Archive for September 11th, 2007

Solo critiche per il mio articolo sulla Sagra

Be alla fine sempre "intru u culu a betta" come direbbe lo scrittore crotonese Paonessa.

Mai un complimento, solo critiche e nemmeno costruttive.

Così il mio pezzo sulla sagra del Fico d’India, uscito oggi sul Crotonese, a qualcuno non sono piaciute le foto pubblicate, altri si sono lamentati che non sono stati citati, addirittura pare si sia scomodato anche il Sindaco Fabio Brescia, forse l’unico ad averne diritto perchè a causa di un taglio redazionale sono "spariti" i ringraziamenti al Comune (ma anche alla Banca).

Ma sono critiche che non mi scalfiscono nemmeno, perchè sono a posto con la mia coscienza; in ogni cosa che faccio cerco di dare il massimo e di mantenere gli impegni, il pezzo sulla Sagra l’ho fatto in fretta ma a parte aver dimenticato di citare il gruppo musicale che ha animato la serata, Parafonè, credo di aver citato tutto e tutti e anche di più.

Che ci posso fare se poi in redazione qualcuno taglia proprio non deve tagliare.

Inoltre, considerate le tante richieste pervenute, potete trovare le foto della Sagra su Area Locale (in allestimento).

Paolo Garofalo da Scandale debutta come giornalista sul Quotidiano della Calabria

Volevo fare gli auguri al giovane Paolo Garofalo che da oggi ha iniziato una collaborazione, come corispondente da Scandale, per il Quotidiano della Calabria.
Il nuovo corrispondente da Scandale per il Quotidiano della Calabria, Paolo Garofalo, Foto Rosario Rizzuto
Il suo articolo di debutto (anche se Paolo aveva già scritto e bene per il giornalino della Sinistra Giovanile, Pensieri a Sinistra) è stato sulla Sagra del Fico d’India ma sono certo che il nuovo corrispondente scandalese scriverà tantissimi articoli da Scandale.

Il mio augurio è che quella di Paolo sia una lunga collaborazione e non il solito fuoco di paglia: la capacità e la voglia ci sono quindi parte anche avvantaggiato!

In bocca al lupo Paolo!

Droga: brutto malanno!!!

Un laconico messagio sul box lasciato da tal v-day, ieri sera poco prima della mezzanotte, mi ha un po’ turbato.

V-day scrive: "Eliminiamo gli spacciatori da Scandale".

Già gli spacciatori, ma davvero a Scandale ci sono spacciatori?

Sì lo so che ora qualcuno mi dirà, come dice mia madre, che "para ca niasciu iru culu ira ciuccia" ma onestamente non mi sono mai accorto della portata del fenomeno nè a Scandale e nemmeno a Crotone. Solo una volta ho visto un ragazzo bucarsi dietro al Liceo Scientifico di Crotone; certo ho visto tante siringhe in giro ma forse spesso si preferisce far finta di niente.
Bucarsi. Foto dalla rete
Nei giorni scorsi sono andato nella farmacia Artese su via Mario Nicoletta a Crotone, ci sono andato due volte, prima per ordinare una crema e poi per ritirarla. Ebbene la prima volta è entrato un tipo, che ammalapena si reggeva in piedi, che ha chiesto una siringa dicendo alla dottoressa che poi gliela avrebbe pagata (la tal cosa mi era già capitata di vedere anni fa) ma ho cominciato a riflettere sulla portata del fenomeno quando, recatomi nella stessa farmacia per ritirare la crema, la stessa dottoressa era alle prese con un altro signore, si fa per dire, che le aveva buttato delle monete sul banco per pagare la solita siringa, e che, infastidito dal fatto che la dottoressa stesse contando le monete, per prendersi la siringa ha anche graffiato la poveretta!

OGUNO E’ LIBERO DI UCCIDERSI COME CAZZO VUOLE ma credo che lo Stato, le forze dell’ordine hanno l’obbligo di difendere chi è al servizio dei cittadini quindi qualche ronda in più (dove sono i poliziotti di quartiere?) e qualche visita nelle farmacie (soprattutto in quelle più frequentate da questi soggettI) come deterrente non sarebbe male.

Ma sono tante le cose che si dovrebbero fare e che invece si dice solo che si faranno… MA QUANDO???

Buon martedì, oggi esce il crotonese, ci sarà, salvo imprevisti dell’ultima ora, l’articolo della sagra del fico d’India e il resoconto, non mio ma dello spumeggiante Pino Pantisano, del V-day (che per coincidenza mentre scrivo sta andando in onda su Video Calbria 8) e quindi accattativillu!

Mai più 11 settembre, ma più odio, ma più guerre!

Una brutta immagine dell'11 settembre 2001. Foto dalla rete.
Come una guerra.

Ricorre oggi il sesto anniversario della tragedia delle Twin Tower, una tragedia che si è impossesstata di una data, l’11 settembre appunto, ormai diventato per antonomasia la data delle’abbattimento delle torri gemelle.

