LASCIATE MORIRE, PER VIVERE, ELUANA ENGLARO!!!

Metto in chiaro subito una cosa: SE DOVESSI TROVARMI NELLE CONDIZIONI DI ELUANA ENGLARO e non sono in grado di comunicare, staccate la spina, interrompete l’alimentazione, fatemi tornare alla Casa del Padre!

Eluana Englaro. Foto dalla reteMi sono propositamente tenuto fuori, a parte un commento ad un amico su Facebook, dal parlare della vicenda di Eluana ma dopo la tanta ipocrisia, e le tante parole inutili, la falsa bontà e umanità soprattutto del presidente di Emilio Fede, Silvio Berlusconi (perchè mi rifiuto di definirlo il mio presidente!!!) non riesco più a trattenermi.

Io non son quali indagini di mercato, e queli sondaggi abbia fatto Berlusconi per decidere di prendere questa posizione, forse lo ha fatto per accattivarsi le simpatie del Vaticano.

Vaticano?
Meglio stendere un velo pietoso: ogni minuto nei paesi poveri muoiono decine e decine di persone e sua insantità ha necessità di dire la sua su Eluana, di schierarsi e lodare uno come Berlusconi (che per un voto venderebbe la madre) contro Napolitano che ha avuto l’ardire di non controfirmare un decreto assurdo ed inutile.

ELUANA DEVE MORIRE E LA SI LASCI MORIRE IN PACE, e la sua famigia a chiedercelo mica bau bau micio micio!
Il padre di Eluana, Beppino Englaro, per far capire, soprattutto allo psiconano, le vere condizioni della figlia, ha chiesto a Berlusconi e a Napolitano di andare a visitare Eluana.
Ci andranno?

Sua insantità Benedetto XVI, mi sia consentito, invece di pensare ad Eluana, venda una parte (non tutto, ci mancherebbe!!!) dell’oro del Vaticano e lo dia ai poveri (mi sembra che lo chiese anche Gesù ai suoi tempi ai ricchi, e il Vaticano è ricco non sapete quanto è ricco!!!), farebbe una bella opera per la sua anima!!!

17 Responses to “LASCIATE MORIRE, PER VIVERE, ELUANA ENGLARO!!!”

  1. anonimo scrive:

    Buongiorno Ros, concordo con te su ogni parola.
    Io credo nel padre e credo che faccia un enorme gesto d’amore a lottare affinche’ la volonta’ della figlia sia rispettata.
    QUI’ NON SI GIUDICA UNA FAMIGLIA,LORO SANNO LA SOFFERENZA QUOTIDIANA DI 17 ANNI……..
    Ca.

  2. anonimo scrive:

    Assolutamente d’accordo con te..mi vergogno di quest’Italia!

  3. anonimo scrive:

    La lingua batte dove il dente duole… Sempre gli stessi discorsi contro il Vaticao, sulla sua ricchezza,e su una ingerenza della Chiesa in campo politico!!! E mentre l’oggetto del discorso è la sofferenza di Eluana Englaro, si sposta l’attenzione su altre cose, e non sul fatto che si sta ammazzando, per una presunta decisione di alcuni giudici (su una legge che peraltro nemmeno esiste, o almeno credo che non esista), una vita umana!!! E su come sia questa vita non sta a noi deciderlo… ma a chi da sempre l’ha pensata in questo modo!!! San Paolo dice: “Tutto concorre al bene di coloro che amano Dio”: purtroppo il bene nostro non sempre coincide con il bene di Dio!!! Quindi su questa vicenda da parte di tutti ci dovrebbe essere il massimo silenzio e il rispetto del dolore anche dei genitori, coinvolti in questa tragedia… Perchè di fronte alla sofferenza, al dolore, alla morte la reazione unica e giusta è quella del SILENZIO, e per chi crede della preghiera… Altre soluzioni sono sempre fuori luogo!!! don Simone

  4. anonimo scrive:

    Rosario vedo che la domenica mattina comunque ti rechi in Chiesa, non capisco cosa ci vai a fare se continui ad avere questo attegiamenti conflittuali contro la sacra romana Chiesa.
    Bo…!

