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Acquistate il Dvd sul V-Day dell'8 settembre per aiutare a preparare quello del 25 aprile

E’ facile esprimere solidarietà a parole, manifestare la propria vicinanza a Beppe Grillo caricando i suoi banner sul proprio blog, ricopiando qualche suo post.

E’ facile, molto facile e non costa nulla.

Certo è un bene ma nulla di più.

Il 25 aprile 2008, però, ci sarà il secondo V-Day, dopo quello dell’8 settembre 2007, questa volta per la Libera Informazione.

Organizzare una manifestazione simile ha dei costi e per finanziare il tutto Beppe Grillo ha realizzato un Dvd sul primo V-Day tenutosi a Bologna: "Parlamento Pulito", che viene messo a disposizione sul sito di Grillo.

Per questo Dvd il prezzo lo decide ognuno di noi (anche gratis pagando solo 4,05 Euro per le spese di spedizione se acquistato con carta di credito altrimenti c’è da pagare anche il balzello del contrassegno ma sono soldi che non vanno a Grillo sia chiaro), un Dvd ad offerta libera insomma.

Il mio è arrivato Mercoledì 5 Marzo ed ho offerto alla causa 10 euro più le spese di spedizione (grazie alla carta di credito di mia sorella Maria ho risparmiato il contrassegno).

Se volete anche voi contribuire alla causa, diventare parte attiva per cercare di cambiare le cose, potete acquistare il Dvd cliccando qui.

Per di più il Dvd è anche interessante e molto bello, con interventi oltre che di Grillo anche di Marco Travaglio, Sabina Guzzanti, Massimo Fini, Maurizio Pallante, i ragazzi di Ammazzatecitutti con Aldo Pecora, Luciano Ligabue, Alessandro Bergonzoni, il commovente intervento di Lino e Patrizia Aldrovandi (cliccate sui loro nomi per aprire il blog dedicato al loro figlio che non c’è più e per conoscere la vera storia di un omicidio di Stato o meglio realizzato da animali di Stato), genitori di Federico il ragazzo ucciso da quattro poliziotti di MERDA!!! (quelli non tutti) e tanti altri.

Contribuiamo tutti assieme perchè solo insieme ce la possiamo fare!

Impiccate Mimmo Crea!

Ieri mi sono limitato a segnalare un link della notizia nel box messaggi.

Ho voluto far sedimentare la notizia, se avessi scritto avrei fatto danni (ora ne stanno parlando su Rtl 102,5) ma non è che la rabbia mi sia passata, anzi!

Domenico Crea non è una bravissima persona!
Il Fac Simile elettorale di Domenico Crea alle ultime elezioni regionali. Foto dalla rete
Quello che avrebbe fatto è assurdo e abominevole, nessuno lo dice apertamente ma a parte i soldi che avrebbe rubato e avrebbe fatto rubare a manbassa, il consigliere regionale ex Udc, ex Margherita (8.212 voti dubbi i suoi), corteggiato dall’Udeur di Cirino Pomicino, ora nella Nuova (ma va!!!) Dc di Rotondi, di fatto viene fortemente sospettato di essere coinvolto nell’UCCISIONE del Presidente del Consiglio Regionale, Francesco Fortugno.

Sulla foto segnaletica scrivono che era un medico, ma si vede che ha un’espressione da persona poco raccomandabile.

"All’epoca le mie tre braccia erano Pino, Bruno e il mongolo di Sandro. Mi hai capito? e sono tutti miliardari… Il più fesso di loro è miliardario" questo uno dei tanti illuminanti discorsi intercettati dagli inquirenti.

Per Mimmo Crea i 10.000 euro al mese "guadagnati" da un consigliere regionale sono briciole rispetto a quello che si può guadagnare ("2.000 miliardi – di lire - me li gestivo io per i cazzi miei" dice) a modo suo "elegantemente".

E poi la clinica, Villa Anya, degli orrori, pazienti morti nella sua clinica (data in mano alla moglie Angela Familiari, al figlio Antonio e alla moglie di questo Laura Autelitano) e fatti figurare deceduti nell’ospedale di Melito Porto Salvo, pazienti abbandonati a se stessi, alle cure esclusive di infermieri (medici non ce ne sono quasi mai) che "fanno fuori i pazienti" nell’attesa che il dottorino torni dall’asilo dove ha accompagnato il figlio.

