Archive for November 19th, 2010

Auguri Povia

Oggi il mio amico cantante e quasi coetaneo Giuseppe Povia, compie 38 anni.


A Giuseppe, preso dalla sua sfolgorante carriera, visto che i numeri di telefono che mi diede anni fa non sono più validi, faccio da qui i migliori auguri di Buon Compleanno.


Ne approfitto per riproporre l'intervista pubblicata su Area Locale, che gli feci all'inizio della sua carriera e che, a quanto pare, gli ha portato anche fortuna:

Povia? Si, proprio quello dei bambini che fanno Ooh!

E' stata una grande giornata. Organizzata dall'Università la Sapienza di Roma per festeggiare i 702 anni dalla sua fondazione. Prima dei concerti (oltre a Povia c'erano i "Tetes de Bois" in quartetto con Francesco Di Giacomo e i "Negramaro") c'è stato un convegno a cui hanno partecipato illustri professori che hanno parlato di questa prestigiosa università, introdotti dal Magnifico Rettore Renato Guarini.

 


Non so perché di punto in bianco una mattina di fine aprile leggendo sul sito www.giuseppepovia.it della presenza di Giuseppe Povia [quello de “I bambini fanno ooh”, primo in classifica sia su “Cd-Live” che su “Top of the Pops”, primo nelle suonerie scaricate, decimo (al primo album) nei dischi venduti] ad una manifestazione all’Università della Sapienza, decido di contattare il Fans Club per sapere se posso intervistarlo.

Quando ormai non ci credo più mi chiama Pasquale del Fans Club che mi dice che non ci sono problemi e mi chiede se voglio il numero di Giuseppe per mettermi d’accordo con lui.

Il numero di Giuseppe? Ma dici davvero? Cose da pazzi. Sto guidando fermo la macchina e me lo scrivo sul primo pezzo di carta che riesco a reperire nel marsupio. Arrivato a casa me lo ricopio sul cellulare e contatto il grande Greg affinché provveda a farmi i biglietti per l’andata e il ritorno.

La sera, da Crotone, parto per Roma. Dormo pochissimo nel pullman e tutta notte ascolto il Cd di Povia “Evviva i pazzi che hanno capito cos’è l’Amore”.

Alle 6 sono a Tiburtina, dopo un giro per la Capitale alle 15 sono alla Sapienza mentre mi avvicino decido di riprovare a chiamare Povia (prima non mi aveva riposto) e questa volta mi risponde e mi dice che sta a circa 40 chilometri da Roma. Mi tranquillizzo anche perchè nessun giornale da me consultato parla del suo impegno alla Sapienza.

D’altra parte poche ore prima è stato eletto Papa Benedetto XVI e i giorni non parlano che di lui. Per sapere qualcosa avevo chiamato mia sorella Maria che aveva trovato alcune notizie su internet e cioè che si festeggiava il 702esimo anniversario della Sapienza e che c’era prima un Convegno e poi un concerto oltre che di Povia anche dei Negramaro e dei Tetes de Bois in quartetto con Francesco di Giacomo.

Arrivo in Università, trovo l’Aula Magna ma ancora lui non c’è, mi faccio un giro riesco anche a tesserarmi per accedere alla biblioteca dell’Ateneo e poi tornando in Aula Magna eccolo sul palco che prova, finisce e si dirige nel guardaroba. Sono indeciso sul da farsi e tutta la forza che mi ha fatto partire, dopo la notte quasi insonne, è andata a farsi benedire.

Poi mi faccio coraggio ed entro; Giuseppe sta parlando e al momento giusto: “Ciao io sono Rosario dalla Calabria”. Senza darmi il tempo di capire mi dice “Ah tu, fatti abbracciare” e mi si butta al collo con me che non capisco più nulla. Il tempo di riprendermi e iniziamo a parlare. Giuseppe indossa una maglietta con su scritto AMERI, CANI (“ogni riferimento non è casuale”). Dopo alcuni minuti iniziamo l’intervista che segue.

Giuseppe PoviaGiuseppe come mai sei qui?

“E che ne so – risponde sorridendo – è quello che mi chiedo io; sono in un posto con cui non sono mai andato d’accordo perché non sono mai andato d’accordo con gli studi nella vita; ho la scuola di strada. Però sono contento di essere perché sicuramente ho toccato il cuore di qualche personaggio sapiente in questa inconvenienza della Sapienza.

