Barbara in Calabria: l'articolo

Barbara saluta la sorella Mimma all'aeroporto di Lamezia Terme. Foto Rosario Rizzuto
ROCCABERNARDA
Le lacrime di Barbara a pochi minuti dalla partenza per Lamezia Terme, vedendo il film del suo soggiorno a Roccabernarda, realizzato dal nipote Francesco, sono il compendio dei tre giorni bellissimi vissuti dalla dolcissima tedesca arrivata il giorno di San Valentino, per la prima volta, in terra calabra.

Il paragone con quanto vissuto in questi giorni da Barbara e dalla famiglia di Salvatore Ieriti di Roccabernarda ad una carrambata o ad una puntata di “C’è Posta per Te” sarebbe quasi riduttivo perchè tutte le emozioni, le gioie, le lacrime, gli abbracci carichi di adrenalina erano cosa vera non televisione.

Barbara Suckfüll (cognome da signorina diventato Hauck dopo aver sposato Volker) è la figlia avuta in Germania 38 anni fa da Salvatore Ieriti di Roccabernarda, una figlia mai nascosta alla famiglia calabrese ma nemmeno mai cercata negli ultimi 30 anni.

Sarebbe difficile andare ad indagare i motivi di questo lungo silenzio, da entrambe le parti.

Certo le colpe maggiori sono di Salvatore che forse intimorito, oltre che dalla sorella maggiore di Barbara, figlia di un altro uomo, che non voleva sentire parlare di lui, soprattutto dalla paura del giudizio di Barbara, ha sempre conservato l’amore per questa figlia nel suo cuore magari guardandola ogni mattina nella foto da bambina di Barbara da sempre esposta nel suo soggiorno.

Ma gli anni sono passati anche per Barbara che intanto è diventata una donna, mamma di due splendidi bambini, Jonas e Tobias, ed è cambiata molto con gli anni fino a diventare di aspetto mediterraneo, quasi una sorella gemella, in alcune espressioni, di due delle tre sorelle calabresi, Maria Rosa e Mimma.

Il primo giorno più di un vicino dei Ieriti l’ha scambiata per loro!

Siamo nell’estate 2007 quando a casa Ieriti, a Roccabernarda, arriva una lettera dalla Germania: è Barbara!

In poche righe, in italiano, racconta la sua vita, la morte della mamma, della sorella maggiore di alcuni zii, praticamente, escludendo i parenti del marito, Barbara è rimasta sola, non ha più nessun parente di sangue a parte il papà calabrese che non vede da quando aveva 5 anni e con il quale anche i rapporti epistolari sono terminati da oltre 30 anni.

Il richiamo del sangue è forte, e da qui parte l’idea di rivolgersi al comune di Roccabernarda per avere l’indirizzo del proprio papà ed inviargli una lettera senza sapere minimamente cosa poteva trovare e cosa l’aspettasse.

In casa Ieriti si parlava spesso di Barbara, le sorelle, tra il serio e il faceto, più volte avevano suggerito di rivolgersi alle trasmissione di cui sopra per ritrovarla, ma la paura di un suo rifiuto dopo l’abbandono del padre e il lungo silenzio, li aveva sempre fermati. La lettera ricevuta dalla Germania è stata quasi come un terremoto che per fortuna non distrugge ma mette a posto le cose provocando quel sussulto che cambia una vita, che ti fa tornare indietro di anni, che ti fa piangere come un ragazzino.

Nel giro di pochi giorni, grazie alla preziosa collaborazione di Gianfranco Summa che fa da tramite, la sorella minore di Barbara, Mimma (stesso anno di nascita 1970: Barbara a gennaio, Mimma a novembre), si mette in contatto telefonicamente con la sorella, l’emozione è tanta ma Barbara vuole, ha necessità di capire e non si sbilancia più di tanto.

C’è però un prezioso scambio dell’indirizzo e-mail che permetterà contatti rapidi per i successivi mesi grazie anche alle traduzioni di Annelore Summa e Giuseppina Cuda da una parte e una vicina italiana per Barbara.
Barbara saluta il papà Salvatore Ieriti. Foto Rosario Rizzuto
Un improvviso ricovero in ospedale a luglio rallenta i contatti, in Calabria la famiglia Ieriti vive momenti di panico, la paura di perdere la figlia, la sorella, la zia appena ritrovata è tanta e le notizie sono poche e frammentarie; per fortuna tutto va bene, Barbara si riprende e dopo alcune settimane si convince anche a venire in Calabria fissando per febbraio 2008 la fatidica data.

Senza bambini ed in albergo scrive dalla Germania. Passi per i bambini che devono andare a scuola ma il fatto che Barbara non vuole dormire a casa del padre in Calabria manda in crisi la moglie, Elisabetta, di questo, che pensa sia per causa sua. Davvero difficile farle capire che i tedeschi sono un po’ diversi da noi e che è giusto che Barbara possa riflettere la sera da sola dopo le tante emozioni che di sicuro vivrà durante le giornate.

Alla fine grazie sempre a Gianfranco Summa pochi giorni fa Barbara si convince a stare, durante il suo soggiorno, nella casa del padre.