Il nostro presidente della giunta regionale, Agazio Loiero, ha mangiato per mesi al fianco di Mimmuzzu e non si è mai accorto di niente, NON SI DIMETTE ma dice che si costituirà parte civile nel processo.

Siamo all’assurdo!!!

Sono contrario alla pena di morte per principio, fermo sostenitore che Saddam Hussein non doveva essere impiccato, ma Mimmo Crea, se saranno confermate le occuse  e sarà dimostrata la sua colpevolezza, !

Reset! Ora!

Se ci svegliamo, forse, ce la possiamo ancora fare!!! 

Il Meetup Grillini Crotonesi tra De Magistris e Pino Masciari

Lo scenario della manifestazione davanti al tribunale di Crotone. Foto Rosario Rizzuto
La protesta degli extracomunitari, di cui vi ho parlato ieri, me la sono trovata davanti; in realtà io mi stavo recando a Crotone, nelle vicinanze del Tribunale, dove era in corso una manifestazione Pro De Magistris da parte dei due Meetup di Beppe Grillo di Crotone e di altre associazioni della cittadina pitagorica. Sono arrivato giusto in tempo per fare qualche foto.

Irene Magistro, organizer del Meetup "Grillini crotonesi",presente al sit-in, in merito a questa vicenda aveva dichiarato: "Ieri era stato necessario uccidere uno dopo l’altro due giudici, Falcone e Borsellino, che, da soli, combattevano una lotta impari, che lo Stato Italiano ha sempre evitato di combattere.
Oggi non serve più neanche il tritolo, oggi basta, alla luce del sole, avocare un’indagine nella quale uno dei pochi giudici coraggiosi rimasti, Luigi De Magistris, stava per arrivare al livello degli "intoccabili", perchè tutto continui a procedere come stabilito.
Siamo giunti alla fine della Repubblica Italiana e dello Stato di Diritto.
Clemente Mastella visto da chi non lo può vedere.Foto Rosario Rizzuto
In un paese civile il ministro Mastella non avrebbe potuto chiedere il trasferimento del Pm De Magistris titolare dell’inchiesta in cui è indagato il suo stesso capo di governo e lo stesso ministro. Se la decisione del Procuratore Generale non verrà immediatamente annullata dal C.S.M., saremo di fronte alla fine dell’indipendenza della magistratura e in conseguenza dello stesso Stato di Diritto".

Comunque la solidarietà al giudice De Magistris è stata manifestata e speriamo che questa situazione si risolva al meglio.
Alcuni dei responsabili del sit-in. Al centro Irene Magistro a dx Enzo Frustaci. Foto Rosario Rizzuto
Intanto gli impegni del Meetup "Grillini crotonesi" continuano ed oggi saremo impegnti a Catanzaro, al villaggio Guglielmo di Copanello per il
Pino Masciari Day.

Un altro appuntamento per cercare di far cambiare le cose che non vanno in questa Italia sempre più alla deriva dove i delinquenti e gli imbroglioni progrediscono e le persone perbene soffrono!
L'imprenditore Pino Masciari. Foto dalla rete
Vi aspettiamo numerosi.

Ancora su Annozero per il Crotonese

Un gruppo di componenti dell Meetup Grillini Crotonesi presenti a Catanzaro per il collegamento con Annozero. Foto Rosario Rizzuto
CATANZARO –
Negli ultimi tempi sono tanti i movimenti nati a Crotone per difendere i diritti della città, dei cittadini e farsi sentire.

E di certo queste associazioni non potevano mancare all’incontro tenutosi giovedì 4 ottobre presso l’auditorium del Liceo Galluppi di Catanzaro che prevedeva il collegamento in diretta con la trasmissione di Rai Due Annozero condotta da Michele Santoro che si sarebbe occupata del caso del Pubblico Ministero Luigi De Magistris, del quale il Ministro della Giustizia, Clemente Mastella ha chiesto il trasferimento sul quale oggi, si pronuncerà il Consiglio Superiore della Magistratura (Csm).

Che Crotone fosse presente in maniera massiccia lo si capiva già arrivando al teatro infatti ad accogliere le tante persone accorse, all’esterno della struttura, un banchetto del movimento “Insieme ce la possiamo fare” per la raccolta firme pro De Magistris che ricordava ai calabresi e non solo, che “A Crotone restituite 6.000 tessere elettorali contro l’illegalità e i poteri occulti e a favore dello sviluppo”.