  5. anonimo scrive:

    Una cosa è la fede, un’altra è la chiesa…si può criticare il Vaticano e andare a messa: forse per un vero credente, è anzi molto naturale!
    Rosario non è l’unico.

  6. anonimo scrive:

    Che sulla povera Eluana si ci sta ‘giocando’ sopra è purtroppo vero: lo stà facendo la Politica, lo sta facendo la chiesa, i media e soprattutto, noi gente comune, lontani dalla realtà dei fatti, dal dolore dei genitori…
    La decisione comunque non è dei giudici, ma è propio degli stessi genitori, che tra l’altro dicono di attenersi alla volontà della figlia.
    Il silenzio ad ogni modo, sarebbe l’unica cosa da fare, ma finchè ci sono in gioco voti e popolarità è dura!
    Infine, mettere a nudo le evidenti contraddizioni all’interno della chiesa…è opera buona e giusta!
    Quì il silenzio…è omertà o come direbbe qualcuno…’mafioso’!

  7. anonimo scrive:

    Ancora una volta l’attenzione si è spostata su argomenti come la politica e la Chiesa perdendo di vista la grande tragedia che ha colpito la famiglia Englaro. Per una volta lasciamo da parte le polemiche e cerchiamo di essere vicini, silenziosamente, alla famiglia di Eluana nel grande dolore che stanno vivendo e che certo non finirà con la sua morte. Per una volta non chiediamoci chi è veramente cristiano ma cerchiamo di esserlo.

  8. anonimo scrive:

    pienamente d’accordo su ogni parola!
    il vaticano è solo una macchina potente e ricca che nn ha nulla a che vedere con gesù ed i suoi insegnamenti…
    gesù nn aveva addosso una pelliccia di ermellino hè scarpe prada.
    su eluana sono 13 anni che sta così, alcuni dicono che nn è attaccata a nessuna macchina, altri che è un vegetale, la verità nn la sapremo mai ma se suo padre e la sua famiglia hanno preso questa decisione un motivo ci sarà.
    che poi berlusconi fa schifo a prescindere da questa situazione è verissimo!
    (adesso criticatemi tanto pare che da un pò di tempo “qualcuno” aspetta il mio parere solo x criticarmi)
    flaminia

  9. anonimo scrive:

    E’ una posizione nella quale nessuno di noi vorrebbe Mai trovarsi neanche per un minuto..
    Come non compredere il dolore dei familiari di Luana..che mai e poi mai avrebbero voluto tutto questo..
    Ma, al di là, di quel che la chiesa affermi, al di là degli errori della chiesa..
    Essere o reputarsi “CRISTIANI” non significa recarsi in chiesa tutte le domeniche e mostrarsi solidali solo a mò d’ostentazione della nostra “prodigalità”..
    Essere cristiani significa principalmente conformare la propria vita a quel che risulta essere il volere di “Dio” non della chiesa attenzione..ma di Dio..
    Ora, il discorso di Luana Englaro è una battaglia di non facile soluzione che non riguarda il singolo caso..
    Oggi è successo a lei..domani potrebbe essere uno di noi..
    Legalizzare il “diritto alla morte” dovrebbe farci riflettere..
    Riflettere principalmente sulle conseguenze che da tutto questo potrebbero scaturire..
    Quali sono i presupposti per affidare al libero arbitrio la possibilità di mettere fine alla propria esistenza..e chi sono io per rendermi partecipe di questa “decisione” rendendola addirittura “legale”?..
    Non fu forse Giobbe ad essere provato da Dio fino alla fine e ad essere ricompensato per la stessa fede?
    NoN FU forse Lazzaro ad essere riportato in vita da Dio?
    Non fu la “donna” che per fede e attraverso la fede toccato il mantello di nostro signore venne sanata?
    Il discorso è semplicemente uno..
    Credere
    o non Credere..
    Due strade che non potranno mai congiungersi..
    Per il cristiano la vita è un dono e come tale dev’essere rispettata..
    Anche Giobbe ha continuato a vivere in quelle che noi oggi definiremmo condizioni “disumane”..per un lunghissimo periodo di tempo..eppure non rinnegò quel Dio, nè scelse la via più facile:” porre fine alle proprie sofferenze”…
    Se è vero che Luana sia rimasta in vita solo grazie all’intervento della mano umana..dovremmo chiederci: “quante vite non sono riuscite a farcela”?
    Perchè Luana non è morta quel giorno in quel preciso momento..
    Perchè quello che noi comunemente definiamo “accanimento terapeutico” con altri pazienti non è bastato per mantenerli in vita?
    e dato ancor più saliente..
    Se esiste un diritto alla vita, bisognerebbe garantire un diritto alla morte..ma se tutto ciò è vero è altrettanto vero che il diritto alla morte vada quanto meno “giustificato”..
    Luana non soffre..allora perchè staccare la spina?

