Il mito di Cristo?!

Volevo proporvi la lettura di un articolo scritto dal mio amico Antonino Monteleone, voi che ne pensate?

Il mito astrologico di Cristo

18 gennaio 2009

cristo_compagnone

di Antonino Monteleone per Dolce Vita

Torniamo a parlare di natale.
Lo avrete sicuramente trascorso benissimo, almeno questo è quello che si augura Dolce Vita per i suoi lettori, probabilmente molti di voi avranno pensato di avere appena trascorso il miglior natale della propria vita. Altri il peggiore.

Bene, io sono tra questi ed è a loro che rivolgo un saluto più affettuoso.

Quel che è certo è che avete onorato, perpetuandolo, un rito antichissimo. Nonostante la noia per avere celebrato una ricorrenza vecchia di duemila anni. Questo è quello che vi hanno insegnato da piccoli, no?

E se sapeste che invece le feste natalizie sono un rito vecchio di almeno cinquemila anni?

Proprio così. Anche se Gesù è nato il 25 dicembre dell’anno 0  c’è qualcuno che festeggiava il “Santo Natale” giusto qualche millennio prima.

Breve riassunto della vità di Gesù.

In una grotta a Betlemme, duemila anni fa, nasceva Gesù, il Figlio di Dio, all’interno di una stalla scaldato da un bue e da una asinello. Era figlio di Giuseppe, falegname, e Maria che lo ha concepito pur rimanendo vergine.

Fu l’Arcangelo Gabriele ad informarla che avrebbe dato alla luce “il figlio dell’Uomo”. Una volta nato Gesù si recarono da lui in visita, guidati dalla rotta celeste della Stella Cometa, i tre Re Magi che gli offrirono oro, incenso e mirra.

A 12 anni predicò nel tempio. Aveva 12 apostoli. Ha combattuto nel deserto per 40 giorni contro Satana. Ricevette il battesimo a 30 anni da Giovanni ed è morto crocifisso tre anni dopo risogendo tre giorni dopo.

Qualche millennio prima, però…

Abbondano, nell’antichità, intere popolazioni che adoravano l’astro più vicino al nostro pianeta. Il sole. Il creatore. Dio appunto.

L’astrologìa, che per ovvie ragioni andava di pari passo (vedremo che in realtà le ha ispirate) con le religioni, era una delle scienze più approfondite. Costellazioni, movimenti astrali, eclissi, precessioni, tutti eventi oggetto di intenso studio e – spesso – superstizione.

La divinazione di Horus, Dio sole dell’Egitto, risale a 3000 anni prima della venuta di Cristo. La sua vita è una serie di mitologie allegoriche del movimento del sole nel cielo trasmesse fino a noi attraverso le scritture geroglifiche.

Il termine “horizon”, orizzonte, viene dalla frase inglese “horus has risen” ovvero Horus è risorto. “Hours”, ore, deriva anch’esso da “Horus” in quanto rappresentano il percorso del sole nel corso della giornata.  Anche tramonto ha origine da questa mitologia e dall’eterna lotta del “figlio di Dio” con una entità maligna. Horus, infatti, aveva un fratello malvagio: “Set”. Ad ogni alba Horus vinceva la sua battaglia contro Set che aveva il sopravvento la sera. Da qui Sunset, tramonto.

Horus  (3000 a.C.) è nato il 25 dicembre dalla vergine Isis-Meri. La sua nascita era accompagnata da una stella dell’est, che i re seguirono per trovare e portare doni al neonato salvatore.
All’età di 12 anni era un prodigioso insegnante.
All’età di 30 anni venne battezzato da una figura nota come Anup e da quel momento iniziò il suo ministero.
Horus aveva 12 discepoli che viaggiavano con lui, compiva miracoli e poteva camminare sulle acque. A Horus venivano attribuiti vari nomi simbolici, come “la verità”, “la luce”, “il figlio eletto di dio”, “il buon pastore”, “l’agnello di dio”, e molti altri.
Dopo essere stato tradito da Typhon, Horus venne crocifisso, sepolto per 3 giorni, dopodiché è risorto.

