Quelli del 7 marzo

C’è gente che non vuole arridersi, che sta lottando per una Crotone migliore. Gente che non accetta dei NO immotivati e non ragionati, gente che gurada oltre protesta in modo civile.
L’iniziativa in corso è quella della raccolta dei certificati elettorali da consegnare al prefetto dopo che il 7 marzo in Piazza Pitagora sono riusciti a radunae migliaia di persone.
Quello che segue è un loro comunicato stampa.

Adesso ci chiamano "Quelli del 7 Marzo". Sia stato propiziatorio oppure no, fatto sta che il 7 marzo scorso, vigilia della Festa delle donne, la quarta manifestazione del Comitato "Insieme ce la possiamo fare" è andata al di là di ogni rosea previsione. E questo non solo per l’affluenza di popolo, più di tremila secondo le nostre stime, ma perché, appunto, la presenza delle donne, a cominciare da Giovanna Morace (presidente Codacons Crotone) per finire a Valentina Galdieri, Titina …, Nadia …, e le tante altre (madri, mogli, singles, ecc.) tra la gente che affollava piazza Pitagora, ha fatto la differenza con le dimostrazioni di ordinaria piattezza di questa provincia.

Un nuovo Rinascimento del popolo di Pitagora che non è più disposto a subire i capricci e le paturnie dei propri amministratori, siano essi di destra o di sinistra. Un ‘NO!’ grande quanto il tempo di tre generazioni che hanno dovuto assistere allo sfascio lento e continuo del nostro territorio e della nostra economia. Un ‘NO!’ gridato all’arroganza della politica che considera democrazia solo i suoi ‘clientes’ e ‘antistato’ l’uomo della strada, l’uomo qualunque indisponibile al ricatto delle lobby politico-mafiose.

Sul palco addossato al colonnato di fronte alla storica rotonda di piazza Pitagora, si sono avvicendati: Marco Galdieri (in rappresentanza dei giovani e degli studenti), Vincenzo Filareto (presidente Comitato Europaradiso), Giovanna Morace (Codacons), Enzo Frustaci (ambientalista) e Roberto Salerno (presidente Confcommercio Crotone). Formazione universitaria e prospettive per i giovani, democrazia partecipata e democrazia negata, difesa dei diritti dei cittadini e autodeterminazione, crescita e ambiente, impegno politico e coscienza civile: questi i temi affrontati dai relatori in modo assolutamente trasparente e diretto (niente politichese) e che è stato molto apprezzato dalla folla che ha applaudito lungamente ed ha partecipato con fischi e lazzi all’indirizzo della classe dirigente attualmente dimorante nei palazzi di Comune, Provincia e Regione.

Gli organizzatori, dopo aver spiegato le ragioni di questa ennesima protesta (che non è solo il ‘NO!’ della Regione ad Europaradiso), hanno cominciato quella stessa sera del 7 la raccolta dei certificati elettorali da rimettere nelle mani del Prefetto Vincenzo Cardellicchio e che continuerà fino al 18 marzo prossimo, tutti i giorni dalle ore 9.00 alle 22.00 in Piazza della Resistenza.

Il motivo della raccolta è noto: "Noi ci dimettiamo da cittadini – ha detto Vincenzo Filareto – fino a quando non ci saranno restituiti i nostri diritti allo sviluppo e ad una migliore qualità della vita". Le risorse materiali e immateriali ci sono tutte. Mancano a questo punto le volontà politiche che finora hanno dimostrato di tenere solo alle proprie posizioni di potere.

Il 18 saremo di nuovo tutti in piazza: per rimarcare una volta di più che non ci piegheremo al secolare destino dei ‘Vinti’ di verghiana memoria.

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