Giovannino Drammis torna a casa guarito: l'articolo

SCANDALE - “Rosà l’hai saputo?” mi dice tutta euforica l’altro giorno mia madre. “Cosa?” le chiedo.
“Giovannino Drammis non è più malato, non c’è più niente, gli hanno fatto un’ecografia e la macchia è sparita: un miracolo! Sì Sì non c’è altra spiegazione è sicuramente un miracolo”.
Giovannino Drammis, 65 anni, è un personaggio, conosciuto da tutti in paese, grande uomo di chiesa, fratello, tanto per restare sul locale, dell’ex Dsga del Liceo Classico “Pitagora” di Crotone, Guglielmo, nonché del sindacalista della Uil scuola di Crotone, Salvatore.

Giovannino Drammis con alcune persone che lo hanno accolto al suo arrivo da Reggio Emilia. Foto Rosario Rizzuto


Grande amico dello scomparso Don Renato Cosentini (centinaia le messe servite con lui o nelle quali ha letto le letture o promosso il rosario), Giovannino che è componente della famiglia nobile per eccellenza di Scandale, i baroni Drammis, da anni si occupa della madre 86enne: insomma un uomo tutto casa e chiesa, preghiera e vicinanza verso i malati, verso chi sta male.
E se, come si dice: “Dopo a quarantina nu guaiu a matina!” figurarsi dopo i 60!

Ma Giovannino vive abbastanza bene la sua vita fino a questa estate quando alcuni problemi al fegato lo mettono in guardia e lo convincono a farsi ulteriori accertamenti.
All’ospedale di Crotone viene individuata una macchia al fegato e il terrore piomba sulla famiglia Drammis tutta con Guglielmo che rischia anche di ammalarsi per lo stress; non convinti, Giovannino parte con alcuni familiari per Reggio Emilia dove vive un altro fratello.
All’inizio qui la cosa viene sottovalutata ma una serie di accertamenti e un ricovero lungo 23 giorni portano più o meno alla stessa conclusione di Crotone: la macchia c’è, è innegabile; nel fegato c’è qualcosa.

A Giovanninno però viene somministrata anche una cura, con un farmaco sperimentale, per la pancreatite, cura rivelatasi in parte sbagliata che gli porta atroci sofferenze che per fortuna durano poco.
Il tempo passa ed a fine novembre viene fissata la data per effettuare la biopsia per essere certi di cosa si tratti.
Prima di questo esame invasivo i medici decidono di fare un’altra ecografia e nel guardare le lastre i luminari gridano al miracolo e ridono dalla gioia.

Immaginate la scena: Giovannino si alza di scatto e dice loro: “Miracolo? Certo che è un miracolo io ho in tasca una reliquia della Santa Maria De Mattias!!!”.
Vengono fatti altri accertamenti ma non c’è più nulla, sul volto triste di Giovannino di settembre ritorna il sorriso, nella sua mente ritorna il pensiero di Scandale dal quale manca, esclusa una settimana, da settembre…
Accolto da alcuni amici e parenti Giovanni è tornato nella sua casa baronale sabato 4 dicembre 2010, il nipotino Antonio ha stappato una bottiglia di spumante e i presenti hanno fatto a gara per abbracciarlo.

Giovannino Drammis con alcuni nipoti. Foto Rosario Rizzuto


Giovannino non si è mai scomposto e, come fosse la cosa più naturale del mondo, ha raccontato a tutti i presenti cosa gli fosse successo ed il miracolo (lui ne è fortemente certo) che gli era capitato.
“Forse il Signore mi ha voluto premiare per tutto il bene che ho voluto e che ho fatto. In tanti hanno pregato per me in questi giorni, a Scandale, nei gruppi di preghiera di Crotone. Il mondo è pieno di gente cattiva ma i miracoli esistono”. Giovannino nonostante la stanchezza è un fiume in piena.
Lo salutiamo e gli diamo appuntamento la mattina successiva, domenica, dopo la messa delle 08,30 nella chiesa dell’Addolorata.
Don Antonio Buccarelli, durante la celebrazione non fa nessun cenno alla guarigione di Giovannino ma a fine messa è una processione praticamente di tutti i presenti, compreso il parroco, per abbracciarlo: che fosse mancato è cosa certa, che la gente è contenta di vederlo pure e forse in molti ancora nemmeno sanno cosa sia capitato a questo cittadino di Scandale.