Attis, divinità Frigia (1200 a.C.): nato da una vergine (Nana) il 25 dicembre, crocifisso, sepolto in una tomba e dopo 3 giorni è risorto.

Krishna dell’India (900 a.C.): nato da una vergine (Devaki) il 25 dicembre con una stella dell’est che segnalava il suo arrivo, ha compiuto miracoli coi suoi discepoli, fu crocifisso e dopo la sua morte è risorto.

Dioniso della Grecia (200 d.C.): nato da una vergine il 25 dicembre, era un insegnante viaggiatore che compiva miracoli, come trasformare l’acqua in vino; veniva chiamato anche “re dei re”, “l’unigenito di Dio”, “l’alfa e l’omega” e molti altri. Fu crocifisso e poi risorto.

Mitra della Persia (1200 a.C.), nato da una vergine il 25 dicembre, aveva 12 discepoli, compiva miracoli. Dopo la sua morte venne sepolto per 3 giorni, dopodiché è risorto. Veniva chiamato anche “la verità”, “la luce”. Anche nel culto di Mitra, la domenica era un giorno sacro.

25 dicembre, apostoli, crocifissione…

Tutti i riferimenti temporali hanno un particolare rilievo astrologico. La stella dell’est, che guidò i Magi, è Sirio, la stella più luminosa della volta celeste vista dalla Terra che il 24 dicembre si allinea con le tre stelle più brillanti della “Cintura di Orione” chiamate i “Tre Re” (magi).

I tre re e la stella più luminosa, Sirio, si allineano esattamente con il punto in cui sorge il sole il 25 dicembre.
Questa è la ragione per cui i tre re seguono la stella dell’est, in modo da trovare l’alba: la nascita del sole.

La vergine Maria è la costellazione Virgo, vergine in latino.

Il geroglifico antico per Virgo era qualcosa di molto simile ad una M modificata. Questa è la ragione per cui Maria, come molte altre madri vergini, ad esempio la madre di Adone (Mirra) o la madre di Budda (Maya), hanno un nome che inizia per “M”.

Alla costellazione Virgo ci si riferisce anche come “Casa del Pane” e la rappresentazione di Virgo è una vergine che tiene un covone di grano. Questa casa del pane e il simbolo del grano rappresenta i mesi di agosto e settembre, il tempo della mietitura.

A sua volta, Betlemme, si traduce letteralmente come “Casa del Pane”.

La Morte e la resurrezione.

La morte e la nascita (resurrezione) coincide con un curioso evento astrologico che si verifica a cavallo tra il 25 dicembre ed il solstizio d’inverno: dal solstizio d’estate al solstizio d’inverno, i giorni diventano più corti e freddi e dalla prospettiva dell’emisfero nord, il sole appare muoversi continuamente verso sud e diventare più piccolo e più debole.

Il  22 dicembre il sole raggiunge il punto più basso sull’orizzonte dopo essere sceso verso sud ininterrottamente dal solstizio d’estate. Smette di muoversi verso sud per circa 3 giorni rimanendo in asse con la costellazione della “Croce”, la Croce del Sud.

Ecco il Cristo morto in croce.

Tre giorni dopo la (ri)nascita. Il 25 dicembre il sole si muove di un grado: giorni più lunghi e più caldi, nuovi raccolti e natura di nuovo in fiore.

Il (Dio) sole è morto sulla croce (del sud), per risorgere dopo 3 giorni.

Ecco perché Gesù e numerose altre divinità legate al sole condividono caratteri come la crocifissione, una morte seguita – dopo 3 giorni – ad una resurrezione. È il periodo di transizione nel quale il sole modifica la sua direzione di nuovo verso l’emisfero nord, portando la primavera e quindi la salvezza.

Mentre è per ragioni puramente pratiche (l’arrivo dell’equinozio di primavera) che le celebrazioni della “risurrezione” (la Pasqua – il passaggio appunto) si svolgono tra marzo e aprile.

Dal mito al potere temporale

E’ così dunque che un rito si tramanda per millenni ed è attraverso una specie di “frode” che si instaura invece il potere della Chiesa romana, cattolica e apostolica.