Ieri sera tardi, sulla Rai, il bravissimo Gianni Minoli ha ripercorso il volo, e non solo, del primo aereo schiantatosi contro uno delle due torri alle 08.46.

Devono essere stati momenti di panico in quella giornata davvero triste per l’America ma, in realtà, per tutto il mondo.

Se davvero è andata come raccontano le versioni ufficiali (e in base al servizo di Minoli non ci sono dubbi), perchè sapete bene che ci sono anche tante versioni non ufficiali, mi chiedo come certe persone possano pensare di far del male, di uccidere migliaia di persone, nel nome di Dio.

Siamo proprio fuori strada: Dio è Amore, Dio è Gioia, Dio è Pace.

Siamo liberi di farci del male ma chi pensa diversamente è fuori strada!

Come ho scritto l’anno scorso, l’11 settembre 2001 ero a Roma mentre successe il fatto: tutto divenne improvvisamente gelido e irreale, tutto, dopo di allora, non fu più come prima.

Io non so chi sia peggio tra Bin Laden (a cui si attribuiscono tale strage e tante altre cose) e George W. Bush ma sono sicuro che l’America meriti un Presidente (o magari, speriamo, una presidentessa) migliore e non ci vuole tanto per essere migliori di Bush junior.

Iniziati i lavori di asfalto della discesa per Crotone

Per chi ancora non lo sapesse, mi riferisco soprattutto agli amici emigrati, sono iniziati da alcuni giorni i lavori per il rifacimento dell’intero tappetino stradale della cosiddetta scorciatoia per Crotone, nel tratto che va dall’America Pub di Ierardi fino al termine della discesa, almeno credo.

Ieri sera i lavori erano arrivati all’altezza della casa di Pino Maida e speriamo da oggi prendano un’accelerata per essere completati prima possibile così da mettere al sicuro questo pezzo di strada e rendere più piacevole e confortevole il viaggio verso Crotone, anche se ancora non c’è traccia nè più parola (dopo essere stata sbandierata in campagna elettorale, lo so lo so anche da me!!!) del successivo pezzo di strada (che ci porterebbe in pochi minuti all’altezza della centrale Enel) che dovrebbe essere costruito da Endesa e che ci avvicinerebbe ancora di più alla città capoluogo.

Vedremo!

Editoriale di Marco Travaglio sul V-Day pubblicato dall'Unità

A vedere i telegiornali di regime, cioè praticamente tutti, sabato a Bologna e nelle altre piazze non è successo niente (molto spazio invece al matrimonio di Baldini, l’amico di Fiorello).
A leggere i giornali di regime (molti), il V-Day è stato il trionfo dell’”antipolitica”, del “populismo”, del “giustizialismo” e del “qualunquismo”.

In un paese che ha smarrito la memoria e abolito la logica, questa inversione del vocabolario ci sta tutta: la vera politica diventa antipolitica, la partecipazione popolare diventa populismo, la sete di giustizia diventa giustizialismo, fare i nomi dei ladri anziché urlare “tutti ladri” è qualunquismo.
E infatti, che il V-Day fosse antipolitico, populista, giustizialista e qualunquista, lorsignori l’avevano stabilito prim’ancora di vederlo, di sapere che cos’era. A prescindere.

Non sapevano e non sanno (non c’erano) che per tutta la giornata, in 200 piazze d’Italia e all’estero, migliaia di giovani dei Meet-up grilleschi hanno raccolto 300 mila firme (ne bastavano 50 mila) in calce a una proposta di legge di iniziativa popolare che chiede il divieto per i condannati di entrare in Parlamento, il tetto massimo di due legislature per i parlamentari e la restituzione ai cittadini del diritto di scegliersi i propri rappresentanti sulla scheda elettorale.

Cioè hanno esercitato un diritto previsto dalla Costituzione, quello di portare all’attenzione delle Camere tre questioni “politiche” quant’altre mai. E l’hanno fatto con l’arma più antica e genuina di ogni democrazia: la manifestazione di piazza. Quella piazza che, quando la occupano Berlusconi e Bossi e Casini e Mastella per chiedere cose incostituzionali, tutti invitano ad “ascoltare”. E quando la occupano un milione di persone, quasi tutte giovanissime, senza etichette nè bandiere (tante erano mal contate, sabato, da Bologna a New York, se alle 20 i firmatari della petizione erano 300 mila, altrettanti erano ancora in fila a mezzanotte e molti di più avevano desistito per fare ritorno a casa) diventa un obbrobrio da ignorare e rifuggire.

Mentre, nel V-Day after, riparto da Bologna per tornare a casa, chiamo Beppe Grillo per commentare a mente fredda: lui mi racconta, ridendo come un pazzo, che gli ha telefonato il suo vecchio manager, “Cencio” Marangoni, per dirgli che a Villanova di Bagnacavallo c’è ancora la fila ai banchetti. E a Villanova di Bagnacavallo sono quattro gatti, perlopiù di una certa età, e chissà come han fatto a sapere che c’erano i banchetti visto che non l’ha detto nessuna tv e quasi nessun giornale. Ma se a Villanova di Bagnacavallo si firma ancora, forse questa non è antipolitica: questa è superpolitica.

