Archive for October 24th, 2011

Perchè non sistemare qualche panchina vicino la Scuola Primaria di Scandale?

La foto che vedete sotto l'ho scattata con il cellulare davanti la Scuola Primaria di Scandale di Via Fratelli Bandiera.
E' successo l'altro giorno mentre aspettavo mio figlio Alessandro all'uscita di scuola e attorno a me c'erano tanti genitori, ma anche nonni o altri familiari: qualcuno aspettava in macchina altri erano in piedi a vari gruppi.

Spazio libero nel cortile della Scuola Primaria di Scandale. Perchè non sistemarci delle panchine? Foto Rosario RIzzuto con il cellulare Nokia N97Mi sono così chiesto perchè non sistemare alcune panchine negli spazi dove è possibile, come quello nella foto, per consentire, a chi non può o non vuole stare all'inpiedi di aspettare comodamente seduto?!

I soliti diranno: "Perchè non lo hai fatto tu quando eri asessore?" Rispondo: a parte che non ero assessore all'arredo urbano, se la cosa l'ho pensata ora che ci posso fare?

Altro suggerimento gratuito ai nostri solerti amministratori: se, come dite, non ci sono soldi, due tre panchine si potrebbero tranquillamente togliere da Via Nazionale dove, onestamente, a parte il periodo estivo, non servono a nulla così numerose e magari qualcuna si potrebbe sistemare anche in qualche altra parte del paese, mica solo in Via Nazionale si siede la gente?!

Sabato scorso a Soverato incontro sulla donazione degli organi

C’è Gino, sottoposto a un trapianto di polmoni: «vivo anche per lui, il mio donatore, che non c’è più: ho il dovere e il diritto di vivere». C’è Guido, affetto da fibrosi cistica, legge Seneca: «ecco il nostro errore: vediamo la morte davanti a noi e invece gran parte di essa è alle spalle: appartiene alla morte la vita passata».
C’è Jessica, un trapianto di polmoni lo scorso anno: «sono qui grazie alla donazione degli organi».
C’è, in platea, una mamma: «abbiamo dato gli organi perché nostro figlio prosegua nella vita».
Un momento dell'incontro sulla donazione organi del 22.10.11 a Soverato. Al Tavolo da sx, Gino Vespa, Serena Quattrucci, Giuseppe Tuccio, Maria Furriolo, Guido Passini. Foto by Rita Paonessa
A Soverato, presso il teatro comunale, nell’incontro sulla donazione degli organi "Vita è Dono – Dono è Vita", la malattia si chiama malattia e la morte si chiama morte, ma è la vita a prevalere. Il convegno rientra tra le iniziative della 9a settimana nazionale per la ricerca sulla fibrosi cistica. È stato fortemente voluto dal Centro regionale Fibrosi Cistica, ubicato presso l’ospedale civile di Soverato (Cz), dalla Lega Italiana Fibrosi cistica – Associazione Calabria e dalla Fondazione della ricerca per la Fibrosi cistica onlus – delegazione Soverato.

Per Giuseppe Tuccio, dirigente medico del Centro regionale Fibrosi cistica, momenti come questi, di incontro e confronto tra pazienti, familiari, dottori e cittadini, sono essenziali.
Dopo i saluti delle autorità, tocca a Serena Quattrucci, direttrice Centro regionale Fibrosi Cistica Lazio, far conoscere la fibrosi cistica e il trapianto di polmoni. La fibrosi cistica, la  malattia genetica più diffusa tra le popolazioni caucasiche, colpisce diversi organi tra cui i polmoni, il fegato e il pancreas. Chi ne è affetto, tra gli altri problemi, ha tosse continua e difficoltà nella crescita. Nello stadio più grave della malattia, subentra l’insufficienza respiratoria a cui si può ovviare solo con il trapianto dei polmoni. «Il valore etico del trapianto – ha detto la dottoressa Quattrucci – non dovrebbe mai essere messo in dubbio. Perché grazie al trapianto oltre 50.000 persone sono ancora in vita».

I dati snocciolati dalla dottoressa diventano racconti di vita e sofferenza vissuta nelle parole degli stessi pazienti. Gino Vespa, affetto da fibrosi cistica, ha subito un trapianto di polmoni. La sua vita era legata a doppio filo all’ossigeno che doveva portare sempre con sé. La mancanza di aria e la sofferenza erano divenute tali che desiderava di morire. Poi la chiamata per un trapianto. Il viaggio in aereo scortato dai militari. La corsa in ospedale in una città bloccata perché potesse arrivare prima possibile al centro trapianti – «ero diventato la priorità della società» dice commosso. Al risveglio: una vita nuova. Vissuta nella pienezza del respiro e nella consapevolezza che qualcuno non c’è più e qualcun’ altro soffre per la sua mancanza. Il pensiero di Gino va al suo donatore ogni giorno.

Jessica Pagano, paziente in cura presso il centro regionale fibrosi cistica di Soverato, sottoposta a trapianto di polmoni lo scorso anno, non è presente in sala. Ha, però, scritto una lettera in cui racconta il passaggio dalla salute alla sofferenza a una vita i cui tempi non sono più dettati dalla malattia.
Guido Passini, affetto da fibrosi cistica, affida il racconto delle sue emozioni alle poesie, sue e di chi si è scontrato con la malattia, e alle parole di Seneca. «A volte, una carezza/riempie un piccolo vuoto,/seppure per un secondo», recita la sua poesia, che apre Senza Fiato 2 – In ricordo di te, antologia sulla fibrosi cistica di cui è curatore.