Si tratta della famosa “donazione di Costantino”. Un falso in piena regola secondo il quale l’Imperatore Costantino I – che governò tra il  306 d.C. fino alla sua morte avvenuta nel 337 d.C.  – ammalatosi di lebbra e  guarito dal battesimo impostogli dall’allora papa Silvestro I, decretò nell’anno 324

«che si debba venerare e onorare la nostra santissima Chiesa Romana e che il Sacro Vescovado del santo Pietro debba essere gloriosamente esaltato sopra il nostro Impero e trono terreno. Il vescovo di Roma deve regnare sopra le quattro principali sedi, Antiochia, Alessandria, Costantinopoli e Gerusalemme, e sopra tutte le chiese di Dio nel mondo. Finalmente noi diamo a Silvestro, Papa universale, il nostro palazzo e tutte le province, palazzi e distretti della città di Roma e dell’Italia e delle regioni occidentali. »

Nel 1440 lo storico Lorenzo Valla sbugiardò le teorie sulle quali si fondavano – e si fondano! – le preteste autoritarie della Chiesa scrivendo De falso credita et ementita Constatini donatione declamatio (Discorso sulla donazione di Costantino, altrettanto malamente falsificata che creduta autentica), che poté essere pubblicato soltanto nel 1517 ed in ambiente protestante.

Tra qualche mese cominceranno gli spot televisivi per ricordare a tutti di “scegliere di donare l’8 per mille alla Chiesa Cattolica” così da “fare tanto, per molti”.

Nel 1986 il budget della Chiesa Cattolica si aggirava attorno ai 300 milioni, poi venne il Cardinale Camillo Ruini, chiamato da Giovani Paolo II e con lui, nel 1990, l’invenzione dell’8 x 1000.

Solo da questo oggi la CEI raccoglie 1 miliardo di euro.

Un esempio di come vengono investite queste cifre.

Corre l’anno 2005. Spot in stile cinematografico che rievoca la tragedia dello Tsunami in Indonesia e Sri Lanka. Costo della campagna 9 milioni di euro. La CEI donerà alle popolazioni vittime del maremoto una cifra che corrisponde a circa 3 milioni ovvero un terzo di quanto speso per la campagna pubblicitaria. E dunque pari allo 0,3 percento dell’intera raccolta dell’8 per 1000.

L’UCEI  (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane) ad esempio, offrendo 200mila euro ha corrisposto alle vittime del terremoto in Sri Lanka il 6% di quanto raccolto con l’8 per 1000 nell’anno 2005.

Chiudiamo con una riflessione citata dal giornalista di Repubblica Curzio Maltese nel suo libro “La questua – quanto costa la Chiesa agli italiani”, perché è bene ricordare che ogni percorso di fede, qualunque sia il nome che vogliate scegliere per l’adorazione di qualunque entità che vada oltre il limite della percezione terrena, ha bisogno soltanto di una cosa. Voi.

La Chiesa sta divenendo per molti l’ostacolo principale alla fede. Non riescono più a vedere in essa altro che l’ambizione umana del potere, il piccolo teatro di uomini che, con la loro pretesa di amministrare il cristianesimo ufficiale, sembrano per lo più ostacolare il vero spirito del cristianesimo.

Lo scrisse trent’anni fa un teologo progressista. Si chiamava Joseph Ratzinger.

2 Responses to “Il mito di Cristo?!”

  1. anonimo scrive:

    Grande!!!

  2. anonimo scrive:

    PURTROPPO MOLTI SANNO QUESTO MA CANCELLARE 2000 ANNI DI TRADIZIONI E’ DIFFICILE, E TUTTO FA CAPO A ROMA AL VATICANO DOVE CENTINAIA E CENTINAIA DI CHILI DI ORO E PREZIOSI SONO IMMAGAZZINATI PER RIUSCIRE A SODDISFARE 5 VOLTE LA POPOLAZIONE MONDIALE,MA AIME’ NON SARANNO MAI UTILIZZATI PER QUESTO…..DIO TI BENEDICA PER IL SERVIZIO AMEDEO,BARI

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