Dopo la Messa lo seguiamo nella vicina, quasi contigua, casa baronale, la madre è al camino e sta pregando. Sabato ci aveva detto: “Il Signore mi ha ascoltato, quante preghiere ho fatto in questi giorni, finalmente me lo ha mandato indietro!”.
Ma non si prega solo per chiedere ma anche per ringraziare e lei e lì con il rosario in mano e non si interrompe nemmeno al nostro arrivo.
Giovannino, invece, è tranquillo, felice per le tantissime persone che lo hanno avvicinato e stretto forte forte in chiesa ma io, provo a stuzzicarlo: “Professò, come lo chiamo da quando è stato il mio educatore di catechismo, allora è stato un miracolo?”. Lui quasi si stizza: “Allora cosa? Tu non ci credi?”. Ci ripete le tante preghiere che sono state fatte per lui, la presenza della reliquia di Maria De Mattias (la Santa protettrice delle suore presenti a Scandale, e che proprio una di queste suore, Suor Anna, aveva dato a Giovannino) ma anche l’invocazione di altre persone degni tra le quali cita Padre Pio, San Gaspare del Bufalo, Santa Chiara (una ragazza molto devota della Madonna che è morta per un tumore), la piaga di Gesù e la Madonna anche se poi alla fine a fare i miracoli è sempre il Signore. Giovannino poi ci dice come ogni mattina mettesse addosso l’acqua benedetta che gli avevano portato da Lourdes.

Giovannino Drammis con la madre Angelina Lazzaro. Foto Rosario Rizzuto


Poi parla di coincidenze: “Quanto sono partito angosciato in quel modo per Reggio Emilia una coppia di amici, Nicola e Barbara, che si stavano per recare a San Giovanni Rotondo, nei luoghi di Padre Pio, mi hanno chiesto una foto da portare in quel luogo santo ed io ho dato loro una foto in cui ero con il bambinello Gesù; l’11 febbraio 2011, quando dovrò tornare a Reggio Emilia per un controllo, sarà l’anniversario della Madonna di Lourdes: io ci credo a queste coincidenze e combinazioni”.
“Però nel mondo c’è tanta cattiveria – ci dice ancora Giovannino – e il Signore non si esprime per questa cattiveria; se mettessimo in pratica quello che dice il Vangelo il mondo sarebbe diverso. Il rosario o la lettura prima di dirli bisogna averli nel cuore altrimenti a che serve! E’ il giudizio di Dio quello che conta. Lo scorso anno non ho fatto la Comunione per un anno perché mi sentivo indegno. C’è molto cristianesimo di facciata in giro!”
“Non lo so – continua – perché il Signore abbia scelto me; io in passato sono stata vittima di tante cose e pregiudizi e il Signore mi ha fatto sempre uscire vittorioso; ho accettato la mia croce ma non ho mai agito con cattiveria”.

Giovannino, nella casa baronale in cui sono stati ospiti anche Garibaldi e Vittorio Emanuele II, facendo mente locale, ricorda anche un episodio di quando era piccolo, di quando il padre cadde dal tetto e si salvò e lui vide un quadro della Madonna di Capo Colonna muoversi, un altro miracolo, forse, in questa casa dove è molto presente il Signore e dove Egli, a quanto pare, è voluto tornare per graziare questo uomo di Dio, Giovannino Drammis.

[Rosario Rizzuto]

[06 Dicembre 2010]

Leave a Reply