Archive for July, 2012

Un sogno che sta per avverarsi, l’Us Scandale quasi in Prima Categoria

La notizia è di quelle che esaltano un paese, almeno dal punto di vista sportivo, non c’è ancora l’ufficialità ma quasi sicuramente, nella stagione 2012/2013, lo Scandale del Presidente Domenico Marazzita disputerà il Campionato di Prima Categoria.
Per la formazione di Scandale sarebbe la prima volta dopo oltre 35 anni di storia calcistica.

Un momento dell'incontro di Lunedì 30 Luglio 2012. Foto Rosario Rizzuto con l'iPadIl sogno di Valentino Castagnino e degli altri si sta per avverare e allo Scandale viene restituito quello che stavano per raggiungere alla fine della passata stagione.

Infatti dopo aver vinto i Play Off di Seconda Categoria, per mancanza di posti in Prima Categoria non furono disputati gli spareggi tra i vari gironi e il sogno dello Scandale e dei suoi tifosi si spense sul nascere.

Ora i posti si sono creati (per mancate iscrizioni o ritiri di alcune squadre) e quindi è giusto che le prime ad essere promosse siano le squadre che hanno vinto i play off nella passata stagione e tra queste, quindi, anche l’Us Scandale.

E così nella serata di Lunedì 30 Luglio la società dello Scandale ha incontrato, nella sala consiliare del Municipio, un gruppo di tifosi alla ricerca di nuovi soci per far fronte alla tassa di iscrizione.

A differenza di altri anni, questa volta i presenti hanno risposto alla grande e praticamente il problema tassa di iscrizione (che tra una cosa e l’altra ammonta a circa 4.500 euro) è quasi risolto.

Ora entro mercoledì 1 Agosto bisogna formalizzare il tutto e quindi aspettare pochi giorni per avere l’ufficialità: l’Us Scandale in Prima Categoria, un sogno sportivo che si avvera!

Enzo Lucanto con il Presidente Domenico Marazzita e il direttore Sportivo Valentino Castagnino subito dopo la firma del contratto che lo lega all'Us Scandale per la prossima stagione (Foto Paolo Garofalo). Intanto sulla scia dell’entusiasmo, dopo la conferma praticamente di quasi tutta la squadra della passata stagione, ieri sera stessa il presidente Marazzita ha trovato l’accordo con il bomber scandalese Enzo Lucanto, che nella passata stagione dopo aver iniziato a Corigliano e poi passato per Cutro, aveva terminato la stagione a San mauro Marchesato, nella stagione che sta per iniziare Enzo vestirà, quindi, i colori bianco-azzurro dell’Us Scandale.

E la festa, dunque, può già iniziare!!!

A Pentone interessante iniziativa di integrazione di carcerati

PENTONE (CZ)  – Lodevole iniziativa del Direttore della Casa Circondariale di Catanzaro, Angela Paravati, che ha deciso di aderire ad una richiesta di collaborazione da parte del Rettore del Santuario “ Madonna di Termine” di Pentone, Don Gaetano Rocca.

Giunta nel penitenziario la notizia di voler effettuare dei lavori di manutenzione straordinaria nell’area esterna al Santuario impiegando dei detenuti come volontari, il Direttore della Casa Circondariale ha provveduto a predisporre dei programmi di trattamento individualizzati.

Ad essere coinvolti tre detenuti del circuito media sicurezza che sono stati impegnati in quest’attività di ripulitura dei giardini che circondano il Santuario, liberando il percorso della Via Crucis ostruito dagli incendi e dal maltempo. L’ammissione al lavoro dei suddetti detenuti è stata resa possibile grazie anche all’approvazione dei programmi da parte del magistrato di sorveglianza Antonella Magnavita.

Tali attività sono, anzitutto, finalizzate a rendere il tempo della detenzione “utile” ovvero un tempo produttivo in cui le abilità manuali e cognitive dei detenuti possano essere impiegate per la crescita personale e per permettere così agli interessati di elaborare un nuovo progetto di vita, ritrovando la dignità di vivere un’esistenza proiettata verso la legalità.

Tale esperienza si lega inoltre ai preparativi per la Festa della Madonna di Termine in programma la seconda settimana di settembre.

Come ogni anno infatti si parte con le pulizie e prima ancora con la pianificazione delle iniziative a cura del Comitato Festa che nel tempo si è preoccupato di fissare scadenze e dinamiche in modo da essere sempre in anticipo rispetto ai tempi. Prima quindi delle celebrazioni i preparativi e la collaborazione con la Casa Circondariale è un ottimo auspicio.

Ed ecco la settimana della festa della Madonna della Difesa a Scandale. Il clou dal 2 Agosto…

Programma Festa Madonna della Difesa 2012 a Scandale.

Domani, Venerdì 27 Luglio 2012, la sentenza per liberare la Banca di Scandale

Domani la sentenza sulla Banca di Credito Cooperativo di Scandale.

Scandalesi veri incrociate le dita (se ci fosse una giustizia giusta non ce ne sarebbe bisogno ma contro i massoni assetati di potere e denaro c’è da appigliarsi ad ogni cosa!!!) e speriamo di liberare la Banca dai conquistadores e dai loro lecchini…

Forza che ce la facciamo…

Il consigliere comunale Fabrizio Meo interviene sulla protesta degli operai Akrea a Crotone

Ieri mattina al Comune di Crotone si è vissuta una situazione davvero drammatica con la protesta di 12 operai dell’Akrea a rischio licenziamento, tre di loro si sono buttati addosso benzina minacciando di bruciarsi vivi, uno è salito su una finestra. Se ne è parlato abbondantemente ieri sulle tv locali e se ne parla oggi sui giornali.

Sulla vicenda interviene anche il consigliere comunale Fabrizio Meo: “Oggi (ieri per chi legge n.d.b.) è stata una giornata tragica per Crotone ..abbiamo assistito alla confessione di un fallimento economico ma soprattutto morale da parte di un’amministrazione e di un’intera classe dirigente.

Fabrizio Meo, consigliere comunale di Crotone (Foto dalla rete).In realtà quanto sta oggi avvenendo nella nostra città non ha niente di sorprendente, non vi è nulla di sorprendente nel dire che il Comune di Crotone versa in uno stato di dissesto economico, contrariamente a quanto parrebbe invece dalla lettura del bilancio di questi ultimi due anni. Il sottoscritto lo ha detto, lo ha scritto in tempi non sospetti e nessuno lo ha contestato o l’ha querelato, quindi se ne desume che la favola della amministrazione sonnecchiante ma virtuosa che ci è stata contrabbandata in campagna elettorale, era una fandonia, una miserevole propaganda.