All’interno poi si distinguevano chiaramente i due Meetup di Beppe Grillo: “Grilli crotonesi” capeggiato da Irene Magistro e Pietro Ragno e il “Meetup libero” guidato da Enzo Frustaci e Alessandro Cuomo e l’associazione “Crotone non si tocca” con in testa Pietro Infusino e Franco Valenti.
Crotone non si tocca presente a Catanzaro per la trasmissione Annozero. Clicca x vedere dettaglio. Foto Rosario Rizzuto
Una presenza senza ribalta televisiva quella dei movimenti crotonesi considerato che erano previsti in scaletta, così come po è stato, gli interventi dell’associazione “Adesso ammazzateci tutti” ed in particolare di Aldo Pecora leader del movimento e di Rosanna Scopelitti, figlia del giudice ucciso dalla mafia.

Ma non c’erano solo i crotonesi, c’era infatti tantissima gente giovedì sera nell’auditorium catanzarese, qualche politico come Beniamino Donnici, giornalisti e uomini della tv calabrese, Lino Polimeni conduttore di Articoli 21, Antonella Grippo conduttrice di Perfidia, Gianvito Casadonte, direttore del Magna Grecia film festival e altri ma soprattutto tantissima gente comune, dai disoccupati di Catanzaro, ai tantissimi movimenti presenti sul territorio primo fra tutti l’associazione "Adesso ammazzateci tutti" divenuta per l’occasione "Adesso trasferiteci tutti", i ragazzi del Liceo Galuppi e di altre scuole cittadine.

Dallo studio Michele Santoro ha coordinato i collegamenti non solo con Catanzaro (dove a condurre c’erano Sandro Ruotolo e Beatrice Borromeo) ma anche con Potenza con altri ospiti ed altre storie, e poi da Milano con il giudice Clementina Forleo e inoltre sono stati mostrati vari servizi tra cui un’intervista esclusiva girata ad agosto, prima che succedesse lo scandalo, proprio da Sandro Ruotolo con Luigi De Magistris che ha raccontato cose aberranti per un paese democratico come l’Italia.

A Catanzaro si segue la trasmissione dal maxischermo dell’auditorium in religioso silenzio, si applaude agli interventi chiarificatori di Michele Santoro che in due parole riesce a rendere chiaro quello che illustri ospiti con troppi interessi da difendere (come per esempio il sottosegretario alla giustizia Luigi Scotti) non riescono a dire, proprio non ce la fanno e brancolano nel buio.
Il primo intervento da Catanzaro ad Annozero visto dall'auditorium. Clicca x vedere come lo si è visto in tv. Foto Rosario Rizzuto
Fallito un primo intervento dal capoluogo di Regione calabro, finalmente arriva anche il tempo perchè parlino i giovani di Catanzaro, tocca ad un ragazzo nemmeno 18enne aprire gli interventi e gli applausi non tardano ad arrivare poi c’è Aldo Pecora del Movimento "Adesso ammazzateci tutti" e poi Santoro stesso chiede a Beatrice Borromeo se c’è in sala Rosanna Scopelliti la figlia del giudice calabrese ucciso dalla ‘ndrangheta.

Rosanna è lì, emozionata e commossa e racconta la storia del suo papà, forte e tenace come sempre: "Non sarò contenta finchè ogni persona responsabile dell’omicidio di mio padre non sarà in galera"; è convinta – per questo è tornata in Calabria – che qualcosa stia cambiando anche nella punta d’Italia.

I presenti commentano quello a cui stanno assistendo durante le poche pause pubblicitarie, l’idea che qualcosa stia cambiando davvero è seria, molti sono soddisfatti di poter un giorno dire "io c’ero". La solidarietà verso il giudice De Magistris è tangibile.

Da sx Franco Valenti e Pietro Infusino del Comitato Crotone non si tocca. Foto Rosario Rizzuto.

ROSARIO RIZZUTO

AnnoZero da Catanzaro: io c'ero!!!

L'auditorium di Catanzaro durante Annozero. Foto Rosario Rizzuto
Quasi una supplica "Mastella ti sei preso la Scuola lasciaci De Magistris".

Questo uno dei tantissimi cartelloni presenti nella serata di giovedì 4 ottobre 2007 nell’auditorium del Liceo Galluppi di Catanzaro da dove è stato effettuato un collegamento in diretta con la trasmissione di Rai Due, Annozero.

