Carmela Mantegna promuove a Crotone laboratori di scrittura autobiografica per conoscersi meglio

In un mondo che corre veloce e sembra non fermarsi mai, con gente rapita da mille cose da fare o, di contro, inchiodata ad una sedia in un qualsiasi bar per interminabili partite di carte o davanti ad una macchinetta mangisoldi, c’è ancora chi decide di incontarsi, di riunirsi per indigare su se stesso.

Succede a Crotone, in un martedì pomeriggio qualsiasi ma che qualsiasi non è, in un luogo che è già tutto un programma.
Cos’è? Un bar, una libreria, un luogo di incontro, una ludoteca?
Più semplicemente è il Caffè Letterario di Via Veneto nella città pitagorica.
 
Qui una quindicina di persone, cooordinate dalla professoressa Carmela (Lina) Mantegna, si sono incontrate per il primo laboratorio stagionale di scrittura autobiografica “Dall’album di famiglia alla scrittura di sé”.
Già il posto è tutto un programma: un bambino gioca sul divano, un ragazzo strimpella una chitarra; c’è una bar ma ci sono libri dapertutto, qualcuno legge, la ragazza del bar serve un caffè…
Nella stanzetta riservata c’è già qualcuno con la responsabile dell’incontro Carmela Mantegna che dà il benvenuto, con cortesia ed amabilità, ad ogni nuovo arrivato.
 La Professoressa Carmela Mantegna di Crotone. Foto Rosario RizzutoLa prof., in pensione dalla sua cattedra di francese dal 1 settembre, da qualche anno si è dedicata, con impegno e passione, al counseling relazione realizzandone a Crotone una scuola in collaborazione con lo studio associato, a valenza nazionale con sedi in quasi tutte le regioni italiane, Prepos (che riunisce professionisti della formazione, della psicoterapia, dell’investigazione e del management).
 
La Mantegna, quando lavorava al Liceo Scientifico Filolao, aveva realizzato un servizio di counseling rivolto non solo agli studenti della scuola ma anche agli operatori scolastici ed ai genitori dei ragazzi: a tutti, in un determinato periodo della propria vita, può capitare un momento di crisi e si sente, si ha la necessità, di parlare con qualche persona che può aiutarci.
Carmela Mantegna da professoressa, da sempre vicina ai ragazzi ed agli altri, ha deciso di non vivere una pensione da vegetale e di restare ancora attiva e si è scelta un bel campo.
 
Il laboratorio tenutosi nei giorni scorsi aveva i seguenti obiettivi: conservare la memoria, esprimere e scoprire nuovi aspetti di sé, rivisitare e reinventare la propria storia di vita, ri/scoprire aspetti e figure della propria famiglia, sviluppare la consapevolezza del proprio vissuto attraverso il recupero visuale dei ricordi, riflettere sulle proprie emozioni e  relazioni e riconoscere le varie tipologie di personalità a partire dalle foto. Esso è stato ed è rivolto (infatti il laboratorio sarà riproposto in successivi incontri da stabilire e su tematiche che rispecchiano il modello di counseling relazionale Prevenire è Possibile) a persone che desiderano fare un bilancio del proprio vissuto personale e intraprendere un percorso di counseling per sviluppare un contatto più consapevole con se stessi e migliorare le proprie relazioni.
 
Nella saletta riservata del Caffè Letterario di Crotone le persone presenti a questo primo incontro dopo essersi presentate, sono partite da una foto (portata all’incontro o mentale per chi l’aveva dimenticata), da un ricordo, per indagare sulla propria personalità.
 
Chi è già avanti in questo percorso, spronato dalla Mantegna, ha spiegato come esistano varie tipologia di personalità: dall’avaro al ruminante, dal delirante allo sballone ed ancora l’apatico, l’invisibile, l’adesivo; ognuno, tra i nuovi, ha cercato di capire a quale di queste tipologie lui, ma anche i propri cari o amici, appartenesse.
L’incontro si è svolto in armonia e complicità; in alcuni momenti, seguendo le indicazioni della responsabile, sempre attenta e presente, con un sottofondo musicale, realizzando un test veloce per conoscersi, per farsi capire e capirsi.
 
Un bel momento, anzi due ore, corse veloci e dalle quali si è usciti con una consapevolezza maggiore di se stessi. Ma soprattutto con la consapevolezza che oltre ad aiutarsi, se si seguirà tutto il percorso e si parteciperà alla scuola di counseling relazioneale, il cui direttore nazionale è Vincenzo Masini, in futuro si potrebbe essere d’aiuto anche agli altri!
 

[Rosario Rizzuto]

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