Lo dimostra il fatto che vi è un’amministrazione comunale che pretenderebbe di non pagare la propria partecipata al 100%, l’Akrea, che ha già effettuato l’attività di manutenzione del verde pubblico, un’Amministrazione che vorrebbe scaricare la propria incompetenza sulle spalle di dodici lavoratori, padri di famiglia.

Non vi è nulla di straordinario nel dire che le risorse economiche che dovevano essere risparmiate ed utilizzate per pagare i dipendenti dell’Akrea che si voleva licenziare, sono state invece dilapidate per pagare privati, assoldati senza nessun bando, senza nessuna gara, tramite l’oramai famigerato “cottimo fiduciario”, incaricati di fare la stessa identica manutenzione straordinaria del verde che era stata affidata con convenzione appunto all’Akrea.

 Lo stesso servizio di cura del verde pubblico, i cittadini lo hanno  pagato tre o quattro volte, una volta all’Akrea che ha un contratto di manutenzione con il Comune di Crotone, il resto a soggetti privati. Duemila euro al mese a un privato per innaffiare e concimare qualche “grasta” posta sulle strade cittadine, il tutto senza neppure esperire una gara, determina n° 2062/2011 a firma nientedimeno che del  Capo Gabinetto del Sindaco, ulteriori centinaia di migliaia di Euro dispersi e sperperati in mille similari rivoli.

Quando poi invece si è trattato di gestire vere emergenze come la piaga del punteruolo rosso che ha distrutto e continua a distruggere il patrimonio paesaggistico ed ambientale costituito dalle nostre palme, allora si è stati incapaci di assumere qualunque tipo di determinazione efficace, altro che innaffiatura dei vasi di Via Raimondi, magari per una problematica così seria sarebbe stato persino auspicabile il coinvolgimento di ditte specializzate, anche presenti in loco, da selezionarsi tramite procedure trasparenti.

Di fronte ad un tale disastro amministrativo, abbia almeno il Sindaco il decoro di attribuire a se stesso la delega al verde pubblico e di assumersi direttamente la responsabilità di questo sfacelo, piuttosto che continuare a puntare il dito contro chi

vi scrive accusandolo di svolgere “politica da sottoscala” e persino di disfattismo.

Voglio ribadire che ogni qualvolta è stata espressa una motivata critica alle scelte di questa catastrofica amministrazione nello stesso tempo è stata fatta una proposta alternativa, risulta dagli atti.

Non è più possibile tacere, ognuno si assuma le proprie responsabilità e se non è in grado si dimetta, lasci la gestione della cosa pubblica a chi possiede migliori qualità etiche e competenze amministrative.

 Consigliere Comunale

Fabrizio Meo

Mattinando nei ricordi, Amore e cronaca…

Due anni fa, in questi giorni (stavo organizzando le manifestazioni dell’Estate Scandalese) la mia ultima crisi. Fortissima, senza scampo, i miei sogni svaniti in un attimo. Il buio, una vita senza prospettiva, l’incubo, lei che ride, come sempre… .

Poi a fine ottobre 2010 la rinascita.

Ne è passata di acqua sotto i ponti, il programma in radio ed ora la collaborazione con CalabriaUno Tva della quale sono anche il Direttore Responsabile, mica cazzi!!!

Ma il ricordo di quel luglio è dentro me e non lo dimenticherò mai così come la superficialità di tanta gente…

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Se due persone si vogliono bene e stanno bene insieme, in presenza come al telefono o su Facebook ed è per entrambi una gioia condividere il loro tempo libero e non, perchè non dovrebbero farlo?
Che senso hanno frasi del tipo: è meglio che ci sentiamo di meno e via dicendo.
Perchè  in una vita già sofferta, si deve soffrire anche quando c’è gioia?

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Una bimba è morta perchè le hanno fatto una flebo con il latte, una mamma invece ha fatto tatuare la figlia di 9 mesi, due notizie diverse ma che non possono sollevare critiche ed inbdignazione: BASTA, li vogliamo trattare come si deve i bimbi, vogliamo avere più rispetto per loro…

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Qui a Scandale stiamo aspettando Circe, la pertubazione che sta portando pioggia e brutto tempo anche al Sud d’Italia.
Qui nel mio paesello, invece, solo 4 gocce prima e poi nulla. Certo non fa il caldo dei giorni scorsi ed è nuvoloso ma io sto sudando, nonostante sia praticamente nudo, lo stesso!

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Girano  le mie tante foto sul mio salva screen, pezzi di merda fotografati in passato intervallate dalle mie albe serene, i miei bimbi che giocano allegri e le foto dell’Us Scandale, donne bellissime dei tanti concorsi di bellezza che ho seguito e sagre paesane: certo che ne ho fatte di foto… 

No ai manicomi… Firmate la petizione…


La controriforma “Ciccioli”, lo spettro della riapertura dei manicomi, un attentato alle libertà civili

La cd. legge Basaglia, nota anche come “Legge 180″, risale al 1978 e riguardava gli “Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori“: la normativa prevedeva la chiusura dei manicomi, regolamentava il TSO – Trattamento Sanitario Obbligatorio ed istituiva i “Servizi di igiene mentale” pubblici.

No alla riapertura dei manicomi...E’ indubbio che tale legge quadro (la cui concreta applicazione era dunque lasciata alle Regioni) presentasse lacune e che non sia stata applicata in maniera “ottimale”, ma attualmente alla Camera, in commissione Affari Sociali, è stata approvata una norma che, qualora l’iter legislativo terminasse positivamente, potrebbe permettere la riapertura dei manicomi, poiché prevede che “non serve il consenso del paziente per trattamenti extraospedalieri prolungati”ciò riapre la porta all’istituzione dei manicomi, qualunque nome si voglia dare a strutture (ospedaliere ed extraospedaliere) nelle quali possano essere rinchiuse persone per mesi, fino ad un anno.

Chi non ricorda come fossero i manicomi, si prenda un bel libro, possibilmente con tante foto…o si faccia un giro in rete: l’entusiasmo e la nostalgia per certe strutture scomparirà d’incanto…

Non che i problemi non ci siano: chiunque abbia avuto a che fare con i vari Centri/Servizi di Igiene Mentale (i cd. CIM o SIM), adesso Dipartimenti di Salute Mentale (i DSM), e sia mai stato in un reparto psichiatrico, in qualsiasi veste e per qualsiasi ragione, conosce o ha potuto anche solo “respirare” la difficoltà di gestione delle persone che presentano un disturbo mentale. E i problemi per tante famiglie.