E’ antipolitica difendere la dignità del Parlamento infangata dalla presenza di 24 pregiudicati e un’ottantina di indagati, imputati, condannati provvisori e prescritti? E’ antipolitica chiedere di restituire la sovranità al popolo con una legge elettorale qualsiasi, purchè a scegliere gli eletti siano gli elettori e non gli eletti medesimi? E’ antipolitica pretendere che la politica torni a essere un servizio che si presta per un limitato periodo di tempo (dieci anni al massimo), dopodichè si torna a lavorare o, se non s’è mai fatta questa elettrizzante esperienza, si cerca un lavoro come tutti gli altri? E’ antipolitica chiedere rispetto per i magistrati e dire grazie a Clementina Forleo e ai giudici indipendenti come lei? Chi era a Bologna in piazza Maggiore, o in collegamento nel resto d’Italia e all’estero, ha visto decine di migliaia di persone restare in piedi da mezzogiorno a mezzanotte.

Ha sentito Grillo chiedere il superamento “di questi” partiti, i partiti delle tessere gonfiate, dei congressi fasulli, delle primarie dimezzate (vedi esclusione di Furio Colombo, Di Pietro e Pannella), della legge uguale per gli altri; smentire di volerne creare uno nuovo; e rammentare che gli “abusivi” da cacciare non sono ambulanti e lavavetri, ma politici e banchieri corrotti o collusi. Un economista, Mauro Gallegati, spiegare i guasti del precariato in un mercato del lavoro senza mercato e senza lavoro. Un grande architetto come Majowiecki illustrare i crimini cementiferi che i suoi colleghi seminano per l’Italia e per l’Europa con la complicità di amministratori scriteriati, e le possibili alternative verso un modo “leggero” di pensare e costruire città e infrastrutture. Alessandro Bergonzoni spiegare la partecipazione democratica con una travolgente affabulazione (“Chi è Stato? Io sono Stato”).

Un esperto di energie alternative come Maurizio Pall ante raccontare quel che si potrebbe fare nel settore ambientale ed energetico al posto di inceneritori, termovalorizzatori, centrali a carbone e treni ad alta velocità per le mozzarelle. I ragazzi di Locri lanciare l’ennesimo grido di dolore dalla Calabria della malavita e della malapolitica. Il giudice Norberto Lenzi rischiare il procedimento disciplinare per avvertire che il berlusconismo è vivo e lotta insieme a noi, anche a sinistra. Sabina Guzzanti prendere per i fondelli la deriva fuffista e conformista dell’informazione. I genitori di Federico Aldovrandi raccontare, in un silenzio misto a lacrime, la tragedia del figlio morto due anni fa durante un “controllo di polizia”. Massimo Fini tenere una lezione sul tramonto della democrazia rappresentativa citando Kelsen, Mosca e Pareto. Il giornalista Ferruccio Sansa sintetizzare la sua inchiesta sul “tesoretto” da 100 miliardi di euro che lo Stato non ha mai riscosso dai concessionari, spesso malavitosi, dei videopoker e altri giochi, una mega-evasione fiscale scoperta dal pm Woodcock e dalla Guardia di Finanza, ma coperta da incredibili silenzi governativi.

Alla fine ho parlato anch’io: ho ricordato Lirio Abbate minacciato dalla mafia; ho cercato di spiegare che la tolleranza zero deve cominciare, come nella New York di Giuliani, dai mafiosi e dai corrotti, non dai lavavetri e dagli ambulanti; e ho difeso Cofferati, che avrà tanti difetti, ma non quello di partire dai poveracci, visto che prima ha preteso legalità dagli imprenditori sullo Statuto dei lavoratori. Ho fatto parecchi nomi e cognomi, come tutti gli altri sul palco di piazza Maggiore. Ora scopro che fare i nomi sarebbe “qualunquismo”: e parlare in generale per non dire niente, allora, che cos’è?

P.S. Ho trascorso l’intero pomeriggio sotto il palco e sul palco, e mai ho sentito parlare non dico “contro” Marco Biagi, ma “di” Marco Biagi.
Il nome “Marco Biagi” non è mai strato citato per esteso. S’è parlato un paio di volte della legge 30 che abusivamente il governo Berlusconi intestò al professore assassinato, che non poteva più ribellarsi, mentre un ministro di quel governo lo chiamava “rompicoglioni”. E ne ha parlato Grillo per chiedere di riformarla, insieme alla legge Treu, aggiungendo che però “il vero problema non sono neppure le leggi: è che in Italia non c’è lavoro”. Lo dico perché un amico, l’ex giudice ora assessore Libero Mancuso, che nessuno ha visto alla manifestazione, ha parlato di presunte “offese a Biagi”. Posso assicurare che se qualcuno, dal palco, avesse davvero mancato di rispetto a Marco Biagi, su quel palco nessuno di noi, nemmeno Grillo, sarebbe rimasto un minuto di più.

Articolo di Marco Travaglio su l’Unità (Fonte: Newsletter di Pagania.it)