Don Renato Cosentini per Area Locale

Don Renato Cosentini non c’è più. Don Renato Cosentini non è più con noi. Ora giace in un lembo di nuda terra, come lui ha voluto, vicino la chiesetta del cimitero di Scandale. Anche dopo la morte, lui sanmaurese, non ha voluto abbandonare il paese che lo ha visto protagonista come parroco, come guida spirituale, come imprenditore del bene. Don Renato “il prete di campagna”, don Renato il prete dei bambini, il prete manager. Solo Dio sa quante cose, quanto bene ha fatto il parroco che ancora ragazzino arrivò a Scandale subito dopo la seconda guerra mondiale: su tutte Villa Condoleo -  Casa della Carità, dove hanno trovato accoglienza tantissime bambine orfane o che si trovavano in condizioni di disagio, per molte di queste don Renato (e con Lui le suore laiche dell’Ordo Virginum che gli sono sempre state accanto) è stato come un padre aiutandole a sistemarsi… portandole all’altare. Significativa una gigantografia di una foto di Don Renato preso d’assalto da bambini sistemata di recente sulla facciata della chiesa madre, alla base una sola parola: Grazie…

Don Renato si è spento alle prime luci della mattina di lunedì 24 luglio, la sera di domenica, ancora lucido, è stato circondato dall’affetto delle persone a Lui più care che hanno pregato con Lui. In nottata le condizioni del “Prete di campagna” si sono aggravate e il grande cuore del nostro parroco ha cessato di battere per sempre (almeno sulla terra) nel primo mattino.

Già poche ore dopo la sua morte sono giunti a Villa Condoleo moltissimi parroci della zona nonché Monsignor Francesco Frandina, Amministratore Diocesano dopo il trasferimento del Vescovo Mugione a Benevento.

Don Renato era nato a San Mauro Marchesato il 23 gennaio 1924, dopo gli studi ginnasiali, nel Seminario Arcivescovile di Santa Severina, aveva terminato gli studi in filosofia e teologia presso il pontificio Seminario Pio XI di Reggio Calabria. Ordinato sacerdote nel suo paese di nascita il 27 luglio 1946 era diventato parroco di Scandale l’anno successivo. Nel 1949 aveva fondato, partendo dal nulla e confidando solo sulla Carità (alla quale Lui credeva tanto) la Casa della Carità “Maria Santissima Addolorata” dove venivano accolte bambine orfane del crotonese (e successivamente anche bambini). Nel 1976 viene nominato Cappellano Privato di Sua Santità Papa Paolo VI. Consigliere Nazionale della Caritas italiana, tra le tante opere realizzate a alle quali ha contribuito Don Renato ricordiamo il Centro handicappati realizzato a Fondo Gesù a Crotone, un gruppo appartamento, sempre nella città pitagorica, per ragazzi difficili e un centro per ex tossicodipendenti alla periferia di Crotone. Don Renato ha al Suo attivo anche la fondazione della banda musicale che fu definita la più piccola del mondo e che fu ricevuta in Vaticano, in Piazza San Pietro, anche dal Papa Giovanni Paolo II.

Nella Sua Villa Condoleo con il tempo trovarono posto, una scuola materna ed elementare parificate, la scuola magistrale “Teresa Misasi” (oggi Liceo della Comunicazione) e tra le sue ultime opere la “Casa Gioiosa Anziani” in uno stabile poco distante dalla “collinetta renatiana”. (note tratte – ed elaborate – da “San Mauro Marchesato nella poesia” di Luigi Palmiere)

Da tutto ciò si capisce come Don Renato non fosse solo il parroco di Scandale e come il suo nome avesse una certa risonanza nel clero crotonese e non solo. In prima fila all’arrivo di Papa Wojtyla nella Sua visita a Crotone, grande amico dell’ex Vescovo di Crotone Monsignor Giuseppe Agostino che mercoledì 26 luglio, dopo tre giorni di tributo da parte della sua gente, in una Piazza Condoleo, gremita come non mai, ha concelebrato i Suoi funerali insieme con Monsignore Luigi Cantafora e Monsignor Francesco Frandina.

