Al Festival di SanRemo trionfa Simone Cristicchi. Dubbi sulle piazze d'onore!!!

Simone Cristicchi vince il 57° Festival di SanRemo. (Foto corriere.it)
Trionfa meritatamente Simone Cristicchi al 57° Festival di SanRemo, lo fa alla grande meritandosi con la canzone "Ti regalerò una rosa" anche il premio della critica "Mia Martini" e il premio della sala stampa.

Nessuna traccia della canzone di Rino Gaetano nei primi 10 classificati, tutti gli altri sono stati dichiarati pari merito; quarto Daniele Silvestri.

Diciamo che i piazzamenti di Cristicchi ed Albano li avevo indovinati.

Il non piazzamento della canzone portata in scena da Paolo Rossi mi puzza un po’ così come anche il secondo posto di Albano e il terzo di Piero Mazzocchetti.

Il tedesco italiano a me era piaciuto molto nella prima serata tanto che sui miei appunti mi trovo scritta un "bellissima" ma non credo proprio che ci siano state persone in Italia che abbiano consumato le dita per televotarlo visto che in Italia era praticamente sconosciuto.

Rimango davvero deluso del non piazzamento di "In Italia si sta male" che ha avuto un ottimo punteggio dalla giuria di qualità.

Di contro sono contentissimo della vittoria di Simone Cristicchi (anche se non ci credevo) che a me è sempre piaciuto, del quale ho comprato il primo cd e che ho avuto il piacere di intervistare a maggio 2006 a Isola Capo Rizzuto.

Così il cantante de "L’ombrellone te lo ficco nel culo", che ha avuto tante difficoltà per emergere, si prende la sua grande rivincita, vincendo il Festival musicale per antonomasia.

Questo il testo:

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore
Mi chiamo Antonio e sono matto
Sono nato nel ’54 e vivo qui da quando ero bambino
Credevo di parlare col demonio
Così mi hanno chiuso quarant’anni dentro a un manicomio
Ti scrivo questa lettera perché non so parlare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E mi stupisco se provo ancora un’emozione
Ma la colpa è della mano che non smette di tremare
Io sono come un pianoforte con un tasto rotto
L’accordo dissonante di un’orchestra di ubriachi
E giorno e notte si assomigliano
Nella poca luce che trafigge i vetri opachi
Me la faccio ancora sotto perché ho paura
Per la società dei sani siamo sempre stati spazzatura
Puzza di piscio e segatura
Questa è malattia mentale e non esiste cura
Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore I matti sono punti di domanda senza frase
Migliaia di astronavi che non tornano alla base
Sono dei pupazzi stesi ad asciugare al sole
I matti sono apostoli di un Dio che non li vuole
Mi fabbrico la neve col polistirolo
La mia patologia è che son rimasto solo Ora prendete un telescopio…
misurate le distanze
E guardate tra me e voi… chi è più pericoloso?
Dentro ai padiglioni ci amavamo di nascosto
Ritagliando un angolo che fosse solo il nostro
Ricordo i pochi istanti in cui ci sentivamo vivi
Non come le cartelle cllniche stipate negli archivi
Dei miei ricordi sarai l’ultimo a sfumare
Eri come un angelo legato ad un termosifone
Nonostante tutto io ti aspetto ancora
E se chiudo gli occhi sento la tua mano che mi sfiora
Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare Ogni piccolo dolore
Mi chiamo Antonio e sto sul tetto
Cara Margherita son vent’anni che ti aspetto
I matti siamo noi quando nessuno ci capisce
Quando pure il tuo migliore amico ti tradisce
Ti lascio questa lettera, adesso devo andare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E ti stupisci che io provi ancora un’emozione?
Sorprenditi di nuovo perché Antonio sa volare.

Dopo Povia lo scorso anno, non sarà una sorpresa se l’anno prossimo il Festival di SanRemo lo vincerà Momo, interessante sorpresa scartata da Pippo Baudo e lanciata da Piero Chiambretti nel dopo festival.

Già coautrice del brano dello scorso anno di Simone Cristicchi, "Che bella gente", Momo, al secolo Simona Cipollone, farà certamente parlare di sè!

Rimane il fatto che un testo di Rino Gaetano è andato al Festival di San Remo a quasi 26 anni dalla sua morte.

Rino che da lassù ha visto tutti, brogli compresi, se la starà ridendo, commentando: "Non è cambiato niente!!!".

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