La Scuola è la Scuola di Magistratura che Mastella ha trasferito a Catanzaro vicino a casa sua, Benevento, De Magistris è quel Pubblico Ministero, quell’uomo di Stato il quale invece di essere aiutato dagli organi competenti nel svolgere le sue funzioni viene ostacolato e ne viene chiesto al Consiglio Superiore della Magistratura, il trasferimento in altra sede per interrompere indagini che scottano, che coinvolgono uomini di Stato non ultimo lo stesso Ministro Mastella.

C’era tantissima gente ieri sera nell’auditorium, qualche politico, Beniamino Donnici, giornalisti e uomini di tv Calabra, Lino Polimeni conduttore di Articoli 21, Antonella Grippo conduttrice di Perfidia, Gianvito Casadonte, direttore del Magna Grecia film festival  ma soprattutto tantissima gente comune, dai disoccupati di Catanzaro, al movimento "Crotone non si tocca", dai Meetup di Beppe Grillo di tutta la Calabria all’associazione "Adesso ammazzateci tutti" divenuta per l’occasione "Adesso trasferiteci tutti".

Dallo studio Michele Santoro ha coordinato i collegamenti non solo con Catanzaro (dove c’erano Sandro Ruotolo e Beatrice Borromeo) ma anche con Potenza, e poi con il giudice Clementina Forleo e venivano mostrati vari servizi tra cui un’intervista esclusiva girata ad agosto, prima che succedesse lo scandalo, proprio dal Ruotolo con Luigi De Magistris che ha raccontato cose aberranti per un  paese democratico come l’Italia.
Gli organizer dei Meetup Calabresi di Beppe Grillo. Foto Rosario Rizzuto
A Catanzaro si segue la trasmissione dal maxischermo dell’auditorium in religioso silenzio, si applaude agli interventi chiarificatori di Michele Santoro che in due parole riesce a rendere chiaro quello che illustri ospiti con troppi interessi da difendere (come per esempio il sottosegretario alla giustizia Luigi Scotti) non riescono a dire, proprio non ce la fanno e brancolano nel buio.

Fallito un primo intervento da Catanzaro, finalmente arriva anche il tempo perchè parlino i giovani di Catanzaro, tocca ad un ragazzo nemmeno 18enne aprire gli interventi e gli applausi non tardano ad arrivare poi c’è Aldo Pecora del Movimento "Adesso ammazzateci tutti" e poi Santoro stesso chiede a Beatrice Borromeo se c’è in sala Rosanna Scopelliti la figlia del giudice calabrese ucciso dalla ‘ndrangheta.
Rosanna Scopelliti e Beatrice Borromeo. Foto Rosario Rizzuto
Rosanna è lì, emozionata e commossa e racconta la storia del suo papà, forte e tenace come sempre: "Non sarò contenta finchè ogni persona responsabile dell’omicidio di mio padre non sarà in galera" e convinta – per questo è tornata in Calabria – che qualcosa stia cambiando anche nella punta d’Italia.

I presenti commentano quello a cui stanno assistendo durante le poche pause pubblicitarie, l’idea che qualcosa stia cambiando davvero è seria, molti sono soddisfatti di poter un giorno dire "io c’ero" ma se quello a cui abbiamo assistito ieri sera è andato davvero in onda per oltre due ore sul secondo canale della Rai perchè stamattina siamo sicuri che non arriveranno le dimissioni di Clemente Mastella mentre ci sarà ancora da attendere la decisione del Consiglio Superiore della Magistratura sul destino del Pm napoletano De Magistris? Perchè?

Ma le parole sono poca cosa di fronte alle immagini scattate a Catanzaro.

Nonostante i miei perchè, credo fortemente che questa volta qualcosa stia cambiando davvero, d’altra parte siamo in Italia mica in Birmania. O No? Cazzo!!!

Il mio pezzo sulla manifestazione antimafia di Reggio Calabria in esclusiva per Area Locale

Uno degli striscioni presenti alla manifestazione antimafia di Reggio Calabria. Foto Rosario Rizzuto
REGGIO CALABRIA -
“Si dice sempre che voi giovani siete il futuro ma io vi dico che voi giovani siete il presente della Calabria” dice anche questo Monsignor Vittorio Luigi Mondello, Arcivescovo di Reggio Calabria, aprendo gli interventi dal palco montato in tutta fratta all’ultimo momento (che qualcuno abbia voluto boicottare i giovani del movimento “Ammazzateci tutti”?) in piazza Duomo a Reggio Calabria nell’ambito dell’iniziativa contro tutte le mafie “Consenso negato!” tenutasi sabato 17 febbraio 2007 in una bellissima e calda Reggio Calabria ma distratta e poco partecipe a questa significativa iniziativa che ha avuto anche l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Napolitano.