  10. anonimo scrive:

    Perchè il padre e chi gli stà accanto soffrono da 17 anni…perchè è quello che voleva anche lei (secondo quanto dice il padre!)…perchè è quello che vogliono le persone che gli stanno vicine…non è libero arbitrio, è libertà!
    Parlare di Lazzaro, Giobbe ecc.,è a mio parere quanto mai fuori luogo: non penso che Eluana sarebbè rimasta così per 17 anni senza tutte le sondine: Eluana non è nel letto di casa!
    La fede non deve far chiudere gli occhi, ma aprire la mente: altrimenti siamo fedeli, ma irrazionali….

  11. byros scrive:

    Di chi è il commento 9?

  12. anonimo scrive:

    Io credo che si inopportuno fare commenti a casi come questi.
    Non perchè non ce ne sia bisogno, visto che tutti, anche i cagnolini ne parlano. Vorrei solamente mettere un appunto su ciò che sta accadendo: penso che si debba continuare nell’alimentazione, non tanto perchè si ci trova difronte a prese di coscienza e moralismi filocattolici, ma semplicemente perchè non c’è espressa richiesta da parte di questa donna di voler morire in caso di eventi del genere, quindi non c’è assenso da parte sua alla sua pena di morte e ancor prima non esiste un testamento biologico che lo dice.
    A prescindere se si sia cattolici o no, staccare la spina significherebbe ledere il diritto di scelta sulla propria vita, il padre in questi casi sarebbe un vero e proprio assassino.
    Ciao

  13. anonimo scrive:

    Anche qualora ci fosse stata richiesta sottoscritta dalla diretta interessata..
    Non si sarebbe trattato d’omicidio ma “di suicidio assistito”..
    Ci sono molti casi in cui, gente, per motivazioni diverse, al fine di porre riparo alle proprie sofferenze decide di togliersi la vita..
    Aiutarla a gettarsi dal balcone non significa essere solidali nei confronti d’un soggetto che soffre bensì, porgere una mano nei confronti di chi non essendo riuscito a trovare il coraggio di vivere..preferisce la via più facile ed indolore: “il suicidio”..
    La vita è un bene “indisponibile” che bisogna preservare ad ogni costo..anche contro la volontà dello stesso agente che in un momento di sconforto ha ceduto alla tentazione di dire basta.

  14. anonimo scrive:

    Salve, sul sito di repubblica si può firmare l’appello contro l’azione del governo promossa da libertà e giustizia.Indipendentemente da opinioni personali c’è in ballo la legalità costituzionale e il rispetto delle sentenze della magistratura. Maria

  15. anonimo scrive:

    Cari amici vi allego un articolo che come leggerete è scritto da un dottore che non è ne di parte della chiesa ne della famiglia. Non so chi di voi, tra l’altro, abbia visto il telegiornale ieri che faceva vedere un’altra storia analoga a quella di Eluana e la famiglia non era così desiderosa della morte della loro figlia.
    Perchè ce l’avete tanto con la chiesa? Perchè per caso dice il vero? Perchè risveglia le nostre coscienze? Qui non si tratta di danaro, di potere, ma si tratta della vita. Ma questo articolo esprime cento volte meglio il mio pensiero.

