Archive for September 20th, 2006

Oggi terza lezione al Corso di Scrittura Creativa della Provincia di Crotone. 1 racconto da tutti…

Ieri la seconda lezione del corso di scrittura creativa, che ha pure un titolo, ma non mi vuole entrare nella mente, forse perchè spero non sia limitato a quel titolo, ma mi inculchi in testa tutto il possibile ed immaginabile, si è svolta in modo tranquillo.

Come immaginavo la classe, ieri, si è dimezzata e la stanza Azzurra della Provincia non aveva lo stesso aspetto del giorno prima. Peccato!

Ma voglio provare ad essere fiducioso e a sperare che qualche altro allievo oggi ritorni, visto che ieri qualcuno si "è perso" tra partita della Juventus (vi ricordate: vorrà dire che vendo il biglietto!!! Sihhh!!!) e maltempo.

Per oggi inoltre dovevamo svolgere il primo compitino, scrivere un breve racconto, o una parte di esso, di due cartelle, ossia 3.600 caratteri compresi gli spazi. A me stamattina presto è venuto questo:

In vacanza a Crotone

“Dai fate presto bimbi, altrimenti facciamo tardi” disse Delfino ai figli Ludovico e Germana.

La macchina era già carica e tutta la bella famiglia Trevisan era pronta per le agognate vacanze in Calabria, a Crotone.

E’ già, nonostante fosse un legaiolo convinto, Delfino (ma che ci fa uno con un nome così ad Aosta?!) non aveva resistito al richiamo di un’alba fantastica osservata in rete sul blog di By.Ros ed aveva rinunciato alle solite due settimane di vacanze a Follonica, in Toscana, per un’intensa settimana, al Costa Tiziana Hotel, nella cittadina pitagorica.

“Sì pà, io e Ludovico siamo pronti – rispose gridando dal corridoio la piccola Germana – è mamma la solita ritardataria”.

Germana, splendidi occhi azzurri e una folta chioma biondo scuro, ma non troppo, e riccia, aveva sette anni ed era felice di andare a Crotone, nella città della compagna di banco Maria Rosaria che sicuramente avrebbe incontrato.

Ludovico, 15 anni, non vedeva l’ora di giocare a pallone sulla splendida spiaggia crotonese ma soprattutto di stare ore a mollo nell’acqua limpida.

“Dai Ada – disse Delfino alla moglie – ci siamo alzati presto per evitare il traffico, vuoi vanificare tutto?”

“Sono pronta, sono pronta, diamine” rispose Ada con tono deciso ma col sorriso sulle labbra.

Erano le 6,00 e finalmente il signor Delfino potè chiudersi dietro la porta di casa, inserire l’allarme e avviarsi alla macchina…

In tarda serata dopo circa 1.350 chilometri di viaggio e 16 ore passate tra strade e autogrill, la famiglia Trevisan arriva alla sbarra del Costa Tiziana Hotel.

E’ agosto, la prima settimana del mese estivo per antonomasia, l’hotel, uno dei più belli, caratteristici, con la sua forma circolare, e caro di Crotone, è pieno. La famiglia valdostana è abituata al caos estivo visti i trascorsi sulla costa tirrenica e quindi non si spaventa, ma qui è tutto speciale.

A cominciare dal modo di raggiungere la spiaggia privata dell’albergo. In trenino.

Già, visto che la struttura è leggermente spostata su una collinetta, gli ospiti vengono accompagnati in spiaggia con un trenino gommato; uno spasso per Germana che già il primo giorno viene raggiunta in spiaggia dall’amica Maria Rosaria e cominciano a rincorrersi sulla spiaggia e inventare tanti giochi.

Delfino, stanco dal viaggio, non c’è l’ha fatta a svegliarsi presto ed osservare la sua prima alba crotonese. Ha ancora negli occhi l’immagine trovata in modo molto casuale in rete: quei colori, quel mare limpido, quel sole.

Sole? Ma il sole non è uguale da tutte le parti?