Un corteo pacifico, partito da piazza De Nava intorno alle 10,30, al quale hanno partecipato tante associazioni e tanti cittadini provenienti un po’ da tutta la Calabria, ad eccezione della provincia di Crotone, da dove l’unico presente è stato chi scrive ma anche dalla Sicilia, e da altre parte d’Italia come la Campania, Lecco, Firenze, dal Lazio e altre regioni.

Valentina, Marzia, Stefano, Michele, Emanuele e Don Fabrizio sono partiti il giorno prima alle 18,20 in treno da Lecco per esserci, hanno preferito la marcia contro le mafie che quella a loro più vicina di Vicenza contro l’America. Ma sono stati un’eccezione, la maggior parte dei movimenti ha preferito la più mediatica Vicenza che la dimenticata Reggio Calabria.

Silenzio assoluto sull’iniziativa di Aldo Pecora, leader di “Ammazzateci tutti”, e degli altri non solo dai giornali nazionali ma finanche dalle testate regionali (a parte qualche eccezione come Telespazio Calabria o Calabria Ora) che solo a manifestazione svolta, tanto per dare la notizia, hanno dedicato un po’ di spazio all’iniziativa che quindi non ha avuto la giusta pubblicità se non quella fattasi dai ragazzi stessi sulla rete e da chi ha accolto il loro invito come Beppe Grillo sul suo Blog o Rai Educational che ha realizzato gratuitamente lo spot pubblicitario dell’iniziativa.
Da Cosenza Calabria protagonista. Foto Rosario Rizzuto

Così insieme ai ragazzi dell’associazione locrese c’erano l’associazione “Rete per la Calabria. Punto e a capo”, il movimento “Libera”, il movimento “Addio Pizzo Catania”, gruppi di Legambiente, simpatizzanti dei Comunisti Italiani, l’associazione culturale “PicAsso”, il sindacato della Polizia di Stato UilPs, ci sono quelli di “Governo Civico Uniti per la città” di Reggio Calabria alcuni gruppi scout, tantissimi studenti e gente comune.

Certo al corteo non ci saranno i 10.000 che Aldo Pecora dichiara ai microfoni della brava Valeria Baldo de “La Vita in Diretta” ma nemmeno i 500 riportati da certi media falsa e asservita al potere che non si sono presi nemmeno la briga di andare a Reggio Calabria.

Lungo il corteo, aperto dallo striscione dei ragazzi di Locri, sul quale oltre al bimbo con il medio alzato si legge una frase del giudice Paolo Borsellino: “Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo”, seguiti dai confaloni dei seguenti comuni: Polistena, Maropati, Rosarno, Galatro, Cittanova, Taurianova, Palmi, Anoia, Melicucco, Guardavalle e Gioia Tauro, da alcuni sindaci con fascia tricolore e pochi rappresentanti politici come il Deputato del Pdci Fernando Pignataro e l’Assessore Regionale sempre del Pdci Michele Tripodi,  ci sono decine di striscioni.
L'assessore Regionale del Pdci a Reggio Calabria alla manifestazione antimafia intervistato da un cronista. Foto Rosario Rizzuto Alcuni dei confaloni comunali presenti a Reggio Calabria alla manifestazione antimafia. Foto Rosario Rizzuto 

Leggiamo: “Chi lotta può perdere… Chi non lotta ha gia perso. Ernesto Guevara”, “Voi: gente che spara. Noi: gente che spera” , alcuni ragazzi del Liceo classico Tommaso Campanella scrivono “Contro l’ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto”, alcune persone vittime della mafia come Rosanna Scopelliti figlia del giudice Antonino ucciso nel 1991 e i genitori del medico di Barcellona Pozzo di Gotto, Attilio Manca, suicidato dalla mafia due anni fa a Viterbo procedono nel corteo reggendo uno striscione su cui sta scritto: “Non lasciamoci soli. Beato il popolo che non ha bisogno di eroi”, alcune studentesse universitarie di Cosenza sfilano con uno striscione dove oltre alla data dell’evento c’è scritto a caratteri cubitali “Nessun compromesso!” e ancora “Bella Ciao contro mafia e il silenzio”, su un altro striscione si legge “Calabria Protagonista Ora o mai più”, su un altro cartellone si legge “Per sconfiggere la mafia non basta l’esercito italiano, ci vuole quello americano”, e ancora “Mafia no grazie, meglio lottare”, su dei volantini, distribuiti da un associazione anti racket di Catania si legge: “Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità” e tanto di numero telefono 095 7151764, e a seguire “Noi coltiviamo sogni voi merda”, “Abbattiamo il muro dell’omertà”, una ragazza regge il seguente cartello “Vivi nella stessa strada, prendi il caffè nello stesso bar… alla fine di sembrano come te! Noi ci dobbiamo ribellare! Prima di abituarci alle loro facce, prima di non accorgerci più di niente. Peppino Impastato”, alcune ragazze dell’Istituto Magistrale T. Gulli di Reggio Calabria reggono un cartellone con scritto: “Noi ci siamo e voi avete paura?” e sembra quasi diretta a quelle tante persone che camminano sui marciapiedi di corso Garibaldi, tutti presi dallo shopping di Carnevale e quasi snobbando chi sta manifestando per loro.
Un altro striscione presente a Reggio Calabria. Foto Rosario Rizzuto  