    Non lasciate morire di fame e di sete Eluana fatela vivere, come non le abbiamo dato noi la vita non togliamogliela. Daniela

    del professor Alessandro Bassi Luciani*

    ROMA, domenica, 8 febbraio 2009 (ZENIT.org).- In merito alla tragica vicenda di Eluana Englaro, ritengo di dover fare alcune sintetiche riflessioni e precisazioni: ciò perché, in particolare in questi ultimi giorni, sono comparsi articoli e lettere sia su quotidiani che diffusi per e-mail da parte di molte persone, alcune delle quali si dichiarano cattoliche e che hanno – almeno in passato – avuto un apprezzabile ruolo anche nella nostra Diocesi; articoli e lettere che sono infarciti di errori non solo sul piano antropologico-culturale e cristiano, ma anche tecnico.

    E queste precisazioni le faccio come uomo e come medico, prima ancora che come cristiano, poiché le leggi in uno Stato laico non sono né cattoliche né cristiane: sono leggi, che possono recepire l’orientamento di fede dei cittadini, ma non dipendono da questa.

    1) Richiesta di pietoso silenzio: il silenzio non può calare ora, dopo che proprio la famiglia Englaro, al fine di acquisire consensi alla sua tesi, ha per anni coinvolto l’opinione pubblica, i mass-media e le autorità (sanitarie, politiche, magistratura, ecc.) proprio al fine di rendere “pubblico” il caso di Eluana, che io “scoprii” una decina di anni fa in occasione di un dibattito – di fatto a senso unico – organizzato da una ASL toscana con gli Englaro.

    2) È del tutto legittimo non con dividere decisione della Magistratura, perché è politica e non giuridica (si ricordi che quella della Corte di Appello di Milano non è una sentenza, ma solo un decreto).

    3) Come medico legale posso affermare che stupisce non poco che i magistrati milanesi possano aver emesso un decreto di questa portata senza far sottoporre la Englaro a perizia medico-legale, ma solo basandosi su certificazione di parte, ovvero prodotta solo dalla famiglia. Normalmente decisioni in merito alla salute delle persone (ad esempio in casi di compatibilità o meno tra salute e regime di detenzione) vengono prese dopo perizia medico-legale disposta dall’Ufficio.

    4) Il Ministro Maurizio Sacconi, come la On. Eugenia Roccella, non hanno ricattato nessuno: si limitano a ribadire quali sono i compiti del Ministero della Salute.

    5) Come uomo, mi pongo anche io degli interrogativi quando vengono date “certe risposte etiche”, e non da ora, ma ormai da 35 anni (iniziai a dubitare della giustezza etica, e del comportamento e della incoerenza di tante persone che si dichiarano cattoliche), quando furono promulgate leggi che non rispettano l’uomo, prima fra tutte quella relativa all’aborto.

    6) Eluana Englaro non è in agonia: come si può leggere su qualunque vocabolario, il termine “agonia” ha altro significato: è la condizione di lenta ed inesorabile diminuzione delle forze vitali che precede la morte; una “agonia” di 17 anni è di per sé una contraddizione! Se si attribuiscono nuovi significati alle parole esistenti, si torna alla babele (non mancano recenti esempi eclatanti). Inoltre la condizione di Eluana non è “dolorosa” per lei, poiché non ha sofferenze fisiche, non abbisognando di alcun farmaco che abbatta il dolore e che invece, per paradosso, le verrebbe somministrato al momento in cui dovesse essere costretta alla morte per inanizione e disidratazione, proprio per evitarle sofferenze fisiche (si pensi all’ipocrisia di umettare le mucose, perché altrimenti si screpolerebbero!). E se vuole attribuire il termine “dolorosa” alla sofferenza della psiche per la sua condizione, vorrebbe dire che la donna percepisce la sua condizione, ovvero che è consapevole! Senza dubbio la sua condizione è dolorosa per molti, anche se non sembra lo sia per tutti: certamente lo è per chi chiede che possa continuare a vivere.