Forse Delfino si era fatto un po’ suggestionare e quell’alba non aveva nulla di particolare rispetto anche ad un’alba di Rimini vista da ragazzo. Forse. Ma nel dubbio…

Il gran giorno è il seguente, per evitare rischi Delfino aveva regolato ben tre cellulari con sveglia ad intervalli regolari di 15 minuti, la prima alle 4,30. Ma non ce n’era bisogno, poco dopo le 4,00 Ada, coinvolta in questo “sogno” dal marito,  è gia sveglia; tocca pochi istanti dopo anche a Ludovico e Germana, anche loro curiosi di vedere, dopo tanti tramonti, il sole nascere dal mare: la loro prima alba.

Alle 5,00 papà Delfino e gli altri sono pronti; a quest’ora logicamente il trenino non c’è quindi bisogna scendere a piedi, ma la cosa appassiona tutti: respirare quell’aria fresca, osservare il mare, di un azzurro mai visto, a distanza e che si avvicina sempre di più, con il cielo che comincia a rosseggiare, lì nel punto che tra pochi minuti vedrà spuntare il primo spicchio di sole che in breve tempo sarà già bello alto.   

Quando la famiglia Trevisan arriva in spiaggia manca davvero poco perché il sole faccia capolino dall’acqua, Delfino prepara la macchina fotografica mentre Ludovico punta ad Est il suo cellulare per un filmino da far vedere ai compagni.

L’arrivo del sole è uno spettacolo ancor più bello di quanto visto in internet: un’emozione unica…!

Rosario Rizzuto

Laura Lepri (Foto Lauralepri.com)
Beh, che ne dite? Aspetto i vostri giudizi anche se quelo che mi interessa di più è quello che mi darà alla 17,35 circa la signora Laura Lepri (come vuole chiamata). Ma so bene che il racconto è infantile e di certo non diventerebbe un best-seller.

Chi passa?

Incrocio tra via Mario Nicoletta e via G. di Vittorio a Crotone
Una volta c’erano i semafori ora c’è una rotanda, una di quelle tanto odiate da Beppe Grillo. Sto parlando dell’incrocio tra via Mario Nicoletta e Via Grazia Deledda a Crotone; quello, per intenderci, che, venendo dal centro di Crotone su Via Mario Nicoletta da una parte porta alla stazione ferroviaria, dall’altra al quartiere Gesù e dall’altra ancora in direzione Inps o fantanine dell’acqua.

Ebbene da qualche settimana c’è una rotanda, da qualche giorno, finalmente ho pensato in un primo momento hanno tracciato la segnaletica verticale.

Ma quale finalmente? A come è ora a quell’incrocio chi cazzo passa? Praticamente su quattro uscite ci sono due STOP  e due DARE PRECEDENZE con la conseguenza che la confusione regna sovrana.

Ma ora che ci penso anche l’incrocio tra via Cutro e via XXV Aprile proprio sotto l’ospedale civile di Crotone, ha la stessa segnaletica, ma qui le strade sono più ampie (via Cutro è a doppia carreggiata) e tutta l’aria incrocio , compresa la rotonda, è molto più vasta.

Insomma sarà per questo motivo, ma secondo me l’incrocio che porta alla stazione ferroviaria è una vera trappola e se già non ci son stati, prima o poi arriveranno i primi incidenti (soprattutto se si considera che a breve sarà asfaltata tutta via Mario Nicoletta e quindi si sarà più invogliati a correre e si arriverà più veloci alla rotonda), speriamo lievi, ma è proprio sicuro che non poteva essere realizzata diversamente la rotonda e/o la segnaletica orizzontale/verticale?!!! 
Incrocio tra via G. di Vittorio e Via Mario Nicoletta (visto arrivando dal quartiere Gesù)

La Federazione di Crotone del Pdci presente a Roma all'attivo nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori

Si è svolto a Roma, domenica 17 settembre 2006, l’attivo nazionale delle Lavoratrici e dei Lavoratori del Partito dei Comunisti Italiani presso Parco Schuster nelle vicinanze della Basilica di San Paolo all’interno della Festa Nazionale “DE LA RINASCITA” che si concludeva appunto proprio Domenica 17 e che ha visto i comunisti italiani impegnati per 12 giorni a partire dal 5 Settembre.
Oliviero Dilberto al tavolo dei lavori

            L’incontro è iniziato alle ore 16,00 ed ha visto la presenza oltre che di Oliviero Diliberto anche di  tutto il gruppo dirigente nazionale del P.d.C.I., alla Presidenza accanto al segretario, Dino  Tibaldi, responsabile del Dipartimento lavoro,  che ha introdotto i lavori e il Presidente della Commissione lavoro della Camera dei Deputati, Pagliarini.

Tra il pubblico oltre a una nutrita delegazione di Compagni che sono impegnati nelle istituzioni locali, spiccava la figura di Marco Rizzo, Parlamentare europeo.

            La Federazione di Crotone è stata presente con una propria delegazione composta da Lucia Servello, Alessandra Senatore, Saverio Valente, Elio Senatore e Franco Riolo che con Tommaso Chiodo della Federazione di Catanzaro hanno rappresentato la Calabria in questo importantissimo appuntamento.

            Centralità del lavoro e contributo del Dipartimento lavoro all’elaborazione politica dell’intero partito, questi i temi su cui Tibaldi si è soffermato nella sua lunga ed articolata relazione introduttiva dove soprattutto riferendosi ai rapporti con le organizzazioni sindacali ha chiesto in maniera esplicita che il partito non deleghi le politiche del lavoro semplicemente ai compagni presenti nel sindacato ma che si attrezzi affinché insieme a questi compagni ci si possa fare carico dal punto di vista legislativo delle istanze che provengono dal mondo dei lavoratori.

            E a tal proposito ha lanciato la proposta di andare ad effettuare in questi mesi proprio nella fase congressuale degli attivi sul lavoro nei territori ( comuni, province, regioni) affinché tutto il corpo del partito assuma consapevolezza di come un partito come quello dei Comunisti Italiani non può esistere se non mette al primo posto della propria agenda politica le questioni del lavoro e dei lavoratori.

            Ia centralità del lavoro dentro la festa… questo il senso della giornata così come è stato sottolineato negli interventi e soprattutto in quello conclusivo di  Diliberto: il lavoro salvaguarda la dignità della persona, anche il più umili, perché dà reddito che soddisfa i bisogni degli individui, quelli primari, strettamente legati alla sopravvivenza e poi gli altri,quelli culturali, di svago e legati al tempo libero che non sono secondari per una buona qualità della vita.

Dichiara e aggiunge: “ la centralità del lavoro è infatti un motore che nella società muove molte cose. Se questo principio non si riafferma si corre il rischio di confermare l’idea del credere giusto e corretto il lavoro precario”.

E proseguendo nel suo intervento:” le feste dei partiti servono solitamente per presentarli all’esterno, all’opinione pubblica, alle altre forze politiche, ma oltre a questo le feste servono anche a fare il punto sullo stato della propria organizzazione, per verificarne la tenuta, per verificarne la capacità dei gruppi dirigenti di “ stare in campo”.

            E’ tempo di iniziare dentro il nostro partito una campagna di moralizzazione che riporti le pur legittime ambizioni individuali sempre nell’ambito degli obiettivi e dei progetti collettivi.

            E a tal proposito devo un ringraziamento a nome di tutto il gruppo dirigente a quelle compagne e compagni che non chiedono mai niente e che sono la grande maggioranza, quelli che fanno un lavoro oscuro, quelli che senza un applauso lavorano perché ci credono, perché hanno degli ideali in un paese dove questa parola “ gli Ideali” non è più usata. È invece gli ideali devono essere per il nostro partito la bussola, la cartina di tornasole del nostro agire politico. Sarà tema del congresso!