Ma c’è anche il rovescio della medaglia e soprattutto c’è il rischio di lasciare la porta socchiusa per l’abuso, col pericolo di ledere gravemente diritti umani, ancor prima che civili.

Basta conoscere un po’ di storia (si pensi ai nazisti, ma non solo loro purtroppo), o essersi interessati a come nel tempo si siano evoluti fino ad oggi alcuni metodi “di controllo” dell’avversario politico, religioso o anche semplicemente scomodo, per provare autentici brividi di terrore: tanto per dire, ex multis, non sono troppo lontani i tempi in cui l’ex amante (o consorte) di un uomo in vista diveniva improvvisamente pazza e quindi inattendibile in tutto e per tutto.

Ma anche a non voler “scomodare” aspetti che potrebbero essere tacciati di paranoia, basti semplicemente pensare al fatto che ancora oggi, nel 2012, nessuno pare in grado di stabilire con oggettiva certezza cosa sia la malattia mentale, nemmeno il famoso manuale diagnostico DSM, classe 1952, che l’anno prossimo arriverà alla V edizione (con ancora più disturbi da poter diagnosticare).

Il DSM, infatti, più che un manuale è un calderone ed alla fine della fiera, basta davvero poco per essere etichettati con una patologia psichiatrica, più o meno preoccupante, spesso in base ad una diagnosi differenziale (termine medico per indicare il famoso metodo del “Se non è zuppa, sarà pan bagnato…”, ovvero l’andare per esclusione…).

Immaginate di essere rinchiusi in un luogo con le sbarre alle finestre e le porte bloccate, in base ad una diagnosi differenziale o solo perchè i vostri parenti sono andati a riferire al medico che siete strani e magari avevate avuto problemi di depressione o simili…

Si fa presto a dire “malato mentale”, con tutto il carico di pregiudizi che questo comporta, ma in realtà molti studiosi e medici addirittura dubitano che esista una malattia mentale in senso proprio (tra tanti, Thomas Szasz, psichiatra, che con il suo testo “Il mito della malattia mentale” ha scardinato parte della psichiatria moderna, ispirando tra l’altro la riforma Basaglia), mentre altri sospettano che dietro al dilagare di tante diagnosi psichiatriche, ci sia il caro vecchio soldo, traino delle industrie farmaceutiche (cfr. “Storia segreta del male oscuro” di Gary Greenberg).

E qualcuno si domanda il perché del numero crescente di bambini improvvisamente affetti da ADHD (ovvero “Reazione ipercinetica dell’infanzia” o “Sindrome da iperattività infantile”), a cui vengono somministrati psicofarmaci: quando e come, è stato deciso che essere bambini, e non comportarsi come bambole, è divenuta una malattia?

Ma si sa, basta etichettare come “complottistiche” o paranoiche certe correnti di pensiero, e tutti son sereni, nessuno si sente minacciato da questo status quo, finché non ci si ferma a pensare: e se lo facessero a me?

E se improvvisamente non mi potessi più sentire libero di esprimere un’opinione, fare o affermare qualcosa, per paura che mi arrivi un TSO tra capo e collo, come una spada di Damocle pendente, perchè il mio psichiatra mi ritiene su di giri (in mania, in termine medico) o altro?

Legalmente ci sono strumenti di tutela contro il TSO, ma nella pratica non sono efficaci: nel tempo in cui possono venire azionati, il TSO è già stato applicato, ed inoltre non è ben chiaro quali tutele restino nella nuova legge…

E ora, viene votata la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari (dove ci sono persone giudicate socialmente pericolose, nell’ambito di un processo giudiziario e non con qualche visita ambulatoriale, ndr), perchè ritenute (a ragione) strutture lesive dei diritti dei malati, mentre si vuole cambiare nome al TSO, che attualmente può durare sette giorni (prorogabili!) – e sette giorni di ricovero contro la propria volontà, obbligati a prendere farmaci, sono eterni, credo – e permetterne l’applicazione per un anno?

In poche parole, un anno di TSO e presso strutture extraospedaliere (magari private, con relativi risvolti economici)?

Questa è una forma di detenzione, di reclusione.

Già adesso, con la normativa attuale, si registrano casi di abuso: basti pensare a quanto denunciato sull‘ospedale Niguarda di Milano1 dove la Asl è sotto accusa per maltrattamenti e decessi di malati psichiatrici, per comprendere quanto sia delicata questa materia e quanto sia concreto il rischio di trattamenti disumani, abusi, violazioni di diritti, ecc.

Non dobbiamo permetterlo.
Che le famiglie e chi sta male non debbano essere abbandonati, che la legge Basaglia non sia stata applicata come si doveva, è vero, ma non si possono calpestare i diritti umani e civili delle persone, non si può ricorrere alla coercizione, se non per extrema ratio.

Ci vogliono cautele e garanzie, non ricoveri prolungati senza consenso: oggi è toccato al vicino di casa un po’ “toccato”, ma potrebbe accadere a ciascuno di noi o ai nostri figli.

Non dobbiamo permetterlo.

Potete fare qualcosa anche voi nel vostro piccolo, firmando la petizione on line sul sito http://manicomionograzie.it/ dove potrete trovare anche il testo integrale della proposta di legge in materia di assistenza psichiatrica.

Bastano pochi secondi.

mf

http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/11/23/news/milano_la_denuncia_di_telefono_viola_morti_e_abusi_nei_reparti_di_psichiatria-9422309/

Fonte: http://laspetezza.wordpress.com/

Lettera del figlio a Paolo Borsellino del quale oggi ricorre il ventennale dalla tragica morte terrena…

Le lacrime scendono sole e non è bello piangere qui. Non è giusto morire… figurarsi per mano di altri uomini, figurarsi quando si è una persona buona e giusta.

Trovate 10 minuti del vostro prezioso tempo per leggere questa lettera scritta dal figlio di Paolo Borsellino al Papà, un Papà con la P maiuscola, un grande uomo che avrebbe cambiato l’Italia. Sono passati 20 anni, è arrivato berlusconi (se fossero rimasti in vita Falcone e Borsellino, berlusconi non sarebbe mai arrivato!!! loro non avrebbero permesso che un tale soggetto governasse l’Italia!!) e l’Italia è ancora quel paesacchio di merda che Falcone e Borsellino avrebbero  a quest’ora cambiato nonostante tutto e tutti.

