Archive for October 26th, 2010

REALIZZAZIONE IMPIANTO SMALTIMENTO CEMENTO-AMIANTO, DOPO LA COMUNICAZIONE DI INIZIO LAVORI, SI RIACCENDONO LE POLEMICHE

Dopo un breve periodo di silenzio si torna a parlare dell’impianto per lo smaltimento di rifiuti non pericolosi contenenti amianto da realizzarsi nella frazione Santa Marina di Scandale. L’occasione che ha fatto ritornare alla ribalta della cronaca la questione è la comunicazione di inizio lavori che la Ecolsystema S.r.l., autorizzata con decreto regionale del marzo scorso alla realizzazione dell’impianto, ha fatto pervenire agli enti interessati.

La Società dopo essere stata fermata da un decreto di sospensione emesso dalla Regione nel giugno scorso, si è rimessa in moto confortata dalla pronuncia del Tar Calabria, Sez. di Catanzaro, che nel mese di settembre, accogliendo le tesi dei legali della Ecolsystema, avvocati Alfredo Gualtieri e Antonio Lanfranchi, ha ritenuto il ricorso dagli stessi presentato, “assistito da profili di fondatezza”, rilevando, in particolare, l’illegittimità della sospensione sine die dell’autorizzazione e la mancanza, nei provvedimenti impugnati, dei “presupposti fondanti la richiesta di riesame”.

La Ecolsystema, che nel corso di questi lunghi mesi ha atteso pazientemente, fiduciosa della bontà del progetto dalla stessa presentato, di fronte alla nuova campagna allarmistica scatenatasi dopo l’annuncio dell’inizio dei lavori, ha deciso di uscire dal silenzio inviando il seguente comunicato. “Non ci siamo mai esposti pubblicamente dinnanzi al nostro paese ma, vista la perseveranza di alcune testate giornalistiche e di alcuni blogs, nel divulgare notizie non veritiere, ci vediamo costretti a rispondere pubblicamente  e in ogni sede al fine di far emergere la realtà dei fatti. Ciò che ci ha spinti a realizzare questo tipo di attività è la nostra certezza, sia sotto il profilo morale, sia sotto quello tecnico, che la discarica non rappresenti un problema bensì la soluzione di un problema grave e diffuso come quello dell’abbandono indiscriminato dell’amianto.

Dalle nostre parti è frequente rinvenire in ogni dove, nelle campagne come nei centri abitati, discariche abusive o improvvisate di lastre di amianto. Anche una sola di tali lastre, abbandonata a cielo aperto, è in grado di provocare danni che nemmeno discariche controllate ed autorizzate notevolmente più grandi di quella di Santa Marina sarebbero in grado di determinare. L’impianto della Ecolsystema, è bene evidenziarlo, è un impianto elusivamente dedicato a rifiuti non pericolosi; è stato progettato da tecnici di comprovata e qualificata esperienza ed autorevolezza in campo mondiale, è conforme alle più recenti prescrizioni in tema di sicurezza e sarà assistito da un moderno sistema di controllo e di monitoraggio in grado di scongiurare anche la minima dispersione di fibre di amianto nell’ambiente.

Fino a questo momento, nonostante i fiumi di parole che si sono riversati intorno alla realizzazione di tale impianto, nessuno è stato in grado di dimostrare quanto allarmisticamente è stato detto in ordine alla sua presunta pericolosità. Se così fosse stato, il TAR, la cui attenzione per i problemi ambientali non può essere minimamente posta in discussione, avrebbe mantenuto in vita gli effetti del provvedimento di sospensione e non avrebbe accolto la domanda cautelare proposta dai nostri legali al fine di poter dare avvio ai lavori. Il Comune di Scandale e la Provincia di Crotone che, dopo il rilascio dell’autorizzazione, si sono premurati di rinnegare il parere positivo, espressamente e tacitamente rispettivamente reso in precedenza, non sono riusciti ad addurre un solo elemento utile a porre in discussione la conformità della discarica a tutti gli standards di sicurezza richiesti dalla legge.

La conferenza dei servizi convocata su iniziativa del Sindaco del Comune di Scandale lo scorso 13 settembre – alla quale, oltre ai rappresentanti dei vari Enti e a quelli dell’Impresa, hanno preso parte anche l’assessore comunale ed ex vice sindaco Patrizio Coriale, nonché gli avvocati Anna Fico e Pina Notarianni, nella doppia veste di legali di un comitato cittadino contrario alla discarica e di consulenti del Comune di Scandale – si è conclusa, infatti, con un nulla di fatto, a causa della mancata produzione, da parte del Comune, di elementi di ordine tecnico sufficienti a porre in discussione l’accertata inoffensività e compatibilità ambientale del realizzando impianto.