Oddio tu sei un maestro con le rime… Ti cercano tutti ultimamente.

“Sì perché è il momento; perché c’è questa sorta di consumismo anche con le canzoni, perché quando c’è un pezzo che funziona lo spremono fino alla fine. Figurati che l’altro giorno in un bar a Poggibonsi, vicino Siena, è partita la canzone (I bambini fanno ooh” nda) su una radio e la ragazza dietro il banco fa: ‘Mamma che palle questa canzone!’ E io siccome avevo il cappellino e gli occhiali e non mi aveva riconosciuto le dico: ‘Sì è proprio un cretino questo qui’. Se le dicevo che ero io magari mi linciava”.

Giuseppe ride allegramente.

Una canzone che piace a tutti, ai bambini, ai grandi, agli anziani.

“Io l’ho scritta per i bambini grandi, mi fa gioia che i bambini l’ascoltano, mi chiedano gli autografi; anche se mi piacerebbe comunicare molto di più coi grandi devo ammettere che non è facile comunicare coi bambini quindi quando ci riesci è una soddisfazione”.

Ora ti cercano tutti ma tu hai tanti anni di gavetta, per 14 anni hai lavorato dietro le quinte.

“Ho fatto per 14 anni il cameriere, mi è sempre piaciuto come lavoro, perché è un lavoro di comunicazione e dove impari a riconoscere gli stronzi che c’hanno un senso solo”.

Io mi riferivo anche ai tuoi 14 anni di musica senza ribalta…

“Sì. Io non me l’aspettavo e ho colto al volo questa occasione, anche perché io nasco come autore di testi e mi piacerebbe scrivere per i grandi: Celentano, Ramazzotti; così ho colto al volo l’occasione della beneficenza per il Darfur, cosa che mi ha fatto anche comodo”.

Ma almeno tu la beneficenza la fai davvero e che la canzone è bellissima e prende il cuore è merito tuo.

I bambini fanno oh, anche noi adulti dovremmo essere capaci di fare oooh…

Qualcuno ci riesce, qualcuno ci prova, e tanti fanno finta di niente”.

C’è troppa frenesia in giro, non c’è tempo…

“In una grande città c’è mancanza di comunicazione: chiedi un’informazione e uno tira diritto; c’è questa difficoltà a guardarsi diritti negli occhi”.

Sei il vincitore morale del festival di San Remo 2005; Giuseppe Povia in giuria a chi avrebbe votato?

“La Differenza (e canticchia la loro canzone nda) e ai Negramaro il premio della critica anche se a me piace tanto Renga come cantante”.

Sei alla ribalta con “I bambini fanno ooh” ma tu hai tante canzoni… nel cassetto!

“Non tante – risponde convinto – non si scrive una canzone in 5 minuti; io su una canzone ci lavoro anche più di un anno; sì ti viene una canzone magari in 5 minuti (e accompagnandosi con la chitarra accenna “I Bambini fanno ooh” nda), per fare il resto ci ho messo un anno e mezzo”.

Dalla gavetta al primo disco: 10 bellissime tracce…

Giuseppe iniziai ad  accennare Spettinata…

In “Mia sorella” parli della bulimia?

“Parlo di mia sorella, vorrei che trasparisse l’amore che prova un fratello per una sorella. Mia sorella ha avuto questa malattia in passato, ora è guarita, così come è vera la gravidanza a 17 anni…”.

C’è voluto molto coraggio a scrivere il testo in questi termini?

“Lo so, però quando tu cerchi di aiutare tua sorella in un periodo in cui non puoi fare niente e ti senti impotente, attraverso una canzone puoi dirle: ‘Guarda che ci sono anch’io’ ”.

Ho letto che hai sofferto di depressione.

Giuseppe ride… “Depressione, attacchi di panico, crisi di ansia, di tutto…. Facendo un cammino spirituale ho trovato la soluzione”.

La depressione è un problema serio ma se ne può uscire e se ne deve parlare.

“Se ne può uscire e si diventa molto più creativi e così la depressione si trasforma in un qualcosa di positivo perché ti fa diventare ‘pazzo’ “

Proviamo ad interrogare Povia sulla depressione chiedendogli: Tu sei più per una cura farmaceutica o psicologica? Psichiatra o psicologo?