Don Renato, come dicevamo, era il prete dei bambini ma non solo, il prete degli anziani ma non solo, l’uomo che ha dato una certa importanza, facendone parlare in bene, al piccolo paesino dell’entroterra crotonese. Si racconta che fino a qualche anno fa fosse più conosciuta Villa Condoleo che Scandale o meglio che Scandale fosse conosciuto grazie a Villa Condoleo. Di Don Renato ha avuto modo di parlare anche lo scrittore locale Pasquale Minniti con due libri il primo uscito nel 1996 intitolato “Un prete di Campagna” e un altro stampato un mese fa curato dallo stesso Minniti e dal grande amico di Don Renato, Gino Scalise, sul quale si possono trovare tante foto che ripercorrono la vita del prete scandalese, libro al quale il curatore ha voluto dare lo stesso titolo del primo e cioè “Un prete di campagna” aggiungendo Don Renato Cosentini e la frase “Cristo non manda mai nessuno in pensione…”.

Ma di Don Renato, “prelato d’onore di Sua Santità”, si parla anche in altri libri come "Scende la sera – le prediche di Don Renato -" di Iginio Carvelli, e tanti sono stati gli articoli dedicati a Lui e alle sue opere.

Lo piangono e lo rimpiangeranno in tanti, il fratello Salvatore, i pochi parenti rimastigli, le suore laiche dell’ “Ordo Virginum” di Villa Condoleo, le tante ragazze cresciute dai Lui e che Lui ha aiutato a sistemarsi, tutto il paese di Scandale e non solo. Tanto il bene fatto dal parroco di Scandale, grazie alle opere da Lui realizzate, tante le ragazze ora donne, divenute maestre di scuola materna grazie al diploma preso “alla scuola di Don Renato”, le bambine e i ragazzi difficili strappati alla strada e ospitati e curati a Villa Condoleo ma anche, durante le vacanze estive, a Capo Piccolo dove Don Renato aveva pensato di creare una struttura per l’estate per far strascorrere momenti lieti ai suoi “figli”.

“Con la morte di Don Renato – dichiara il Sindaco di Scandale Fabio Brescia – si chiude una pagina di storia di Scandale. Mi legava a lui una profonda amicizia e il ricordo per i racconti di mio padre che era sindaco di Scandale quando Villa Condoleo muoveva i primi passi. La sua morte lascia un vuoto difficilmente colmabile. Don Renato era un caro amico di tutti che ha vissuto la Sua vita a contatto con gli altri e per gli altri”.

Gli fa eco il vice sindaco Tonino Coriale: “E’ venuto a mancare una figura importante per la nostra comunità e non solo, direi anche per tutto il comprensorio. Persona altruista, umile, disponibile e soprattutto sensibile. Uomo di grande carisma, vicino ed attento ai problemi di questa collettività.

Lo ricordiamo per essere stato per tutti buon sacerdote, buon padre e un ottimo nonno. Esprimo le più sentite condoglianze ai parenti e alle persone a lui vicine”.

Ricorda Don Renato anche l’assessore Gino Pingitore per anni vicino a Lui come responsabile del Comitato feste: “Ricordo Don Renato come il parroco di tutti noi, come il prete dei bambini. Colui che ha accolto tanti orfani ma anche il prete degli anziani. E’ stato il prete di tutti in particolare dei sofferenti”.

In conclusione mi sia concesso, in questo momento sicuramente storico per la nostra comunità, un mio pensiero: ricordo Don Renato fin la mia più tenera età, mi ha cresciuto, battezzato, data la prima Comunione, confessato decine di volte, mi ha aiutato; a volte mi sono sentito abbandonato da Lui (ma forse ero io che avevo abbandonato Lui) abbiamo avuto dei contrasti ma fin da piccolo lo guardavo e pensavo che Don Renato non sarebbe mai morto, una specie di dio, una persona eterna… l’ho visto invecchiare, le sue rughe che gli solcavano il volto ma per me rimaneva una persona immortale, una persona dalla quale non mi sarei mai dovuto distaccare, invece anche Don Renato mi ha lasciato, me lo sono visto in quella bara, non mi parlava più, immobile, con il Calice in mano. Lo avevo visto qualche giorno fa, mi dicevano che stava male, ma una volta nella sua stanzetta, per me era sempre lo stesso, mentre il male se lo stava mangiando dentro. Quel giorno sono dovuto andar via per altri impegni, spinto da lui stesso, senza aver avuto modo di parlargli.

Mi sono perso l’ultima occasione per parlare con un Grande Uomo.

Addio Don Renato, addio Nonno Padre come ti chiamavano le tue bimbe…

[Rosario Rizzuto]

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