    7) Eluana non è sottoposta ad alcun accanimento, il quale, per essere tale, necessiterebbe di terapie mediche che, invece, non vengono eseguite semplicemente perché non ne ha bisogno (non va dimenticato che quando, pochi mesi fa, ebbe una grave emorragia che la portò, questa sì, vicina alla morte, a causa della ripresa del ciclo ovario (segno di inizio di regolarizzazione della sue funzioni fisiologiche?) non fu attuata nessuna terapia, né medica, né farmacologica, né trasfusionale (e da quella emergenza si riprese spontaneamente con una incredibile rapidità).
    8) È invece vero che non vi è niente di terapeutico, poiché non sono “terapeutiche” le pratiche igieniche che le vengono praticate, né lo sono le passeggiate, in carrozzina, che le fanno fare le persone che la accudiscono.

    9) L’alimentazione che viene somministrata ad Eluana non è né artificiale – poiché viene nutrita per bocca, con cibi fluidi e calibrati, tramite un sondino naso-gastrico che viene frequentemente rimosso (credo dopo ogni pasto) e non tramite stomia addomino-gastrica “PEG” – né forzata: se vogliamo dare il giusto significato alle parole, per evitare la babele di cui sopra, l’alimentazione è semplicemente “assistita”.

    10) Si legge sulla stampa che Eluana “ha espresso i suoi desideri … in piena lucidità”, ma questo non corrisponde certo al concetto di “consenso informato” che, in forza all’art. 32 della Costituzione, è alla base di ogni trattamento sanitario, sia accettato che rifiutato. Come medico legale dedico, in tutti i corsi in cui insegno, più ore di lezione per spiegare il significato del consenso informato, e ciò non come cristiano, ma solo ed esclusivamente come docente universitario, medico specializzato in medicina legale. Il consenso informato è qualche cosa di diverso rispetto al desiderio espresso in piena lucidità perché richiede una ben diversa informazione, e, soprattutto, un coinvolgimento personale che non può basarsi sull’aver saputo (od anche visto? le notizie della stampa non mi sembrano essere state esaustive in proposito) della compromissione neurologica di un amico che, credo, fosse in stato di “coma”, e non in condizione di stato vegetativo persistente.

    11) Negli ultimi tempi è stato sempre più adottato il termine di stato vegetativo permanente, devo ricordare che questa definizione è errata, poiché, in medicina, è permanente ciò di cui si sa non possa più guarire (ovvero irreversibile), mentre la condizione delle persone come Eluana è stato vegetativo persistente: non è una differenza da poco, se si riflette bene. Di fatto, continuare ad utilizzare l’aggettivo permanente significa rifarsi a letteratura scientifica ormai obsoleta che è ritenuta da molti antiscientifica e che, non solo in questo caso, può svelare un certo pregiudizio ideologico. Anche in questo caso, la babele del mass-media ha le sue responsabilità.

    12) Ovviamente la drammaticità del caso Englaro, e delle altre centinaia e centinaia che sono presenti in Italia, non si esaurisce qui. Quello che dovremmo cercare di fare, anzi “battagliare” (nel senso più pacifico del termine), è di promuovere una sempre maggiore accoglienza verso questi fratelli (o meglio, cittadini, per evitare di essere negativamente etichettati come cristiani) che versano in condizioni così difficili. È ovvio che ciò ha un costo, e sembra che alcuni (o tanti, ma non certamente tutti) portino avanti questa “battaglia” per far morire di inanizione l’Englaro per scopi tutt’altro di etica, ma più semplicemente per scopi di bilancio. Ma se, per motivi economici, diventa “eticamente accettabile” sopprimere un invalido come Eluana, fra non molto potrebbe essere “eticamente accettabile” sopprimere anche chi ha minori invalidità, ma comunque non produce più per la società, e, chissà, si potrebbe forse arrivare, con sollievo per i bilanci della Sanità, a fare anche qualche pensierino sui tanti pensionati non più produttivi che, seriamente ammalati, sono abbisognevoli di costanti, costose e lunghe terapie. E questa non è una stupida o riprovevole ironia: fatta la strada, questa procede, con gli anni, ma procede: se ne può essere certi. Lo insegnano le precedenti esperienze: nella storia e ai nostri giorni (vedi la costante eliminazione nel grembo delle madri dei bambini Down e talassemici, che “costano” alla società somme ingenti).

    13) Le preghiere, come ci insegna il Vangelo, possono anche essere pubbliche, specie quando “pubblico” è l’oggetto della preghiera e, comunque, scrivere che sono “strombazzate” è un’offesa al concetto di preghiera cristiana.