Lui con la sua sottile ironia risponde: “Se è un amico che non si fa pagare vanno bene tutti e due”. Poi tornando serio: “Se non ce la fai qualche seduta da uno psicologo o psichiatra può essere utile. Anche i farmaci se servono a capire che un domani ne potrai uscire. Io ce l’ho fatta senza prendere niente: sono stato benedetto”.

Sesso e amore sono molto presenti nel tuo cd, la differenza?

“Io li rappresento come l’uomo e la donna. Il sesso rovina sempre tutto, in amore, a volte diventa noioso; quando c‘è la passione pensi che lei non arrivi ad un appuntamento perché è stata con un altro quando c‘è l’amore, dopo tanti anni, pensi che non arriva ad un appuntamento perché è successo qualcosa: bisognerebbe trovare una via di mezzo”.

C’è una canzone dove parli di un viaggio sulla luna e poi nel mare. Non è mai contenta la di lei di questa canzone; come mia moglie praticamente?

Giuseppe ride: “ Per una ragazza fai di tutto ma quando si arriva al momento dell’Amore lei dice che non è mai il momento, non me la sento… mal di testa ecc…; invece, in “Ecco cosa c’è” parlo della storia di due persone che stanno insieme da tanti anni e poi quando arriva la crisi, che è inevitabile, arriva la nostalgia”.

Cambiando discorso devi tanto a Paolo Bonolis?

“Sì gli devo tanto; l’ho incontrato tre volte. E’ stato importante. Io non c’ho creduto fino a che non sono salito sul palco. A parte la mia compagna Teresa e mia figlia Emma (prima nata del 2005 a Firenze nda) devo tanto a tre cose: al Premio Recanati (che Giuseppe ha vinto nel 2003 con il  brano “Mia Sorella” nda) ad Angelo Carrara (“il mio produttore, direttore più che altro un amico”) e a Paolo Bonolis.

Cosa ti aspetti per il futuro?

Nella musica tutto è possibile; voglio fare l’autore di testi (ho inseguito Vasco Rossi per fargli cantare “I bambini fanno ooh” per mesi), scrivere per gli altri; non mi piace molto stare sul palcoscenico, mi piace scrivere”.

A te piace Rino Gaetano vero?

“L’ho conosciuto dai dischi, di lui, così come di De Andrè, Baglioni ed altri, mi piace (“creo un termine”) “la direttitudine” nei testi cioè l’essere diretto, non fare tante metafore”.

Tre mesi fa ti immaginavi questo successo?

No! Macchè! Sapevo che avevo una bella canzone ma non mi immaginavo tutta questa pioggia di attenzione. Ora – si avvicina – non faccio un cazzo (non è vero nda) però mi sento stanco”.

Giuseppe che forse comincia ad aver noia delle mie domande comincia a strimpellare la chitarra e ci accenna qualche sua canzone.

Anche le case di abbigliamento cercano di farti indossare i loro capi, ma tu hai rifiutato.

Ride: Sì vogliono farmi indossare cose con il loro nome, non mi piacciono; indosso solo quello che piace a me”.

Ma quanto costa Giuseppe Povia in questo momento e quanto vorresti costare?

“In realtà non lo so. Io vorrei costare 1.500/2.000 euro al mese tipo stipendio”.

Si avvicina una fan, una pianista, per un autografo mentre suona anche il cellulare: sono gli amici (parla Lorenzo) del Fans Club che non trovano la strada per la Sapienza. Giuseppe, per telefono cerca di instradarli.

Ti lascio ai tuoi ammiratori, ci accenni per chiudere “I bambini fanno ooh”?

Povia con la sua inseparabile chitarra inizia il pezzo più trasmesso in assoluto in questo ultimo periodo e con il quale sta scalando le vette di tutte le classifiche.

E’ felice Giuseppe e ride e noi siamo felici per lui: merita tutto questo successo!

[Rosario Rizzuto]

 

foto-cronaca della giornata

DISCARICA DI SANTA MARINA: DELUCIDAZIONI E RASSICURAZIONI RIGUARDANTI L’AVVIO DEI LAVORI. Spiega tutto l'Assessore Coriale

Per quanto ne sapessi in precedenza, la ditta interessata alla realizzazione della discarica di Santa Marina, nel territorio di Scandale, in teoria avrebbe in mano il decreto autorizzativo Regionale datato uno marzo 2010.