Potrei scrivere mesi, ma non servirebbe, per un’emozione vera e da brividi, leggete cosa scrive al Papà il figlio di Paolo Borsellino…

Paolo Borsellino, agenda rossa. 20 anni oggi senza di lui. Foto da Facebook

“Grazie caro Papà”

Il primo pomeriggio di quel 23 maggio studiavo a casa dei miei genitori, preparavo l’esame di diritto commerciale, ero esattamente allo “zenit” del mio percorso universitario. Mio padre era andato, da solo e a piedi, eludendo come solo lui sapeva fare i ragazzi della scorta, dal barbiere Paolo Biondo, nella via Zandonai, dove nel bel mezzo del “taglio” fu raggiunto dalla telefonata di un collega che gli comunicava dell’attentato a Giovanni Falcone lungo l’autostrada Palermo-Punta Raisi. 

Ricordo bene che mio padre, ancora con tracce di schiuma da barba sul viso, avendo dimenticato le chiavi di casa bussò alla porta mentre io ero già pietrificato innanzi la televisione che in diretta trasmetteva le prime notizie sull’accaduto. Aprii la porta ad un uomo sconvolto, non ebbi il coraggio di chiedergli nulla né lui proferì parola.

Si cambiò e raccomandandomi di non allontanarmi da casa si precipitò, non ricordo se accompagnato da qualcuno o guidando lui stesso la macchina di servizio, nell’ospedale dove prima Giovanni Falcone, poi Francesca Morvillo, gli sarebbero spirati tra le braccia. Quel giorno per me e per tutta la mia famiglia segnò un momento di non ritorno. Era l’inizio della fine di nostro padre che poco a poco, giorno dopo giorno, fino a quel tragico 19 luglio, salvo rari momenti, non sarebbe stato più lo stesso, quell’uomo dissacrante e sempre pronto a non prendersi sul serio che tutti conoscevamo.

Ho iniziato a piangere la morte di mio padre con lui accanto mentre vegliavamo la salma di Falcone nella camera ardente allestita all’interno del Palazzo di Giustizia. Non potrò mai dimenticare che quel giorno piangevo la scomparsa di un collega ed amico fraterno di mio padre ma in realtà è come se con largo anticipo stessi già piangendo la sua.Dal 23 maggio al 19 luglio divennero assai ricorrenti i sogni di attentati e scene di guerra nella mia città ma la mattina rimuovevo tutto, come se questi incubi non mi riguardassero e soprattutto non riguardassero mio padre, che invece nel mio subconscio era la vittima. Dopo la strage di Capaci, eccetto che nei giorni immediatamente successivi, proseguii i miei studi, sostenendo gli esami di diritto commerciale, scienze delle finanze, diritto tributario e diritto privato dell’economia. In mio padre avvertivo un graduale distacco, lo stesso che avrebbero percepito le mie sorelle, ma lo attribuivo (e giustificavo) al carico di lavoro e di preoccupazioni che lo assalivano in quei giorni. Solo dopo la sua morte seppi da padre Cesare Rattoballi che era un distacco voluto, calcolato, perché gradualmente, e quindi senza particolari traumi, noi figli ci abituassimo alla sua assenza e ci trovassimo un giorno in qualche modo “preparati” qualora a lui fosse toccato lo stesso destino dell’amico e collega Giovanni. 

La mattina del 19 luglio, complice il fatto che si trattava di una domenica ed ero oramai libero da impegni universitari, mi alzai abbastanza tardi, perlomeno rispetto all’orario in cui solitamente si alzava mio padre che amava dire che si alzava ogni giorno (compresa la domenica) alle 5 del mattino per “fottere” il mondo con due ore di anticipo. In quei giorni di luglio erano nostri ospiti, come d’altra parte ogni estate, dei nostri zii con la loro unica figlia, Silvia, ed era proprio con lei che mio padre di buon mattino ci aveva anticipati nel recarsi a Villagrazia di Carini dove si trova la residenza estiva dei miei nonni materni e dove, nella villa accanto alla nostra, ci aveva invitati a pranzo il professore “Pippo” Tricoli, titolare della cattedra di Storia contemporanea dell’Università di Palermo e storico esponente dell’Msi siciliano, un uomo di grande spessore culturale ed umano con la cui famiglia condividevamo ogni anno spensierate stagioni estive.

Mio padre, in verità, tentò di scuotermi dalla mia “loffia” domenicale tradendo un certo desiderio di “fare strada” insieme, ma non ci riuscì. L’avremmo raggiunto successivamente insieme agli zii ed a mia madre. Mia sorella Lucia sarebbe stata impegnata tutto il giorno a ripassare una materia universitaria di cui avrebbe dovuto sostenere il relativo esame il giorno successivo (cosa che fece!) a casa di una sua collega, mentre Fiammetta, come è noto, era in Thailandia con amici di famiglia e sarebbe rientrata in Italia solo tre giorni dopo la morte di suo padre.Non era la prima estate che, per ragioni di sicurezza, rinunciavamo alle vacanze al mare; ve ne erano state altre come quella dell’85, quando dopo gli assassini di Montana e Cassarà eravamo stati “deportati” all’Asinara, o quella dell’anno precedente, nel corso della quale mio padre era stato destinatario di pesanti minacce di morte da parte di talune famiglie mafiose del trapanese. Ma quella era un’estate particolare, rispetto alle precedenti mio padre ci disse che non era più nelle condizioni di sottrarsi all’apparato di sicurezza cui, soprattutto dolo la morte di Falcone, lo avevano sottoposto, e di riflesso non avrebbe potuto garantire a noi figli ed a mia madre quella libertà di movimento che negli anni precedenti era riuscito ad assicurarci.

