Devo parlare…

Non ci riesco a stare zitto, devo parlare: la foga agonista, l’assurda equazione che il calcio deve essere vittoria e non partecipazione fa trasformare le persone in modo incredibile.

Avevo una gran stima dell’allenatore giocatore del Petilia Bruno Miletta, da stamane l’ho cancellato.

E’ facile essere bravi quando si vince, gli uomini veri si vedono al momento della sconfitta.

Un giocatore della sua caricatura, alla guida della squadra vice capolista che si prende la briga di andare vicino alla bandierina e di gridare a Domenico Marazzita che deve sbagliare il rigore.
Il rigore trasformato da Domenco Marazzita contro tutto e tutto. Foto Rosario Rizzuto
SIAMO ALLA FOLLIA PIU ASSURDA!!!

La paura si impadronisce anche di alcuni dirigenti dello Scandale e Domenico Bruno, nelle vesti di guardalinee, grida anche lui a Marazzita di sbagliare il rigore.

Nonostante la pressione Domenico segna e manda su tutte le furie i giocatori ed alcuni dirigenti locali.

Lo Scandale ha avuto contro un sacco di rigori inesistenti e, a parte, le normali proteste, ha sempre accettato le decisioni arbitrali con rispetto e tranquillità, non so se quello su Scalise era rigore ma a Petilia, dove non deve vincere nessuno, pretendevano che il nostro giocatore, Scalise, andasse a dire all’arbitro che non era rigore.

Lo hanno minacciato che gliel’avrebbero fatta pagare e mister Villaverde è stato costretto a sostituirlo.

PARTITA FALSATA!!!
L'arbitro Francesco Palmieri di Crotone. La paura fa 90. Foto Rosario Rizzuto
Con il portiere del Petilia che dice palesemente all’arbitro Francesco Palmieri: "Se non vinciamo ti ammazzo davanti a tuo padre", infatti in tribuna c’era il papà di Francesco anche lui arbitro che a fine gara ha tessuto gli elogi al figlioletto: CUORE DI PAPA’!!!

Ad un certo punto ho creduto che la gara proseguisse pro forma. L’arbitro ha pure chiesto ad alcuni giocatori dello Scandale, dopo il fallaccio da galera di Rizza su Chiaravalloti, se era il caso di sospendere la gara.

Finchè il Petilia non è andato in rete si è assistito ad una gara di calcio irreale, assurda, con l’arbitro che fischiava a senso unico, che faceva battere al Petilia punizioni con palla in movimento perchè non si poteva perdere nemmeno un secondo e doveva consentire ai locali di pareggiare e poi vincere come di fatto è avvenuto anche se non c’è nulla da dire sul gol di Marco Bruno.
Rizza del Petilia autore di una prestazione violenta e fuori da ogni logica di fair play. Foto Rosario Rizzuto
Ho visto la rabbia negli occhi e i giocatori del Petilia riprendere il gioco con Chiaravalloti a terra, anche se fuori dal campo, dolorante e piangente dopo un fallaccio di Rizza che poco prima ne aveva detto di tutti i colori a mister Villaverde, lui che è un ragazzo dell’89 e che al mister potrebbe essere figlio!
Chiaravalloti dolorante dopo il fallaccio subito da Rizza. Foto Rosario Rizzuto
Il Petilia poteva e doveva vincere questa gara in modo tranquillo anche sotto di una rete, invece hanno perso l’occasione di dimostare che non sono vere tutte le brutte cose che si dicono sul loro conto.

Non volevo crederci ho avuto la conferma di persona.

Facile così vincere tutte le gare casalinghe.

Qualcuno corra ai ripari prima che possa succedere di peggio durante i play off.

Non c’è scritto da nessuna parte che la seconda squadra a salire in seconda categoria deve essere il Petilia.

I campionati si vincono giocando a pallone non facendo violenza e minacciando gli arbitri e i giocatori avversari.

In tutto questo squallore una nota di merito al presidente Manfreda che se l’è presa con i propri dirigenti violenti e ha cercato di calmare i propri giocatori ricevendo pesci in faccia.

Il massimo del paradosso è stato che si sono sfiorate le dimissioni di Manfreda durante la gara e non ho mai visto un presidente così triste dopo una vittoria.

Ma capisco che non dà gioia vincere una gara così almeno alle persone buone e oneste.