  16. anonimo scrive:

    Desidero che voi pubblichiate questo mio sfogo se lo farete vi ringraziero’ e vi ringrazio.
    Ho avuto un tremendo intervento nel 1993,mio malgrado,ho dovuto riprendere la vita di tutti i giorni.
    Gli altri hanno pensato che tutto era tornato a posto ma,non è cosi!Questo posso dirlo io perchè, io ho subito questo intervento celebrale.1°non ho potuto chiedere la pensione 1°per vergogna delle varie commissioni……..e perchè avevo una marea di debiti che il mio ex marito aveva fatto,2°nessuno credeva ai tanti handicap che mi sono rimasti,ma lasciamo perdere…..
    e la lotta armata del quotidiano quando sei sola, dove la mettiamo!!!!I figli che non capiscono e da seguire……e chi più ne’ ha più n’è metta….parenti serpenti….nessuno capisce….gli aiuti….e chi li vede gli assistenti sociali…tutti venduti….per tutto anche per star male ci vogliiono le raccomandazioni!!!!!Ma per favore fate stare in pace quella ragazza Eluana meglio la morte che vivere in questo mondo orrendo nel quale vivo.La sofferenza dell’adulterio,la sofferenza delle bugie di chiunque sia compagno visto che anche quando sei normale non fanno altro che guardare le altre….e se tu sei come loro puoi restituire pan per focaccia ma se hai dei principi etici diversi pensate un pò alla sofferenza.Posso continuare con una serie di altre cattiverie umane…..la droga che gira e il capo dello Stato e gli altri dove sono per salvaguardare le Vite….e tutti i bimbi che muoiono di fame in Africa per loro c’è un altro Stato?Ma per favore…siate onesti se non ci fossero queste nuove terapie la sig.Eulana sarebbe già morta vero?
    Io porto sempre con me un fogliettino nel quale ho scritto che non desidero nessuna trasfusione…
    e nessuna intrusione nel mio corpo da parte di nessuna mano e nessun “sondino”!Tutti i giorni non dico altro a chi condivide con me qualche giorno più da vicino.
    Queste tecnologie le sfrutti chi ha una buona posizione economica chi è fortunato e possiede una “VERA” famiglia che lo assista senza deleghe!!!!Ma non è così!
    Son tutte cavolate, per evitare volgarità, “gli altri non hanno questo grande desiderio di FRATERNITA’!!!!”Parlo per quello che io vedo ed ho visto!
    Fatevi un giro negli ospizi dove vivono gli anziani affetti da malattie tipo:L’Alzahimer,il Parkinson,
    I ragazzi che sono vittime di sostanze devastanti che i “potenti”fanno circolare e non fanno lo stesso casino che stanno facendo per EULANA!!!!!!!!!Ma quali sono i motivi per determinare tanto accanimento dei media per una persona che è purtroppo un Vegetale e non salviamo “I GIOVANI”che si affacciano sulla finestra del mondo?Ma questi personaggi dormono? O fanno finta di distrarci per spostare la nostra attenzione sui VEGETALI mentre sulle strade ogni giorno c’è una strage di morti?IO non capisco,ma,forse è meglio!!!!Anonimo!

  17. anonimo scrive:

    se dovessimo metterci ad elencare ognuno i nostri problemi e patemi d’animo..quì nessuno vorrebbe continuare a vivere mia cara signora..
    Perchè nessuno ha mai detto che la vita sia facile..
    E di certo, lo stato può impegnarsi al meglio, ma ancora la bacchetta magica per il paradiso eterno nn l’hanno di certo inventata..
    Discutiamo il caso Englaro al fine d’evitare che il singolo caso sia preso come l’esempio da seguire..
    Detto questo, sono perfettamente d’accordo con il commento di cui sopra..ce ne fossero di medici così, il sistema andrebbe meglio..
    Andare meglio non significa essere tutti sull’arca di noè..ma almeno provarci senza cercare di prevaricarsi gli uni con gli altri..pensando sempre che il proprio dolore sia la cosa peggiore..

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