Così quell’estate la villa dei nonni materni, nella quale avevamo trascorso sin dalla nostra nascita forse i momenti più belli e spensierati, era rimasta chiusa. Troppo “esposta” per la sua adiacenza all’autostrada per rendere possibile un’adeguata protezione di chi vi dimorava. Ricordo una bellissima giornata, quando arrivai mio padre si era appena allontanato con la barchetta di un suo amico per quello che sarebbe stato l’ultimo bagno nel “suo” mare e non posso dimenticare i ragazzi della sua scorta, gli stessi di via D’Amelio, sulla spiaggia a seguire mio padre con lo sguardo e a godersi quel sole e quel mare.Anche il pranzo in casa Tricoli fu un momento piacevole per tutti, era un tipico pranzo palermitano a base di panelle, crocché, arancine e quanto di più pesante la cucina siciliana possa contemplare, insomma per stomaci forti. Ricordo che in Tv vi erano le immagini del Tour de France ma mio padre, sebbene fosse un grande appassionato di ciclismo, dopo il pranzo, nel corso del quale non si era risparmiato nel “tenere comizio” come suo solito, decise di appisolarsi in una camera della nostra villa. In realtà non dormì nemmeno un minuto, trovammo sul portacenere accanto al letto un cumulo di cicche di sigarette che lasciava poco spazio all’immaginazione.

Dopo quello che fu tutto fuorché un riposo pomeridiano mio padre raccolse i suoi effetti, compreso il costume da bagno (restituitoci ancora bagnato dopo l’eccidio) e l’agenda rossa della quale tanto si sarebbe parlato negli anni successivi, e dopo avere salutato tutti si diresse verso la sua macchina parcheggiata sul piazzale limitrofo le ville insieme a quelle della scorta. Mia madre lo salutò sull’uscio della villa del professore Tricoli, io l’accompagnai portandogli la borsa sino alla macchina, sapevo che aveva l’appuntamento con mia nonna per portarla dal cardiologo per cui non ebbi bisogno di chiedergli nulla. Mi sorrise, gli sorrisi, sicuri entrambi che di lì a poche ore ci saremmo ritrovati a casa a Palermo con gli zii.Ho realizzato che mio padre non c’era più mentre quel pomeriggio giocavo a ping pong e vidi passarmi accanto il volto funereo di mia cugina Silvia, aveva appena appreso dell’attentato dalla radio. Non so perché ma prima di decidere il da farsi io e mia madre ci preoccupammo di chiudere la villa. Quindi, mentre affidavo mia madre ai miei zii ed ai Tricoli, sono salito sulla moto di un amico d’infanzia che villeggia lì vicino ed a grande velocità ci recammo in via D’Amelio.

Non vidi mio padre, o meglio i suoi “resti”, perché quando giunsi in via D’Amelio fui riconosciuto dall’allora presidente della Corte d’Appello, il dottor Carmelo Conti, che volle condurmi presso il centro di Medicina legale dove poco dopo fui raggiunto da mia madre e dalla mia nonna paterna. Seppi successivamente che mia sorella Lucia non solo volle vedere ciò che era rimasto di mio padre, ma lo volle anche ricomporre e vestire all’interno della camera mortuaria. Mia sorella Lucia, la stessa che poche ore dopo la morte del padre avrebbe sostenuto un esame universitario lasciando incredula la commissione, ci riferì che nostro padre è morto sorridendo, sotto i suoi baffi affumicati dalla fuliggine dell’esplosione ha intravisto il suo solito ghigno, il suo sorriso di sempre; a differenza di quello che si può pensare mia sorella ha tratto una grande forza da quell’ultima immagine del padre, è come se si fossero voluti salutare un’ultima volta. 

La mia vita, come d’altra parte quella delle mie sorelle e di mia madre, è certamente cambiata dopo quel 19 luglio, siamo cresciuti tutti molto in fretta ed abbiamo capito, da subito, che dovevamo sottrarci senza “se” e senza “ma” a qualsivoglia sollecitazione ci pervenisse dal mondo esterno e da quello mediatico in particolare. Sapevamo che mio padre non avrebbe gradito che noi ci trasformassimo in “familiari superstiti di una vittima della mafia”, che noi vivessimo come figli o moglie di …..desiderava che noi proseguissimo i nostri studi, ci realizzassimo nel lavoro e nella vita, e gli dessimo quei nipoti che lui tanto desiderava. A me in particolare mi chiedeva “Paolino” sin da quando avevo le prime fidanzate, non oso immaginare la sua gioia se fosse stato con noi il 20 dicembre 2007, quando è nato Paolo Borsellino, il suo primo e, per il momento, unico nipote maschio.

Oggi vorrei dire a mio padre che la nostra vita è sì cambiata dopo che ci ha lasciati ma non nel senso che lui temeva: siamo rimasti gli stessi che eravamo e che lui ben conosceva, abbiamo percorso le nostre strade senza “farci largo” con il nostro cognome, divenuto “pesante” in tutti i sensi, abbiamo costruito le nostre famiglie cui sono rivolte la maggior parte delle nostre attenzioni come lui ci ha insegnato, non ci siamo “montati la testa”, rischio purtroppo ricorrente quando si ha la fortuna e l’onore di avere un padre come lui, insomma siamo rimasti con i piedi per terra. E vorrei anche dirgli che la mamma dopo essere stata il suo principale sostegno è stata in questi lunghi anni la nostra forza, senza di lei tutto sarebbe stato più difficile e molto probabilmente nessuno di noi tre ce l’avrebbe fatta. 

Mi piace pensare che oggi sono quello che sono, ossia un dirigente di polizia appassionato del suo lavoro che nel suo piccolo serve lo Stato ed i propri concittadini come, in una dimensione ben più grande ed importante, faceva suo padre, indipendentemente dall’evento drammatico che mi sono trovato a vivere.D’altra parte è certo quello che non sarei mai voluto diventare dopo la morte di mio padre, una persona che in un modo o nell’altro avrebbe “sfruttato” questo rapporto di sangue, avrebbe “cavalcato” l’evento traendone vantaggi personali non dovuti, avrebbe ricoperto cariche o assunto incarichi in quanto figlio di …. o perché di cognome fa Borsellino. A tal proposito ho ben presente l’insegnamento di mio padre, per il quale nulla si doveva chiedere che non fosse già dovuto o che non si potesse ottenere con le sole proprie forze. Diceva mio padre che chiedere un favore o una raccomandazione significa mettersi nelle condizioni di dovere essere debitore nei riguardi di chi elargisce il favore o la raccomandazione, quindi non essere più liberi ma condizionati, sotto il ricatto, fino a quando non si restituisce il favore o la raccomandazione ricevuta.

Ai miei figli, ancora troppo piccoli perché possa iniziare a parlargli del nonno, vorrei farglielo conoscere proprio tramite i suoi insegnamenti, raccontandogli piccoli ma significativi episodi tramite i quali trasmettergli i valori portanti della sua vita.

