'La caserma militare di Cutro è anche un investimento strategico', Lorenzano e Squillace denunciano il silenzio della Stasi!

Il nostro vuole essere un grido di dolore per tutto quello che succede nella nostra Provincia dimenticata da tutti e da tutto, naturalmente con il silenzio irresponsabile da parte di chi ha ruoli che sicuramente non possiamo non mettere in risalto, ci riferiamo al Vice Presidente della Regione, Onorevole Antonella Stasi.

La vicenda è quella della costruenda caserma militare che dovrà nascere a Cutro è chiaro che la vicenda parte da molto lontano con alla base un accordo di programma da parte dei seguenti  attori istituzionali: Ministero della difesa, Regione Calabria, Provincia di Crotone e infine  il Comune di Cutro.

Diventa difficile pensare che un progetto strategico quale quello su citato possa essere caduto nel dimenticatoio di tutta  quella parte istituzionale che ai massimi livelli si era impegnata, viste anche  le varie emergenze che questo territorio è costretto ad affrontare; la nostra non vuole essere demagogia politica, ma  vuole essere soltanto una presa di posizione per accendere i riflettori su un territorio che oramai è al collasso per le troppe situazioni sospese e mai risolte.
Incontro politico di qualche tempo fa presso la nascente Caserma di Cutro, tra gli altri il sindaco di Cutro, Salvatore Migale, il presidente della Provincia di Crotone, Stano Zurlo, e l'onorevole Antonella Stasi. (Foto www.corrieredelsud.it)
Quando parliamo di progetto strategico lo intendiamo come tale in risposta a questioni come il proliferare delle organizzazioni criminali sul territorio provinciale di Crotone e dell’intera Calabria, la crisi occupazionale che da noi è strutturale e coinvolge in particolare sia i padri di famiglia, ma anche tanti giovani, così come la situazione relativa alla incidenza, ormai manifesta, di rendere commerciabile il malessere degli immigrati con associazioni che non si fanno scrupolo alcuno a inserirsi in quello che ormai più che un’azione di volontariato è un vero e proprio business.

Senza dimenticare che la caserma militare di Cutro è stata pensata in linea con le strategie di nuova difesa e pronto intervento delle forze armate in un contesto infuocato e problematico dal punto di vista politico-militare quale quello del Mediterraneo.

Infatti emerge con virulenza il quadro di rivolte e guerre che interessano tanto il Nord-Africa quanto il Medio-Oriente con risvolti anche umani, sociali ed economici intensi. Pertanto è anacronistico anche il solo pensare di concentrare le caserme militari al Nord dell’Italia, quando invece siamo noi del Sud e in particolare della Calabria vicini a queste zone di crisi e ne stiamo pagando il maggior prezzo visti gli sbarchi continui di gente disperata sulle nostre coste.

La caserma militare è anche un investimento strategico rispetto alle condizioni di avanzamento che vi potrebbero essere per la centralità che assumerebbe non solo il territorio di Cutro ma dell’intera provincia di Crotone edificando una nuova identità di sviluppo.

Invece sembra che questo nostro territorio debba scontare in maniera continuata l’assenza delle istituzioni regionali e governative che dovrebbero essere le prime a dare il buon esempio e mantenere i patti sottoscritti in un accordo di programma. Infatti il nostro territorio continua ad essere discriminato con omissioni su impegni precedentemente assunti e convogliando investimenti in altri contesti territoriali che ne hanno meno bisogno e che, del resto, ne sono meno adatti.
Pertanto ne risulta un abbandono totale del crotonese.

Rispetto al permanere di questa situazione intollerabile riteniamo che si debba procedere denunciando e attivando iniziative forti.  Se non si otterranno risposte certe non si escludono azioni eclatanti con la partecipazione attiva di tutta la popolazione locale.
 
Assessori Comune di Cutro
Antonio Lorenzano e
Gaetano Squillace

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