Operazione Puma, oltre a Gallo coinvolti anche gli assessori Prov.li Megna e Puccio e altri 5 politici

L’adnkronos toglie la foto sbagliata di Dionisio Gallo e implementa il proprio articolo con i nomi degli altri politici indagati. Il quadro è davvero allucinante e coinvolge in tutto 96 persone.

Ma mi preme sottolineare come mentre tutte le tv nazionali e anche i giornali hanno dato risalato all’arresto dell’ex assessore regionale Dionisio Gallo, finito addirittura nei titoli dei pricipali telegiornali nazionali, la principale tv di Crotone abbia parlato in modo predominante della conferenza stampa tenuta dai carabinieri per illustrare i risultati dell’operazione denominata Puma, citando Dionisio Gallo come se ci fose capitato così per caso; come se fosse una cosa da nascondere, da non dire, per non ferire qualcuno. 
Delle due, una: o a Radio Tele International sanno cose che gli altri non sanno e quindi non si sono voluti sbilanciare o c’è stato un chiaro intento di evitare di infangare il nome del politico locale, insomma si è preferito rinunciare allo scoop per non parlare male di un amico.

Mi ripeto io spero che Gallo e ora anche gli altri politici coinvolti, alcuni dei quali pure li conosco, non c’entrano ma se gli arresti ci sono stati le cose bisogna dirle e con chiarezza e il giusto risalto, si chiama dovere di cronaca!

Questo l’articolo della adnkronos: "Lamezia Terme, 28 dic. (Adnkronos/Ign) – Sono in tutto 96 le persone coinvolte nell’inchiesta della Dda di Catanzaro conclusa con l’arresto di dodici persone tra cui l’ex assessore regionale alla forestazione della regione Calabria, Dionisio Gallo, attuale consigliere regionale dell’Udc e vicepresidente della commissione regionale antimafia del consiglio regionale della Calabria.

Gallo, che è stato posto agli arresti domiciliari, è indagato per scambio elettorale politico-mafioso. Secondo l’accusa, ”l’ex assessore regionale Gallo, in occasione delle ultime elezioni regionali del 3 e 4 aprile 2005, veniva in stretto contatto, per il tramite di suo cognato Michele D’Alfonso, con la cosca mafiosa facente capo alla famiglia Maesano, allo scopo di procurarsi voti in occasione delle consultazione elettorali”.

Sempre secondo quando è scritto nelle pagine dell’ordinanza di custodia cautelare, ”la Cosca, nella veste del Bumbaca che prometteva tutti i voti che poteva vincolare, per il tramite di Gallo è riuscita a condizionare l’attività di enti e amministrazioni pubbliche per procurare ingiusti guadagni con erogazioni e concessioni pubbliche che confluivano in vari modi nel Villaggio Praialonga, e che quindi attraverso artifizi contabili dell’amministratore Bumbaca entravano successivamente nelle tasche degli affiliati”.
L'assessore ale Politiche Socilai della Provincia di Crotone, Antonio Megna. (Foto: provincia.crotone.it) L'assessore allo sport  e spettacolo della Provincia di Crotone, Antonio Puccio. (Foto: provincia.crotone.it)
Nell’ambito dell’operazione contro la cosca Maesano di Isola Capo Rizzuto, sono indagati altri 7 politici. Si tratta di due assessori della provincia di Crotone, l’assessore alle Politiche sociali Antonio Megna (Udeur) e l’assessore allo Sport Giuseppe Puccio (Prc), di un consigliere provinciale dei Ds Lucio Francesco Antonio Libero Pio Cosentino, del sindaco di Botricello Giovanni Puccio (Ds), dell’assessore all’Urbanistica del Comune di Botricello Antonio Puccio e del segretario di Rifondazione comunista della Provincia di Crotone Giuseppe Bevilacqua.

Tra gli indagati, cinque incaricati di pubblici servizi, ma anche imprenditori e liberi professionisti. Nell’inchiesta era coinvolto anche l’ex vicesindaco di Catanzaro Valerio Rizza, morto qualche tempo fa.

Le 12 persone finite in manette sono ritenute affiliate alla cosca mafiosa Maesano di Isola Capo Rizzuto. Le ordinanze di custodia cautelare (dieci in carcere e due ai domiciliari) sono state emesse dal gip distrettuale di Catanzaro, Antonio Rizzuti su richiesta del procuratore aggiunto della Dda Mario Spagnuolo e del sostituto procuratore della Repubblica di Crotone Pierpaolo Bruni. Secondo l’accusa gli arrestati avrebbero costituito un sodalizio per acquisire il controllo del villaggio turistico ‘Praialonga’, nello stesso comune di Isola Capo Rizzuto, favorendo la nomina dell’amministratore dello stesso villaggio il quale avrebbe poi avuto come punto di riferimento un personaggio della stessa cosca.

E’ preoccupata la reazione del presidente della regione Calabria Agazio Loiero. ”Verrebbe voglia di gettare la spugna perché non sembra proprio esserci un modo per spegnere l’incendio che devasta la Calabria – dice Loiero -. Notizie come quelle dell’arresto di Dionisio Gallo e degli scenari che l’inchiesta disvela, sono da colpo finale. La Calabria brucia, ma non possiamo e non vogliamo abbandonare. Anzi, abbiamo l’obbligo di condurre una battaglia di legalità e di trasparenza. Fino in fondo, senza emotività e senza condizionamenti di alcun tipo”. ”Mi auguro – conclude Loiero – che la giustizia faccia il proprio corso e accerti tutte le verità in tempi brevi. Mi auguro che Gallo riesca a dimostrare la propria estraneità alle accuse che gli vengono contestate, anche per il bene della Calabria”.

Il vicesegretario nazionale dell’Udc Mario Tassone, e vicepresidente della commissione parlamentare antimafia, esprime ”assoluta fiducia nella magistratura”. ”Auspichiamo un accertamento rapido della verità al fine di consentire al dottore Dionisio Gallo di dimostrare ampiamente la propria estraneità rispetto ai reati che gli vengono ascritti”, ha dichiarato in una nota".

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