Caro papà, ogni sera prima di addormentarci ti ringraziamo per il dono più grande, il modo in cui ci hai insegnato a vivere…

Nottatando di Luglio: Amicizia, Alfredo Provenzali, Meeting del Mare e tetta fuori a Veline…

“Tu ti lamenti, ma che ti lamenti, pigghia nu bastuni e tira fori i denti… Tu ti lamenti, ma che ti lamenti, pigghia nu bastuni e tira fori i denti…” il ritornello cantato da un gruppo di musica popolare (Sono i “Marvanza Reggae Sound” che sono stati anche al primo Maggio di Roma) è accattivante qui su “Vacanze al Sud” su Video Calabria 8, a me ricorda Le Rivoltelle che lo cantano nel loro primo cd, traccia 14, un purpurì di più canzoni popolari.

Quello che canta è bravo ed anche gli altri in scena, non si capisce la presenza di una ragazza vestita di rosso che sullo sfondo a mo di scenografia fa finta di suonare le tastiere, con tante ragazze che la sanno suonare davvero che ci sono in giro…

E’ buio, lì all’orizzonte il faro di Capo Colonna fa pio pio, si accende, rimane circa 5 secondi spento (visto da Scandale, in realtà lui gira) e poi si riaccende, un po’ più in là, le pale oliche del parco eolico di Isola Capo Rizzuto, posto sotto sequestro ieri, continua la sua funzione da albero di Natale, con le sue lucine rosse che si accendono e spengono. Secondo la Procura c’è ‘ndragheta anche qui, gli Arena come sempre. Da qualche parte ho letto anche che le pale girano a vuoto, senza cioè essere collegate alla rete elettrica ma a questo, cazzo, non voglio credere…

Può finire una bella amicizia dopo 14 mesi e 12 giorni? Sì se era a senso unico, sì se tu per lei avresti dato la vita e lei nulla, sì se lei si incaponisce in situazioni assurde e non segue uno, ma dico uno dei tuoi consigli. MISSIONE FINITA! Non mi si dica che io non ci ho provato… .
Anche se il suo pensiero continua costante e non sarà facile dimenticarla, fare a meno di minuti e minuti di telefonate, di decine di sms, del suo tono dolce di voce, dei suoi sorrisi… . Passerà… . C’è chi dimentica i figli e le moglie morti… figuriamoci…

Da ieri non c’è più Alfredo Provenzali, voce di “Tutto il calcio minuto per minuto, voce indimenticabile della mia adolescenza quando non saltavo una domenica senza ascoltare il programma radiofonico (allora ancora doveva arrivare Simona Ventura ed il suo programma e Sky e Mediaset Premium non erano manco nei sogni!). Leggendo il pezzo di Xavier Jacobelli, mi commuovo. Ciao Alfredo. Mi associo pure io: saluta Ameri e Ciotti e dai un bacio alla mia Valentina, tutti lì vicino al Signore… come la brava gente.

Non come tanti pezzi di merda che avete lasciato su questa strana terra e che proprio non volete chiamare a voi anzi far precipitare nel profondo inferno!!! Ne conosco qualcuno che proprio non ha nulla da fare e da dare qui, non ha senso che rimane ad occupare spazio anche se la sua presenza sulla terra ha di certo un senso nel progetto del santo Dio!

E su Video Calabria (Cnr) ricordano Alfredo Provenzali; ascolto la sua voce e sono brividi ed ancora lacrime. Non c’è un motivo, mica lo conoscevo di persona, chissà perchè!!! Chissà che voli pindarici fa la mia mente oppure ho troppe lacrime in sospeso, in mpizziddu!!!

Finisci la tv intelligente su Video Calabria 8, inizia quella inutile e da idioti, ancora di più a quest’ora: chi volete che alle 03,48 guardi una telenovelas?! Cambio canale…

Su Calabria Tv c’è quell’ominicchio di Mario Gerardo Oliverio, il sangiovannese che comanda la Provincia di Cosenza; se la Provincia di Crotone non ha i numeri per rimanere è anche un po’ colpa sua che anni fa non fece annettere a Crotone, la cittadina di San Giovanni in Fiore. Forse non sarebbe bastato ma poi sarebbe potuto toccare a Cariati e Botricello ed ora, forse, ora non faremo certi discorsi… . Brutti se si pensa a largo raggio alla Provincia di Crotone, bello se si pensa ai politici della Provincia, soprattutto ad alcuni, che vadano a lavorare sti scalda poltrona che non hanno fatto un cazzo per i loro territori (ad eccezione di qualche raccomandazione e qualche posticino di lavoro tanto per garantirsi un po’ di voti a vita!!!) e voi ne conoscete qualcuno che dovrà reinventarsi la propria vita. Ma spero che la Provincia di Crotone rimanga, ma che vadano fuori dai coglioni questi mangia pane a tradimento…

Mentre in tv si parla di Lega Pro e Serie D e delle squadre che non si potranno iscrivere sul mio salva screen appare una foto scattata al Verano di Roma ad un incontro per Rino Gaetano del 2 giugno. C’è lei, più bella che mai.
Che rabbia però se penso a Rino! Si sarebbe dovuto svolgere un festival a lui dedicato a Crotone ma il Crotonese parla di disaccordi tra Anna Gaetano e l’assessore Piero Cotronei del Comune di Crotone; sembra che Anna Gaetano abbia chiesto la metà del budget previsto e logicamente non era possibile e quindi ha messo di mezzo gli avvocati, cosa non nuova per lei. Crotone perde una parte della sua stagione estiva e noi fans di Rino la possibilità che tutta questa estate fosse dedicata a lui e che si parlasse di lui, si vede che questo ad Anna Gaetano non interessa, ma sono in attesa di sapere anche la sua di versione… .

Sono le 04,00. Stamane la mia sveglia biologica è suonata ancora prima.

Gino Foglia a sinistra con Massimo Proietto (a dx) e un attore. Foto Rosario RizzutoStasera ad Isola Capo Rizzuto c’è la quindicesima edizione de Meeting del Mare, presentato da Massimo Proietto e da Roberta Morise con ospite d’eccezione Gigì d’Alessio. Ho chiamato l’organizzatore Gino Foglia per gli inviti (non per me, io entro come giornalista) e, dopo le promesse e la sua voce gentile, ora il piccolo uomo crotonese (io lo conosco bene e presto scriverò un po’ su di lui facendo ricorso ai mie tanti ricordi ed al mio archivio) non risponde al telefono, anzi me lo chiude in faccia. Più dai e meno ricevi: è sempre così e Gino Foglia ha la memoria corta. Ogni anno di questi tempi ha i suoi 15 minuti di finta celebrità e nelle sue viscere si sente un semidio ma tutti sanno chi è e cosa è!!!

