Ancora sul Natale: ecco la cena Unitalsi vista da Concetta Masi

SCANDALE - La speranza, l’amicizia, la fratellanza, l’amore e la gioia: questo è quanto si è potuto assaporare lunedì 27 Dicembre a Scandale, nella sala mensa di Villa Condoleo ove si è svolto a cura dell’Unitalsi il consueto cenone Natalizio. La serata capitanata dal presidente dell’associazione scandalose, Nicola Mattace, è stata costruita nei minimi dettagli. Fin dai giorni precedenti i preparativi sono stati intensi: si è partiti dalla raccolta delle offerte che generosamente tante aziende locali e non hanno fatto, per poi passare alla preparazione e all’allestimento dei locali della mensa di Villa Condoleo, messa a disposizione dal direttivo della fondazione Casa della Carità a dimostrazione di come lo spirito di accoglienza che fu  proprio del suo promotore Don Renato Cosentini, pervade a tutt’oggi nella struttura.

Nel giorno precedente e durante tutta la mattinata numerosi volontari hanno preparato e allestito la sala che ha accolto circa 130 persone mentre lo chef Mario Rizzuto, coadiuvato da qualche aiutante, ha meticolosamente preparato la cena. L’orario d’inizio previsto è stato di poco sforato, si è atteso per l’inizio l’arrivo della delegazione Unitalsi di Isola di Capo Rizzuto, all’arrivo della quale, dopo la benedizione del cibo da parte del parroco Don Antonio Buccarelli, si è dato il via alla serata.

Un momento della cena. Foto Rosario Rizzuto
La spontaneità e la gioia dei commensali più anziani si è miscelato con il sorriso dei ragazzi  più giovani e di tutti i volontari che si sono trovati a coccolare una variegata schiera di banchettanti con problematiche piccole, medie o grandi e diverse, cui hanno regalato per qualche ora una spensieratezza che, chi è meno fortunato, non sempre riesce ad avere, ma che almeno a Natale è lecito chiedere. La serata è continuata davanti e dietro le quinte: mentre si passava da una pietanza ad un’altra e gli ospiti venivano allietati da canzoni e canzonette  di oggi e di ieri (mixate dal Dj Antonio Timpano) e da balli di gruppo, dietro le quinte una schiera di donne e uomini faceva a gara per portare le pietanze ai tavoli, per lavare i piatti, per trasportare via gli avanzi.

Il tutto in un’atmosfera di vivacità, di comunione e di accoglienza che difficilmente si riescono ad afferrare e che, se si vivono fino in fondo, possono diventare linfa vitale di chi ha voglia di rigenerarsi e di passare dall’insipido quotidiano al sapore incantato di uno sguardo regalato da un bambino che non ha tutte le fortune del mondo ma che non fa del suo handicap un dramma e ci insegna, con grande dignità, che l’amore nel mondo esiste e che, se trova un luogo ove fiorire, è proprio nel cuore di quanti soffrono nel silenzio della propria infermità e di tutti coloro che dedicano la loro vita ad un figlio “speciale”, ad un genitore non più autosufficiente, ad uno meno fortunato e si prodigano a dimostrare che nonostante tutto “la Vita è bella” e va vissuta con coraggio e serenità fino in fondo!

Concetta Masi

Cliccando qui le mie foto della cena di Natale Unitalsi.

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