L'associazione Fare Insieme sulla situazione delle ferrovie nel crotonese

Che si chiamino ferrovie della padania e non più ferrovie dello Stato, perché qui da noi ormai lo Stato non c’è più. Le ferrovie hanno deciso di tagliare l’Italia in due penalizzando, come sempre, e non poteva essere altrimenti, il sud.

È sempre la solita stessa storiella, un po’ il cane che si morde la coda, vengono tagliati i treni del meridione perché viaggiano vuoti, ma se ci fosse un’offerta diversa probabilmente viaggerebbero con molti più passeggeri. L’alta velocità di fatto si ferma a Napoli e pochissimi treni continuano verso sud. I biglietti sono cari, il servizio non dei migliori con carrozze vecchie e sporche e tempi di percorrenza dilatati.

Perché i cittadini dovrebbero preferire il treno? Il viaggio è più lungo e più costoso, forse un po’ più comodo, ma in tempi di crisi come questa la gente preferisce risparmiare privilegiando il trasporto su gomma. E poi c’è la nostra cara nostalgica e romanticissima linea ionica, rimasta praticamente uguale al 1875 anno in cui è stata ultima la costruzione. Da allora tanto traffico, poi da quando sono state dismesse le fabbriche una lenta agonia fino ad arrivare ai giorni nostri periodo in cui la stazione di Crotone non è più neanche di passaggio.
Logo Associazione Fare Insieme.Ormai i pochi treni che da sud risalgono la ionica arrivati a Catanzaro Lido si fermano o cambiano versante, lo stesso succede a Sibari con i treni che da nord arrivano al sud. Il disegno è chiaro, penalizzare sempre di più Crotone ed il suo territorio, la linea ionica ed il mezzogiorno. Per troppo tempo abbiamo ascoltato e creduto a chi ha promesso elettrificazione o raddoppio del binario. Affermazioni che appaiono ormai ai cittadini come utopie. Si è parlato di un raddoppio a macchia di leopardo nei punti cruciali, ma anche di questa proposta niente di concreto.

L’appello alle Istituzioni locali è chiaro e forte, riprendere il progetto della metropolitana di superficie per collegare Sibari da nord e Catanzaro Lido da sud all’aeroporto di Sant’Anna. L’amministrazione provinciale guardi bene nei propri cassetti perché dovrebbe avere qualcosa. Si contattino i vertici della Ntv (nuovo trasporto viaggiatori) e fare in modo da allungare le percorrenze dei propri treni e farli arrivare fino in Calabria. Oppure dare mandato a loro di organizzare questa metropolitana di superficie. Per questo tipo di iniziative non deve esserci crisi realizzare opere infrastrutturali è indubbiamente un volano per l’economia. Si deve creare un modello di trasporto integrato senza escludere nessuna componente, è chiaro come il sole che meglio funziona e più aumenta il numero dei passeggeri.

Il periodo nel quale scrivere della lenta agonia della linea ionica e della stazione ferroviaria di Crotone non è stato scelto a caso. Pochi giorni fa è stato l’anniversario della sciagura dei treni. Un giorno triste per Crotone. Ventidue anni fa dodici persone persero la vita per un impatto fra due treni dovuto ad errori umani ed un guasto alla linea. Tutto questo va ricordato, a quei morti senza nessuna colpa, se non di essere utenti di un servizio inefficiente deve andare il nostro pensiero. Dodici vite stroncate, dodici famiglie distrutte, una fatalità certo che però non deve essere dimenticata.

Come non deve essere dimenticata la solidarietà degli operai delle vicine fabbriche che incuranti delle conseguenze hanno lasciato gli stabilimenti, si sono lanciati fra le lamiere contorte per aiutare i soccorritori. Se il bilancio non è stato più tragico è grazie a loro.
 
 
Domenico Piro
Presidente Associazione
Fare Insieme

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