Cartelloni anche da fuori regione: “Il forum dei giovani di Montoro Superiore (Avellino) vicino ai ragazzi di Locri per gridare insieme No alla mafia”, una mamma coraggio, Liliana Esposito, manifesta con un cartellone con la foto del proprio figlio Massimiliano Carbone “Un ragazzo di Locri” che il 17 febbraio 2007 non c’era più da 868 visto che è stato ucciso nel 2004 dalla ‘ndrangheta forse per un delitto d’onore e ancora altri striscioni e scritte dei quali vi potete fare un’idea anche visitando la nostra galleria fotografia.

Poco dopo mezzogiorno il corteo arriva in piazza Duomo, dove però il palco è in fase di montaggio, così in molti sia per i pullman e i treni che partono sono costretti ad andare via.

Quando si inizia a parlare di gente ne è rimasta poca ma dopo l’intervento di Monsignor Mondello che deve scappar via, ci pensa il leader Aldo Pecora dal palco a scaldare gli animi dei presenti.

Aldo ne ha per tutti, contro il “Consiglio Regionale più indagato d’Italia, contro chi non è lì con loro a manifestare. Contro i media: “Debbono delle scuse non solo a noi quanto al Presidente Napolitano visto che in molti non hanno riportato nemmeno il suo messaggio” Se la prende con i commercianti di Reggio Calabria che, rivela, in tutto per la manifestazione hanno contribuito con un elemosina di 70 euro scarsi. Roba da brividi quando magari poi ne pagano molti di più a testa al mese per pagare il pizzo. “Per fortuna – dice Pecora che non vuole fare politica ma deve dire le cose come stanno – che una mano ce l’ha data il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Scopelliti che allo stesso tempo non ha voluto fare passerella”
Una fase degli interventi dal palco. Tra gli altri Aldo Pecora, Rosanna Scopelliti, i genitori di Attilio Manca, Anna Fruci, Angela Donato e Liliana Esposito

Aldo Pecora fa alcune proposte provocatorie come quella di leggere nelle scuole non più le nomali narrative che hanno fatto il loro tempo ma le vite del giudice Antonino Scopelliti, di Giovanni Falcone, di Paolo Borsellino, di Attilio Manca e di tutte le vittime delle mafie e poi, l’altra provocazione, è quella di intitolare Corso Garibaldi al giudice Antonino Scopelliti dimenticato dalla Calabria che lui amava tanto.

I pochi presenti applaudono.

Poi tocca a tutti gli altri ospiti presenti sul palco come Mimmo Nasone per Libera che porta il saluti di Don Ciotti e che preannuncia la manifestazione del 21 marzo 2007 a Polistena (Rc), quindi Rosanna Scopelliti, i genitori di Attilio Manca, le mamme coraggio di Acconia di Curinga e di Filadelfia, mamme di Santo Panzarella (Angela Donato) e Valentino Galati (Anna Fruci), giovani forse vittime della lupara bianca.

Una giornata importante forse non capita da tutti ma che è stato un forte segno contro le mafie, contro chi ha fatto del male il suo motivo di vivere a scapito di altre persone.

Bravi ragazzi!!!

[Rosario Rizzuto]

 

Sulla stessa manifestazione:
Gallery Fotografica con 169 immagini

La registrazione audio di un’intervista a Rosanna Scopelliti.

Un breve video dell’entusiasmo dei ragazzi.

Si comincia a parlare della manifestazione contro la mafia ma chi non la ha adeguatamente promossa dovrà renderne conto