Ad oggi la situazione è la seguente: la ditta ha dato il via, per il momento, ai lavori di pulitura e sistemazione del fosso e di recinzione della intera area di loro proprietà.

Sappiamo tutti che i suddetti lavori sono finalizzati alla realizzazione della discarica ma al tempo stesso gli stessi lavori sopra menzionati non potrebbero essere sospesi dal punto di vista giuridico in quanto rientrano in quelle opere che qualsiasi proprietario terriero può tranquillamente esercitare,  addirittura senza dare alcuna comunicazione al Comune e/o ad altri Enti.

Non mi è ancora del tutto chiaro, invece, come la ditta intende dare luogo all’avvio dei lavori con una sentenza definitiva pendente presso il TAR, con un ricorso presentato al Capo dello Stato, con una altrettanta conferenza di servizi (staranno “tastando il terreno”!?!?!?!).

 

Conferenza che a breve sarà convocata ovvero non appena l'Università contattata e incaricata dal comitato cittadino contro la discarica (di cui faccio parte) ci consegnerà la perizia tecnica dimostrante la inidoneità del sito, la Regione Calabria su richiesta dello stesso comitato e del Comune di Scandale provvederà a convocare una nuova conferenza dei servizi nella quale emergerà la sorte della discarica e di conseguenza quella del nostro futuro e ovviamente quella del nostro territorio.

Credo che al massimo i primi giorni di dicembre 2010 saremo nelle condizioni di poter richiedere la convocazione della suddetta conferenza.
Per cui i lavori che la ditta sta eseguendo non saranno certamente determinanti per la realizzazione della discarica visti i pochi giorni che ha la stessa ditta a disposizione per proseguire “indisturbata” verso gli stessi. Senza tralasciare che ci stiamo attivando anche nel trovare una forma giuridica nel
sospendere anche questi piccoli lavori in modo da sedare gli animi che giustamente si sono scaldati.
A tal proposito il 18.11.2010 il comitato cittadino ha convocato il sindaco invitandolo a collaborare con tecnici e legali per trovare una soluzione nel bloccare anche questi piccoli lavori che la ditta sta effettuando.

L'Assessore del Comune di Scandale Tonino Coriale. Foto Rosario RizzutoDetto ciò il sottoscritto intende informare la cittadinanza che il tutto è sotto controllo così come lo è stato sin dal primo giorno, e che fino a quando non sarete informati circa una massiccia protesta pacifica da esercitarsi eventualmente sul sito della discarica e sulle strade statali 106/107 e anche in altre sedi e luoghi significa che ancora non c’è da allarmarsi e preoccuparsi più di tanto in quanto ancora c’è tanto da sperare dal punto di vista tecnico-politico-giuridico.

Ribadisco inoltre che, al momento, non esistono alternative efficaci se non quella di attendere l’esito della conferenza. E’ del tutto chiaro che la cittadinanza è fortemente sensibilizzata, e che è a conoscenza di quali sono i rischi per la tutela della salute, per la salvaguardia del territorio e anche per il danno psicologico che la stessa discarica potrebbe arrecare.

Ulteriori iniziative intraprese al momento non produrranno alcun esito circa l’impedimento dei lavori attuali ne tantomeno per quelli futuri. Concludo nel dirvi che viste le voci e le dichiarazioni circolanti in questi giorni mi preme fare chiarezza in merito alle stesse: trovo del tutto fuori luogo che proprio chi non si è interessato attivamente e concretamente (se non strumentalizzando la stessa vicenda a fini politici) possa lasciar intendere alla popolazione che se la discarica si farà la responsabilità sarebbe solo del sottoscritto e dei membri del comitato e se invece non si farà (che è quello che ci auguriamo) i meriti sarebbero loro.

Ipocritamente o opportunisticamente parlando è troppo facile agire in questi termini. Tralasciando gli stessi che alla gente interessa tanto quanto di chi sono i meriti e le responsabilità. Alla cittadinanza interessa giustamente una sola cosa ad oggi ovvero la non realizzazione della discarica, lo hanno manifestato e palesato più volte per cui sarebbe giunto il momento di smetterla di prendersi gioco degli stessi carpendo ancor di più la loro buona fede e al tempo stesso giocare sulla loro totale preoccupazione. Sono stanchi, scocciati e stufi delle belle parole, delle passerelle politiche, e perché no!!!, anche di noi politici.

Tonino Coriale