Mister Miletta, invece, sarà contento…

12 Responses to “Devo parlare…”

  1. anonimo scrive:

    Pur non sapendo come è andata la gara, ma fidandomi di te, esprimo la massima solidarietà ai dirigenti, calciatori e tecnici della società U.S. Scandale per quello che è accaduto stamane allo stadio di Foresta di Petilia Policastro. Carmine (tu sai ki!!!)

  2. anonimo scrive:

    Alle soglie del terzo millennio……ancora una volta il campo di Petilia diventa teatro del solito calcio violento praticato dai petilini.
    Mi fa rabbia che giovani invece di cambiare mentalità continuano lo stesso atteggiamento dei predecessori.
    Francamente se questo….calcio ….poichè io non lo inserisco nel mondo dello sport……..continua sia sui terreni di gioco a fare violenza e minaccia anche sugli spalti… Rosà visto che le minacce erano chiare….vi potevate rivolgere alle forze dell’ordine….se non l’avete fatto anche lo Scandale oltre ad convivere con l’ommertà a le sue colpe……

  3. anonimo scrive:

    Secondo me uno si aspetta di passare una domenica divertendosi, quindi non pensa alle forze dell’ordine……..comunque ribadisco la piena solidarietà al U.S.Scandale

  4. anonimo scrive:

    Io non vedo….io non sento….io non parlo……mna aspettiamo sempre che ci sia il morto……in modo che poi i media ci continuano a buttare fango……oltre che ha cavalcare la tigre…..dimmi che Domenica di grande divertimento ci possa essere stata a Petilia con un bollettino da guerra che fa invidiaall’…………IRAQ……..

  5. anonimo scrive:

    NAturalmente anche io esprimo piena Solidarietà a tutta la società dell’U.S. Scandale.

  6. anonimo scrive:

    Invece di fare parole, che risultano quasi sempre inutili, avreste dovuto abbandonare il campo, piuttosto che far rischiare la salute a dei ragazzi che volevano e vogliono solo divertirsi.

  7. anonimo scrive:

    Se un “ragazzo” rischia la VITA non lo fà di certo per il gusto di divertirsi!!!essere sportivi è una cosa darci dentro fino all’anima è un’altra…allora perchè si fà? bene perchè è molto meglio un triste ricordo che un Dolce rimpianto…Il rimpianto d’avere rinunciato alla VITA senza nemmeno averci provato..o cosa ancor peggiore senza aver avuto l’opporunità di dimostrare il proprio valore…fino in fondo….

  8. anonimo scrive:

    Certo, dimostrare il proprio valore in un campionato di 3 categoria.
    Ah 7, fatti una vita, le cose concrete sono altre.

  9. anonimo scrive:

    Fortissimo è il lapsus tutto freudiano relativo al Miletta.

    Un giocatore della sua caricatura, invece di caratura.

    Non c’è dubbio che in alcune circostanze, perdendo l’occasione di tacere, si diventi caricatura di se stessi.

    Ciao Ros da un tuo accanito ammiratore, specie dopo la saga epica dello scorso anno a scuola.
    Continua così.

  10. anonimo scrive:

    Con riferimento al num 8..sento di dire quanto segue:
    Dal suo commento si evince che molto più che probabilmente lei è abituata a partire dalle partite di serie “A”…Questo a dimostrazione che è tutto sempre troppo riduttivo quando si nasce “BARONI”…Ma quando la fortuna non ci bacia dalla nascita…bisogna lottare partendo dalla serie 3 o meglio dalla terza categoria ed avere il doppio dell’intelligenza il doppio della motivazione ed il doppio della grinta per affermare la propria passione e portare nel reale la cosiddetta vita da “sogno” che altro non è che un diverso modo di vedere e di gustare la vita..Forse per lei non è molto, per altri invece potrebbe significare tutto quello per cui hanno SEMPRE LOTTATO..anche a costo di perdere una vita già persa perchè non vissuta in conformità ai propri ideali ed alle proprie attitudini naturali…Questo non toglie che sia comunque doveroso da parte di qualsiasi ragazzo combattere con lealtà…tutto quì…

  11. anonimo scrive:

    che vergogna sto petilia

  12. anonimo scrive:

    Quanti filosofi in questo blog.
    ahahahahahahahahahahahahah

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