Tengo Famiglia – lettera di Travaglio a Paul Wolfowitz. Ma i nostri politici non si vergognano?

Mentre in tv su Rai Due Marco Travaglio nel programma Confronti discorre con Vittorio Sgarbi di vari argomenti da Corona a problemi politici, capita a fagiuolo la mail della mia amica Serenella che mi manda una delle famose lettere che Travaglio legge nel programma Annozero di Michele Santoro.

Magari l’avrete già sentita o letta o magari vi si dicono cose che sapete già ma rileggerla non vi farà certo male e spero, come a me, vi farà di certo indignare.
Il giornalista e scrittore Marco Travaglio. (Foto dalla rete)
"Gent.mo dr. Paul Wolfowitz, mi rivolgo a  lei per portarle la solidarietà mia e del mio paese per lo spiacevole incidente  occorsole nel suo. Ho visto la conferenza stampa in cui lei, sudato e tremante,  chiedeva scusa per aver procurato la promozione e l’aumento alla sua amante, la bella tunisina Shaha Riza, manager della Banca Mondiale da lei presieduta.
I  soliti moralisti protestanti han tirato fuori il codice etico e il conflitto d’interessi. 
Che paroloni! 
Lei, dr. Wolfowitz, non ha sbagliato a promuovere la  sua donna: lei ha sbagliato paese. Da noi, per dire, i codici etici e i conflitti d’interessi sono caduti in prescrizione da un pezzo. Per 
parenti, amici e amanti, si fa di tutto, di più. Alla luce del sole,con un certo vanto. 
Diceva  Longanesi: "Nel tricolore andrebbe scritto: tengo famiglia". Da noi è tutto ereditario, dalle cariche alle cattedre: abbiamo persino abolito la tassa di successione. Siamo un paese di mamme, babbi, figli e soprattutto nipoti. Ci  scherzava già nel ’400 il card. Enea Silvio Piccolomini, appena divenne papa Pio 
II: "Quand’ero solo Enea, nessun mi conoscea; ora che sono Pio, tutti mi  chiaman zio". 
 
Se visitasse la Rai, scoprirebbe decine di cognomi famosi, soprattutto politici: De Martino, Andreatta, Berlinguer, Donat-Cattin, Leone,Letta, Mancini, Mancino, Piga, Rauti, Ruffini, Scelba, Squillante,  Bernabei, Buttiglione, Cariglia, Sottile,Zanda, Matteoli. 
Non sono omonimi: sono  proprio parenti. Hanno assunto l’autista e l’assistente di Berlusconi, e persino  il figlio della segretaria di Gelli. Ma a Mediaset è lo stesso. 
 
Poi  si faccia un giro in Parlamento. Lì il seggio è ereditario. Ci sono i figli d’arte.

Craxi,quello che voi chiamereste latitante e noi chiamiamo esule, ha lasciato in eredità addirittura due seggi: la figlia Stefania deputata di  destra, il figlio Bobo sottosegretario a sinistra. 
Forlani, più modestamente, ha  piazzato un solo figlio, Alessandro(Udc). Anche perché non ne ha altri. Cossiga  ha portato il figlio Giuseppe (FI) e il nipote Piero Testoni (FI). Perchè i parlamentari non li eleggiamo più: li nominano i partiti, con le liste bloccate.  

E’ molto più pratico. Al Senato è arrivato il fratello di Pecoraro Scanio, Marco, che s’era fatto valere come terzino dell’Avellino.
Poi c’è l’esercito delle mogli, versione italiana delle quote rosa. Alla Camera ora siede la prima  moglie di Paolo Berlusconi, Mariella Bocciardo (FI). Al Senato c’è la signora  Bassolino, Annamaria Carloni. 
Madama Fassino, Anna Serafini, è deputata per la  quinta volta. Il regolamento Ds vietava più di 2 mandati, ma ci hanno aggiunto  una  parolina: "consecutivi". Lei aveva saltato un turno, ed è rientrata.

Pasquino li chiama "ricongiungimenti familiari in Parlamento". 
Ma il  più devoto ai sacri valori della famiglia è Clemente Mastella.

La sua signora, Sandra Lonardo, l’ha sistemata alla presidenza del consiglio regionale Campania.  Il cognato Pasquale Giuditta invece l’ha fatto eleggere alla Camera.

