero….! la via stretta è quella che ci conduce verso l’amore del Padre.

L’augurio maggiore di ogni scandalese e che queste folle di cui  Don Renato sapeva creare continuano nel futuro e che diventino come  un mare, dove ognuno potrà tuffarsi ed essere bagnato dall’amore divino, affinché si  possono creare nuovi presupposti di salvezza,in un  paese di cui in questi ultimi anni ha tanto sofferto.

Che la sua morte non sia vana e che ogni scandalese sappia raccogliere i frutti di quanto seminato da un grande sacerdote che il buon Dio 60 anni fa ci consegnò.

Per l’ultima volta voglio confessarmi pubblicamente con don Renato perché voglio lanciare il mio messaggio proprio adesso che vive nel regno dei giusti: “Caro don Renato oggi puoi pregare davanti al cospetto del Padre onnipotente  affinché la tua morte non sia considerata vana da ogni scandalese e ognuno di noi  diventi un PURO DI CUORE come esulta  Gesù nella sesta beatitudine, affinché venga eliminato il vecchio e falso cuore di pietra, nel quale regna l’incertezza e l’indurimento, e dia un cuore nuovo  capace nella vita di distinguere una sola arma di difesa: quella del pace, dell’amore  e del perdono di tutti”.

 

Scandale li 25 luglio 2006                                      IGINIO PINGITORE

                                                                          

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