Ultimo giorno di ferie, poi c’è la domenica e lunedì, finalmente, si torna a lavoro in attesa di sapere che fine farò l’anno prossimo, che fine farà la mia scuola, chi sarà il mio prossimo capo ed i miei prossimi colleghi. Questa prima trance di ferie non è stata granchè, spero di rifarmi ad agosto.

Intanto la cronaca non va in ferie, succede di tutto, come l’assassino Schettino che incassa 57 mila euro grazie a Salvo Sottile per fare un’intervista al programma “Quinta Colonna” di Mediaset. Ora su TGCOM 24 alla Zanzara ascolto Selvaggia Lucarelli che ha criticato il fatto che Schettino è stato pagato ed è stata attaccata dalla Mediaset.
Intanto silvio berlusconi (il cainano come lo chiama Marco Travaglio) è ritornato in campo ma su questo non dico nulla sennò mi querelano!!!

Ieri sera, invece, a Veline, appena si è presentata una delle concorrenti, vedendo come era vestita ho previsto che al balletto le sarebbero uscite fuori le tette, non ci crederete ma all’ultima mossa dello stacchetto una tetta è volata fuori, mio figlio Alex, la sua amica Francesca, che era con lui, e Mimma non potevano crederci che ci avessi preso!

E non ero l’unico ad aspettare l’oops, guardate questo video (avevo anche previsto che dopo cinque minuti il video della tetta sarebbe stato on line, azzeccata anche questa!!!):

Immagine anteprima YouTube

Buon sabato e buon fine settimana a tutti voi…

Solo un incubo…

Ho sbattuto la fotocamera ad un muro, strappato la tessera di giornalista, buttato dal terzo piano il pc, bruciato le mie video camere… poi ho acceso Canale 5 ed ho iniziato a guardare Uomini e Donne e Beutiful, sono uscito ed ho iniziato a fare su e giù su via Nazionale, su e giù all’infinito, senza meta…

Rosario Rizzuto di Scandale. AutoscattoMe ne sono andato al mare e ho fatto la spola tra l’acqua e la sdraio, sole e mare e niente più.
Ogni tanto lanciavo l’occhio alla ventenne vicina di ombrellone e lei ricambiava con un sorriso.

Mi ha anche chiesto l’amicizia su Facebook ed ora amoreggiamo follemente tra telefono e rete. Intanto lei aspetta, contenta la fessa… .

Da quando non faccio un cazzo, sono diventato più interessante, ci sono tante donne che amano gli uomini banali, gli uomini inutili, gli uomini che non hanno mai fatto nulla di utile ed importante nella vita.
E così eccomi su Badoo a cercare di queste donne ed a trovarne a decine, ognuna pensa di esser la prima!

Sono diventato anche bugiardo, dico una caterva di fesserie e la cosa mi eccita da morire. Certo qualcuna ogni tanto viene scoperta ma dopo le mie donne mi amano ancora di più. Il motivo non l’ho capito ma sembra funzioni così!!!

Anche mia moglie mi ama di più, un marito che non fa un cazzo è un tesoro da tenersi stretto e non gli importa più di tanto delle mie conquiste, lei dice che sono un uomo ed è giusto che ogni tanto mi diverta un po’. Mah le donne!!!

Per fortuna si accende la tv impostata come sveglia su RaiNews 24, le mie notizie mattutine, la fotocamera sul comodino, il pc ancora acceso sull’articolo da completare. Era solo un incubo, una vita non mia per fortuna.
Sono sempre Rosario Rizzuto e ne vado fiero…

Già pubblicata su Facebook il 10 Luglio 2010.

Mercoledì 11 Luglio tutti a Roma a circondare il Parlamento…

Mercoledì 11 tutti a Roma a circondare il Parlamento...

La Pro Loco di Scandale a Pallagorio per la Festa della Mietitura

La Pro Loco di Scandale con l’arrivo del nuovo presidente Gianni Scalise ha acquisito nuova linfa e, in questi mesi, si è data molto da fare organizzando varie iniziative.

La Pro Loco di Scandale a Pallagorio. Foto Pro Loco di Scandale.Domenica 8 luglio, alcuni dei componenti della Pro Loco di Scandale hanno partecipato alla ‘Festa della Mietitura’ di Pallagorio.

Sul blog della Pro Loco è possibile visualizzare le foto scattate a Pallagorio che potete vedere anche direttamente cliccando qui.

L’ A m o r e . . .

Chi ti vuole bene darebbe la vita per te!

Voi avete qualcuno che darebbe la sua vita per voi? No?! Allora non avete alcuno che vi vuole bene.

IO NON HO ALCUNO CHE MI VUOLE BENE!!! NESSUNO!!!

Dare Amore, donarsi, Amarsi: Tutto qui!!!Paventano, ammiccano, dichiarano! A parole siamo tutti bravi, ma poi?! Non esiste l’Amore incondizionato, l’Amore che dà la vita… non esiste.

C’è gente che dice di volerti bene e poi si perde in un tappo d’acqua. Chi ti vuole bene ti segue, ti pensa, ti cerca, ti dà quello che a lui non costa alcunchè ma che a te da tanto… Senza pensieri: dà per Amore o solo perchè tu lo vuoi! DA’. Che bel verbo: DARE… DARSI… Darsi a chi si vuole bene, a chi ti vuole bene e per Te darebbe la vita. Facile no?!

Che ci vuole per la quadratura del cerchio. NULLA!!!

Amare ed amarsi o, come mi piace dire a me ormai da tempo: AMARSI: TUTTO QUI!!! E che cazzo!!! Non dovrebbe essere difficile. Ed invece… Chi ama sta alla finestra mentre ci incaponiano con amori assurdi ed irreali.

Amori che ci rubano la nostra vita, il tempo, amori che ci rubano alla VITA… Amori che non esistono se non nella nostra mente o a parole… C’è gente che non è in grado di amare se non se stesso, c’è gente che è brava a mentire anche sui sentimenti… .

Ho visto donne amare delinquenti, ho visto donne fissarsi in storie d’amore ed odio senza senso, passare da “a quello non lo chiamo più: è finita” ad “amore mio dove sei, sto arrivando!!!”.