Lui  naturalmente è il ministro della Giustizia. 
Ma non è vero che si occupi solo dei  parenti: l’altroieri ha promosso direttore generale del ministero Gianpiero  Nuvoli, un ex forzista passato all’Udeur che aveva proposto di impiccare  Borrelli sulla forca. L’uomo giusto per la Giustizia. E, visto che gli piace ilpatibolo, gli han dato la delega ai diritti umani. 

Purtroppo in  Parlamento i posti sono limitati: solo 945. E anche al governo: solo 103. Chi  resta fuori, si arrangia come può. 
Per esempio sfruttando al massimo i posti di portaborse. Leggere "La Casta", il nuovo libro di Stella e Rizzo, per credere.  

La senatrice FI Elisabetta Casellati, dopo lunghe selezioni, s’è portata alla  Camera la figlia Ludovica. 

Bossi, nemico giurato del clientelismo di Roma  ladrona, sistema il fratello Franco e il figlio Riccardo al Parlamento europeo, come assistenti degli on. Salvini e Speroni. I curriculum sono di tutto rispetto: Riccardo è studente fuori corso, Franco ha un negozio di autoricambi a  Fagnano Olona. Altri due leghisti si sono scambiati le mogli a Montecitorio: l’on.Ballaman assume come assistente la moglie dell’on. Balocchi,  che ricambia ingaggiando la signora Ballaman. 
Poi ci sono le cadreghe di sottogoverno: la moglie di Follini, arch. Elisabetta Spitz, è nominata dai  governi di destra e sinistra direttore
dell’agenzia Demanio. Chissà la fatica  per conservare l’incarico, con quel marito famoso, specie dopo che è passato da destra a sinistra. 

Poi gli enti locali: altra fabbrica di poltrone mica male. A conduzione famigliare. In Calabria prima la maggioranza di destra, poi quella di sinistra hanno assunto per chiamata diretta oltre 200 parenti, amici e amici degli amici nelle strutture speciali regionali. 
L’assessore al Lavoro Egidio Masella (Prc) aveva promesso più occupazione: infatti, appena arrivato in assessorato, ha assunto la moglie Lucia.

Il governatore Loiero l’ha  cacciato, ma poi ha confermato in giunta Pasquale Tripodi (Udeur), 3 cugine  assunte al concorsone regionale: chissà che brave, per superare quella parentela penalizzante. Lui dove sta? Al Personale, e dove se no? Alla fine la Regione ha dovuto approvare una legge che vieta di nominare parenti nelle strutture regionali: i politici si son legati le mani, perchè se le lasciano libere non  rispondono delle proprie azioni. Giorni fa Cristiano Di Pietro, consigliere  provinciale di Campobasso, è stato ricevuto per una riunione sull’energia eolica  dal ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, che è pure suo padre. E’  uscito molto soddisfatto. Poi dicono che nelle famiglie non c’è  dialogo. 

E occhio alle Asl: la moglie Fini, Daniela, è socia in un  paio di cliniche finanziate dalla giunta Storace. Il quale aveva pure nominato direttore generale di un’Asl Mauro Floriani, marito di Alessandra Mussolini.Che  però, dopo le polemiche, s’è ritirato. 
 
Nel calcio, fino all’anno  scorso, regnava una cupoletta chiamata Gea Word, inventata da Luciano Moggi riunendo tanti figli e figlie di papà: il suo e quelli del banchiere Geronzi, del citì Lippi, dell’on. De Mita, dei bancarottieri Tanzi e Cragnotti.

Da quelle  parti si faceva le ossa un giovane procuratore in erba Pellegrino Mastella. Che  non è omonimo del ministro: è proprio suo figlio. 
Montanelli,  contro il nepotismo, proponeva una soluzione drastica: sterilizzare i vip.  Naturalmente non gli diedero retta.

Perciò, dr. Wolfowitz, se le andasse male  alla Banca Mondiale, si trasferisca in Italia. Avesse fatto le stesse cose qui,  a quest’ora sarebbe capo del governo. Minimo, la inviterebbero al congresso Ds e a comprarsi Telecom. Da noi la famiglia viene prima di tutto. Anzi, se si  spiccia con l’aereo, arriva giusto in tempo per il Family Day. 
Marco  Travaglio
"

Davvero grande Travaglio e non mi si dica che è qualunquismo, mi si è rivoltato lo stomaco a (ri)leggere certe cose.

2 Responses to “Tengo Famiglia – lettera di Travaglio a Paul Wolfowitz. Ma i nostri politici non si vergognano?”

  1. anonimo scrive:

    Texas hold’em gioco.[..] Texas hold’em gioco. [..]

  2. byros scrive:

    E’ spam, non cliccate su quel link…

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