Singolare è apparso, in particolare, il fatto che la conferenza dei servizi, che avrebbe dovuto occuparsi del riesame, sia stata convocata con provvedimento (datato 9 agosto 2010) precedente la stessa istanza di riesame, pervenuta alla Regione soltanto il 16 agosto, e che il Sindaco del Comune di Scandale, sollecitato probabilmente dai comitati dei cittadini oltre che dal consiglio comunale si sia determinato a presentare istanza di riesame senza disporre di alcuna specifica e qualificata valutazione tecnica sui paventati, presunti pericoli che deriverebbero dalla discarica, bensì sulla base di un parere reso dai legali del “Comitato dei Cittadini di Scandale contro la discarica dei materiali contenenti amianto”, avvocati Fico e Notarianni ai quali lo stesso Sindaco ha deciso di affidare l’incarico di consulenti del Comune per la problematica in questione.

L’impressione è che, sull’onda emotiva scatenata da una diffusa campagna mediatica e dalle dichiarazioni di quanti, pur non avendo competenze tecniche specifiche, non si sono fatti scrupolo di lanciare ingiustificati allarmi, si sia venuta a determinare una generalizzata situazione di pregiudiziale contrarietà alla realizzazione della discarica. Allo stato, però, nessuno è stato in grado di dimostrare, con documenti alla mano, la pericolosità dell’iniziativa della Ecolsystema, pericolosità che invece è stata senz’altro esclusa in sede di rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale.

Lo stesso Sindaco Fabio Brescia, prima degli inopinati attacchi da parte del suo vice Patrizio Coriale, sembrava credere fermamente nella bontà di tale iniziativa, al punto da esprimere parere favorevole in sede di conferenza dei servizi ed al punto da dichiarare, nel corso dell’infuocata seduta consiliare del 12 maggio scorso, di essere profondamente convinto della “piena legittimità dell’iter amministrativo seguito” e di essere certo “della salubrità della discarica e del fatto che tale impianto risolve il problema dello smaltimento abusivo”.

Considerati i vantaggi derivanti dallo smaltimento dell’amianto nell’ambito di discariche autorizzate e controllate, rispetto al pericolo rappresentato dal frequente ed indiscriminato abbandono di tale materiale in ogni dove, forse sarebbe il caso di riflettere su quale sia il modo migliore per realizzare l’interesse della collettività: se cioè sia preferibile aderire supinamente al coro del “no alla discarica” a tutti i costi, o se non sia meglio ragionare in termini obiettivi, cercando di capire realmente e al di fuori di qualsiasi pregiudizio ed interesse politico se dalla discarica possono derivare le conseguenze suggestivamente indotte nell’immaginario collettivo. Secondo quanto sostenuto dagli esperti, attualmente il metodo migliore per assicurare la non pericolosità dell’amianto e del cemento-amianto resta il conferimento in discarica controllata, impermeabilizzata e attrezzata nella massima sicurezza sotto il costante controllo delle autorità pubbliche.

Ad oggi la mancanza di simili impianti costringe gli operatori ad esportare grandi quantità di materiali contenenti amianto verso i siti di smaltimento ubicati in Germania e in altri Paesi europei, con un aggravio di costi che si tramuta in aggravio ambientale, stante che, al fine di evitare tali costi, si ricorre spessissimo a discariche abusive, vera bomba ecologica e pericolo costante per la salute di tutti. Una cosa è certa: ove dovesse essere acclarato, attraverso un qualificato contraddittorio tecnico-scientifico, che dalla iniziativa della Ecolsystema possano realmente derivare i danni paventati, saremmo i primi a fare un passo indietro.

Fino a quando ciò non avverrà, e siamo sicuri che non potrà avvenire, continueremo ad andare avanti nel pieno rispetto della legge ed intraprenderemo ogni più opportuna azione, sia in sede civile ed amministrativa, sia in sede penale, nei confronti di chi, in maniera incauta e temeraria, continuerà ad ostacolare illegalmente il nostro operato”.

La Ecolsystema fa inoltre sapere che, come indicato nella comunicazione protocollata al Comune di Scandale in data 13/10/10, i lavori dovevano iniziare il 25/10/10, ma a seguito della richiesta del Comune di Scandale del pagamento dei costi di costruzione, pervenuta solo in data 22/10/10, l’inizio dei lavori verrà differito di qualche giorno.

 

Ecolsystema S.r.l.