Facendo un salto nel buio senza fine, nell’incubo che non finisce… . L’Amore ce l’abbiamo davanti, non è difficile capire l’Amore, non è difficile capire chi ci Ama da chi si ama.

Ma non basta guardarlo negli occhi, gli occhi sanno mentire, e nemmeno seguire il cuore, spesso drogato da un amore a senso unico!

Provateci… non fatevi ingannare… 

‘Musica x Sempre’ di Scandale si mostra a Cotronei

COTRONEI - Presto a Cotronei ci sarà una scuola di musica che già tanti successi ha riscontrato in un altro comune della nostra Provincia, infatti le basi ci sono già e se tutto andrà per il meglio nella prossima stagione, quindi da ottobre, l’Associazione “Musica x Sempre” di Scandale aprirà una sezione della sua scuola di musica a Cotronei.

Sarebbe la prima per l’associazione presieduta da Gianni Carvelli che da alcuni anni opera con un successo quasi esponenziale, in quanto ad alunni iscritti, a Scandale.

Per dare un assaggio delle potenzialità della scuola di musica scandalese, mercoledì 27 giugno sera nell’auditorium della Chiesa di San Nicola Vescovo di Cotronei, si è tenuta una replica, in versione un po’ ridotta, del saggio di fine anno della scuola “Musica x Sempre” che si era tenuto domenica 24 giugno a Scandale.Musica x Sempre di Scandale a Cotronei. Foto Rosario Rizzuto

Gli allievi di Scandale ma anche dei paesi vicini che frequentano la scuola del centro collinare crotonese più alcuni ragazzi di Cotronei, già allievi di pianoforte, ma privatamente, del maestro Raffaele Zumpano che insegna anche presso la scuola di Scandale, hanno dato saggio delle loro abilità e capacità intrattenendo il pubblico presente in discreto numero nonostante la serata caldissima.

A presentare la serata di Cotronei è stata la brava Teresa De Paola che ci ha tenuto a ringraziare, da parte dell’Associazione, l’assessore Isabella Madia e tutta l’amministrazione Belcastro nonché Ester Stumpo e Tatiana Viuber e il professore Domenico Stumpo.

A rompere il ghiaccio delle esibizioni, invece, ci hanno pensato un gruppo di ragazze della fascia B di canto: Tiziana Costanzo, Francesca Frandina, Camilla Ierardi, Vanessa Iuliano e Carol Olivo che hanno proposto un brano intitolato ‘L’Arcobaleno’ che hanno interprateto anche tramite la lingua dei segni (l.i.s.).

E quindi toccato a tre ragazzi più grandi che fanno parte della fascia C preparati dalla maestra Sabrina Zumpano che hanno proposto brani tratti dai film di animazione o da musical: Maria Sofia Squillace ha proposto ‘Quando viene dicembre’, Elisa Lucà ‘Mulan – Il mio riflesso’ e Vincenzo Carvelli ha cantato ‘Music of the night’ tratto dal musical ‘Il Fantasma dell’Opera’.

Dal canto alla chitarra con in scena le brave Anna Maria Paparo e Roberta Barberio e quindi il pianoforte con le esibizioni di Antonio Cerrelli, Carol Olivo, Melania Carvelli, Vanessa Iuliano per la fascia A e Valentina Papaleo della fascia B.

Antonio Emanuele Rizzuto alla batteria a Cotronei. Foto Rosario RizzutoMolto applauditi anche i ragazzi di Cotronei seguiti nel corso di pianoforte dal maestro Zumpano: Ginevra Barletta che ha proposto ‘Minuetto in sol’ di Bach, Antonio Caria che ha suonato ‘Op 36 n°. 1 in tre tempi’ di Clementi e Adele Vaccaro con ‘Aria’ di Allevi.

E’ stata quindi la volta dello spazio dedicato a ‘L’Altra Musica’, quasi un passaggio dalla musica classica a quella moderna, alcuni alunni della scuola si sono così esibiti ai rispettivi strumenti proponendo un ‘Boogie Boogie’ e ‘The lions sleeps tonight’ tratto da ‘Il Re Leone’.

Non poteva mancare la batteria insegnata dal maestro Fedele Pingitore e che a Cotronei ha visto in scena il bravo Giovanni Miletta.

Questo spazio ha preceduto il momento più atteso da molti, ossia il tributo a Rino Gaetano; con continui cambi agli strumenti, suonati dai ragazzi della scuola, anche molto piccoli, sono state proposte dai cantanti della scuola ben sei canzoni del compianto cantatre crotonese-romano fino alla famossima ‘Gianna Gianna’ cantata da Vincenzo Carvelli e dalla maestra Sabrina Zumpano e con tutta la band che indossava il famoso capello a forma di cilindro simile a quello indossato da Rino Gaetano al Festival di Sanremo del 1978.

Camilla Ierardi suona il piano a Cotronei. Foto Rosario RizzutoIl tutto fatto con molta maestria nonostante i cambi, ‘in diretta’, di postazione dei vari musicisti; prima del brano che ha chiuso la serata è intervenuto il presidente dell’Associazione ‘Musica x Sempre’ di Scandale, Gianni Carvelli, che ha spiegato il motivo della loro presenza a Cotronei e della possibilità che a breve anche a Cotronei possano iniziare i corsi di musica, incitando le persone presenti alla condivisione delle inizative per cercare di fare sempre di più per il bene dei nostri paesi.

E così, per far partire questo progetto, in questi giorni sono stati distribuiti dei coupon da compilare per avere una lezione gratuita da parte di uno degli insegnanti della scuola, una lezione che non sarà vincolonate e che si terrà entro la fine di luglio a Cotronei.

ROSARIO RIZZUTO

In attesa… dell’alba…

Sapevo che dalla mia costa, la jonica, non si potesse fotografare il tramonto, ma non mi era mai capitato di non poter fotografare il sole che nasce dal mare. E’ successo stamane: sono in spiaggia in attesa dell’alba e il sole è già sorto alle mie spalle. Fa nulla, ne è valsa lo stesso la pena, che paesaggi fantastici.
Inizia luglio, il mese estivo più coerente, e questa breve vacanza ci voleva proprio. Stamane sarà un giorno speciale, spero che i miei sogni si realizzino ma, come ho già scritto su Facebook, anche l’attesa è stata molto inebriante!
Baciate la vita…