«Questa serata è stata dedicata a chi non c’è più, Thomas Elena e tanti altri – conclude Maria Furriolo, psicologa del Centro regionale fibrosi cistica di Soverato – non arrendiamoci, ma, come dice Guido, indossiamo nuove ali e ricominciamo a volare».

All’incontro hanno partecipato anche gli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori di Soverato. Giuseppe Tuccio e Maria Furriolo, rispettivamente dirigente e psicologa del Centro regionale Fibrosi Cistica Calabria, sono andati nelle scuole per far conoscere la fibrosi cistica e i risvolti legati alla donazione degli organi. I ragazzi hanno, inoltre, visto “Verso Ovest, un soffio nuovo”, documentario di Frédéric Lebugle su sei ragazzi affetti da fc, che hanno subito un trapianto di polmoni, impegnati in un trekking nell’Ovest dell’Irlanda (tra questi, anche Gino Vespa).

L’iniziativa, patrocinata da Città di Soverato e Azienda Sanitaria Provinciale Catanzaro, ha ricevuto il sostegno di: Comprensorio scolastico di Soverato, Lega Italiana Fibrosi Cistica –sezione Calabria, Fondazione della ricerca per la Fibrosi cistica onlus – delegazione Soverato, AMMI (Associazione Mogli Medici Italiani), Lions International versante ionio Soverato, Davide e Guido – Insieme – Fibrosi Cistica Trust onlus.
Rita Paonessa

Un anno dalla rinascita: By.Ros, per la rabbia di chi mi vuole male, è ancora QUI!!!

Stanotte, ieri notte, non ha importanza: E' UN ANNO!

E' passato un anno dal mio ritorno, era giusto il 24 ottobre 2010 quando, dopo essermi reso conto che ormai era andata, scrissi questo.
Rosario Rizzuto continua ancora a battere colpi nonostante tutto e tutti. Foto Antonio Rizzuto
Ed ora eccomi ancora qui, Rosario By.Ros c'è e continua a battere colpi; non so se un anno fa me lo sarei aspettato che, dopo un anno, sarei stato ancora bene, l'importante e che lo sia nonostante tutto e tutti.

Nonostante lei, quella che non mi ascolta, che mi sta facendo fare due palle così, nonostante l'altra, mia madre, e l'altro mio padre, quello che voleva andare in America!!!

Ma quale America ed America, qua non si riesce ad andare manco a Papanice!!!

Ed i soldi non bastano mai, "no i soldi lo so che non danno la felicità immagina però come può stare chi non li ha… ah…" (Luca Carboni), già questi pezzi di carta, colorati, di merda che hanno rovinato e continuano a rovinare il mondo…

Anni fa, mentre mi trovavo a Roma, scrissi sul blog: "Una donna, un cane e via…", eh già a volte basterebbe poco per vivere, anche senza soldi, una vita felice!

Eh sì perchè mica tutte le donne sono come quella che non mi ascolta, certo ce ne sono tante che sono peggio (ma ci sono anche uomini peggio di me e quindi che se le prendessero loro!!!) ma ce ne sono tantissime meglio…
Cosa ho fatto di male per meritarmi una tale essere, di fatto vicino all'inutilità: a che serve pulire pulire pulire?! Che serve? se poi non sai vivere?!

E non riesco a staccare, dopo tutto quello che mi sta facendo in questi giorni, senza minimamente avere in mente cosa succedeva un anno fa, avrei tutte le ragioni per mandarla affanculo ma non ci riesco ed eccomi qua!

Non sono manco le tre, tra 4 ore devo essere in ufficio ma la voglia di mandare tutto a quel paese è forte: lavorare per chi? lavorare per cosa? se basterebbero una donna ed un cane per essere molto più felice di come sono ora a livello familiare.
Perchè sia chiaro, io me ne sbatto altamente del di lei comportamento e vado avanti per la mia vita e, nonostante lei, sto vivendo un bel periodo grazie soprattutto (oltre ai miei bimbi Antonio ed Alessandro che sono [quasi] sempre dalla mia parte) a quelle persone che mi vogliono bene e che mi stanno, in questo periodo, vicino.
Su tutte, in questa fase, in rigoroso ordine alfabetico, Monica, Petya, Piera e poi c'è sempre lei che non è andata mai via dalla mia vita nonostante tutto.
Inoltre, sono certo, ci sono altre persone che mi stanno vicino (oltre a quelle che lo fanno virtualmente e che sono anche importanti) col pensiero, certo non mi arriva immediatamente, ma sono certo che ci sono e mi vogliono bene!!!

Monica, Petya, Piera… alla fine non so se, senza di loro, sarei qui, sarei ancora qui a scrivere (per me scrivere equivale a vivere perchè quando sono "morto" non scrivo), a vivere appunto. 

Perciò, in questo giorno così speciale, giorno del mio ritorno vero sul mio piccolo blog, volevo mandare loro UN GRANDE GRAZIE!
Grazie di esistere, grazie di esserci, ognuna a modo vostro, ma ognuna in grado di starmi vicino, di spronarmi, di farmi continuare a vivere!!!
GRAZIEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!
Tutto il resto è noia…