Da lodare il comportamento della signora Elisabetta Cianflone, moglie di Salvatore, che da sempre ha accettato questa bambina, al contrario di altre storie simili successe anche nella stessa Roccabernarda, non opponendosi a nulla, sentendola e accogliendola come una figlia, per giunta con un’emozione maggiore dello stesso padre naturale.

L’incontro di San Valentino all’aeroporto di Lamezia Terme è toccante, Barbara abbraccia con commozione il papà, la sorella Mimma, il fratello maggiore Nicola, i nipoti Andrea e Francesco e anche l’interprete Annelore Summa con la quale è subito amicizia.

Con Barbara c’è il marito Volker che si dimostrerà una persona in gamba e per fortuna diversa dal prototipo di uomo tedesco fino a risultare, anche con la difficoltà della lingua (perchè al contrario di Barbara che qualche parola di italiano riesce a dirla e a fine soggiorno riuscirà a fare quasi un breve discorso in italiano, Volker non dice una parola nella nostra lingua) anche simpatico.

Tre giorni vissuti intensamente da Barbara e dalla sua famiglia calabrese, tanta curiosità a Roccabernarda soprattutto tra i vicini di casa della famiglia Ieriti che si sono fatti avanti per conoscere la tedeschina: “Piacere, io mi chiamo Barbara, e tu?” ha ripetuto decine e decine di volte Barbara.

Colloqui emozionanti col padre, per capire il perchè di tanto silenzio e vari giri nella provincia (Marinella di Isola Capo Rizzuto, per vedere il mare che Barbara ama tanto, Le Castella, Scandale, dove vive la sorella Mimma ed incontrare Gianfranco Summa, Santa Severina, Rocca di Neto, per salutare Annelore Summa, Crotone) hanno caratterizzato il soggiorno di Barbara che già la sera di San Valentino, a poche ore dal suo arrivo, è stata catapultata nella splendida festa sull’amore organizzata dall’associazione Le Madie in un noto albergo di Crotone.
Barbara si avvia all'imbarco per Monaco all'aeroporto di Lamezia Terme. Foto Rosario Rizzuto
Stanca ma felice e la gioia, e allo steso tempo la tristezza per la sua partenza, sono tutte nelle sue lacrime di domenica, nei suoi singhiozzi rivendendo il film della sua permanenza in Calabria, che dicono tutto e sono anche la giusta ricompensa per la signora Elisabetta, le sorelle, il fratello (un altro fratello e un’altra sorella vivono Milano e non l’hanno potuta incontrare), i nipoti, su tutti Andrea e Francesco, la piccola pronipote Alice (“Zia Barbara” l’ha chiamata più volte illuminando gli occhi di Barbara), i cognati che si sono dedicati a lei corpo, anima e cuore quasi come se in questi tre giorni volessero recuperare i 30 anni di silenzio; le lacrime e l’abbraccio, con reciproco pianto, di 10 minuti con la sorella Mimma erano la chiosa finale prima della partenza per Lamezia Terme.

Con un pensiero già al prossimo incontro, questa volta con i figli Jonas e Tobias, nella seconda metà di agosto.

Una grande certezza anzi due: Barbara non è più sola e la famiglia Ieriti si è ingrandita!

ROSARIO RIZZUTO

10 Responses to “Barbara in Calabria: l'articolo”

  1. anonimo scrive:

    Complimenti

  2. anonimo scrive:

    tacci tua…
    mi fai piangere…
    flaminia

  3. anonimo scrive:

    Ciao Rosario, complimenti per il bellissimo pezzo, intriso di affetto e professionalità… sono contenta per l’emozione che hai provato insieme a tutta la tua famiglia, ma soprattutto sono colpita dal modo in cui hai saputo trasmetterla anche a quelli che con la tua famiglia non c’entrano… ci hai resi partecipi di un avvenimento privato, che almeno io ho seguito passo dopo passo sul tuo blog con molto interesse… bravo, e grazie per averci aperto un’altra bella pagina del tuo diario!
    Emanuela.

  4. byros scrive:

    Ora piango io! Grazie a voi!

  5. anonimo scrive:

    Ecco lo sapevo….ho aperto i rubinetti…….ed ora che mi ferma più!
    Grazie per aver voluto condividere con noi queste emozioni della tua famiglia.Siete grandi!

  6. ippo94 scrive:

    Bella storia…! Complimenti alla famiglia Ieriti. Iginio

  7. anonimo scrive:

    ros ma e possibile che ogni volta mi fai piangere!!! complimenti alla famiglia ieriti ma un complimento grande va a tua suocera

  8. byand85 scrive:

    zii ho letto l’articolo,bellissimo…ho vissuto di nuovo quei momenti…questa volta ti meriti un 10…bravo…

    Andrea

  9. anonimo scrive:

    Ottimo pezzo… se fossi una prof di italiano ti darei 10 e lode ;-)
    Maria

  10. anonimo scrive:

    si è sparsa la voce che è tornata barbara, perchè non pubblichi una foto?

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