Laura

A volte basta mettercisi davanti al pc e provare a scrivere che l’idea arrica, così ieri pomeriggio finalmente sono riuscito a impostare il mio terzo racconto che aveva come tema un vicino di casa.

Ne è vemuto fuori un racconto un po’ diverso dagli altri che potremmo definire comico-erotico.

Ma questo è nulla! Ieri sera durante la lezione quando ormai lo avevo consegno, ho realizzato di aver dato alla protagonista il nome di Laura come la nostra Doctor. Vi giuro sui miei figli che è stato tutto casuale (lo dico perchè un mio collega, facendo un altro racconto, aveva dato alla protagonistra volutamente il nome di Laura) e non voluto anche se forse qualcuno non ci crederà. Ma è così.

E per fortuna che all’ultimo secondo ho cambiato il primo titolo che mi era venuto (Le tette di Laura) semplicemente in Laura, ho evitato, nonostante, vi ripeto, non era mia intezione collegare la protagonista del racconto con l’editor milanese, la mia solita figura di m…. .

Questo il racconto:

Laura

 

E’ buio in un piccolo paese della Calabria.

Marco, giovane informatico in una società che vende computer,  come ogni sera, rientra a casa.

Un bacio alla moglie Filomena, una carezza al primogenito Salvatore e uno sguardo pieno di soddisfazione come per dire: “Mi è venuta proprio bene” alla piccola Valentina che si è addormentata sul divano.

La sua giornata non è ancor finita; così dopo una veloce cena, Marco si reca su in mansarda dove c’è il suo studio e da dove, a volte, completa dei lavori non chiusi in ufficio oppure si dedica ad altri lavoretti presi in proprio (costruzione e amministrazione di siti web per esempio).

Dalla “sua tana”, le cui pareti sono piene di finestre, Marco gode di una vista spettacolare.

L’oscurità della giornata, accentuata dal fatto che la pubblica illuminazione – chissà perché? – è spenta, permette di vedere ancora meglio, le luci dei paesi del circondario ed appare meraviglioso osservare, nonostante la distanza, l’illuminazione della cittadina di Crotone ed in particolare del porto.

Marco accende il computer e sta per sedersi quando la sua attenzione viene catturata da un’immagine. Fa un passo (“Mi sarò sbagliato!” dice), poi torna indietro.

E invece non si è sbagliato per niente.

A poco distanza da lui, in una casa la cui finestra sembra uno schermo del cinema dalla mansarda, e solo dalla mansarda, di Marco, la signora Laura è in atteggiamenti inequivocabili con un giovane che Marco non riesce a mettere a fuoco.

Laura è una quarantenne di bella presenza; nonostante sia laureata ha deciso di non lavorare e si occupa della casa e del suo bambino di 3 anni.

Il marito, Filippo, è un dottore dell’ospedale civile di Crotone ed infatti Marco aveva incrociato la sua inconfondibile spider rossa mentre rientrava a casa.

“Chi sarà mai quel ragazzo?” si chiede Marco.

Socchiude gli occhi come per metterlo a fuoco, ma niente; maledice il giorno (almeno due anni prima) in cui ha prestato il suo binocolo al fratello che non glielo ha mai restituito; poi gli viene in mente la sua fotocamera, che non usa da settimane, che non sarà un cannocchiale ma “avvicina” di un po’.

Laura intanto si sta spogliando, il suo sottile vestitino lo ha fatto volare verso il suo amante, che seduto su una sedia, quasi come se dovesse rispettare un patto del tipo “Guardare ma non toccare”, si gusta ansioso lo spettacolo.

Ma a parte l’ancora sconosciuto amante c’è un’altra persona che si sta godendo a loro insaputa lo show.

Scoprire chi sia la persona misteriosa è diventato secondario. Marco viene attratto dalle forme della signora (“Si fa per dire” starà pensando ora) Laura. La inquadra con la fotocamera e non resiste e prova a scattare.

“Porca puttana – impreca – le batterie scariche”.

Ormai è andato nel pallone… ritorna giù e cerca di recuperare quattro Alcaline dai giochi del figlio mentre intanto a poca distanza Laura, come emula di Kim Basinger, non ha più la sottoveste e gira, attorno al suo amante che cerca di afferrarla ma è come se fosse incollato sulla sedia, in intimo.

La digitale riparte. Marco resetta la camera in modo che non possa emettere luci, imposta, il valore Iso su 400: insomma la prepara per scattare al buio e senza flash.

Laura inizia a giocare con il gancio del reggipetto e dopo pochi attimi il so enorme seno è al vento per la gioia dei nostri giovani.

L’amante non resiste più e si alza dalla sedia ma Laura lo rimette in riga con quattro parole che però Marco non riesce a sentire né ad intuire. Dalla mansarda il giovane informatico è preso da bulimia fotografica e le tette di Laura sono “immagazzinate” sulla xD Picture card in tutte le angolazioni.

Siamo sul più bello, Marco ritorna in sé e ricorda la sua “missione”, ma all’improvviso, quasi per magia, le tende si chiudono…

 

Rosario Rizzuto

One Response to “Laura”

  1. anonimo scrive:

    Ciao Rosà,
    il racconto mi è piaciuto.
    hai una fantasia pulita,
    continua così.

    E VAAAI

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