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Il Dottore Gino Promenzio torna a Telecamere Salute di Anna La Rosa su Rai 3, da non perdere!

Come ho preannunciato ieri, mettendo al sicuro la notizia nel caso oggi la mia voglia di scrivere fosse andate a puttane, oggi alle 12,10 su Rai 3, al programma di Anna La Rosa, TeleCamere Salute, torna il mio amico ortopedico Gino Promenzio, originario di Corigliano Calabro.
Gino Promenzio in una foto del 2006. Foto Rosario Rizzuto con Fuji Mv-1Gino ha partecipato al programma di Rai 3 anche
il 1 Agosto 2010 (Il video di quella puntata è possibile vederlo cliccando qui
: il servizio su Gino parte dal minuto 00:17:30) ed ora torna per parlare del piede e delle sue patologie con la sua competenza e bravura!

Il mio amico Promenzio è un medico giovane, è del 1970, ma nonostante ciò molto preparato e molto conosciuto nel suo campo.
Sul suo sito si legge: "Sono nato a Rossano Calabro il I° settembre 1970 e cresciuto a Corigliano Calabro dove ho frequentato il Liceo Classico “Garopoli”.

Mi sono laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato, con lode, in Ortopedia e Traumatologia all’Università di Roma – Tor Vergata.

Ho svolto parte della mia formazione sull’accrescimento osseo del bambino e dell’adolescente all’Havana (Cuba) e sulla patologia chirurgica del piede a Barcellona. Ho frequentato per diversi anni i dipartimenti di Ortopedia e Traumatologia degli Ospedali San Giovanni, Sant’Eugenio, Cto  e gli ambulatori del Policlinico di Tor Vergata  a Roma,  come allievo del Prof. Maurizio Monteleone.  Ho lavorato a Roma per qualche anno con lo specialista traumatologo Luigi Pisano. Ho seguito i corsi teorico-pratici del Prof. G. Pisani a Santa Vittoria d’Alba.

Ho pubblicato diversi articoli su riviste scientifiche nazionali ed internazionali e varie monografie sulla tematica della fisiopatologia del piede e, con altri colleghi, effettuato la più ampia ricerca della letteratura sull’appoggio plantare nella popolazione scolastica di varie regioni italiane.
Gino Promenzio, il primo da sx, presso la Provincia di Crotone con alcuni fans di Rino Gaetano. Foto Rosario Rzzuto con Fuji Mv-1Attualmente insegno “Ortopedia e Medicina del Lavoro” presso la Scuola di Specializzazione in Medicina del Lavoro della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università  Tor Vergata di Roma, diretta dal Prof. Andrea Magrini.

Nel gennaio 2007 sono stato eletto Vicepresidente della Società Italiana di Patologia dell’Apparato Locomotore… continua qui".

Innamorato pazzo della sua Calabria e di tutto ciò che è calabrese (qualche anno fa fu il promotore di un'associzione dedicata a Rino Gaetano nata in seguito ad un movimento che si creò grazie ad un suo articolo [clicca per leggerlo] pubblicato su Il Quotidiano della Calabria il 4 Giugno 2006) Gino, nonostante i suoi numerosi impegni medici ed universitari, ritorna spesso nella sua Calabria ed a Corigliano dove ha anche uno studio (clicca per prendere un appuntamento) e visita i suoi pazienti calabresi e non solo.
Gino Promenzio con la giornalista crotonese Patrizia Pagliuso. Foto Rosario Rizzuto con Fuji Mv-1Se quella che non mi ascolta ancora cammina è anche merito suo che qualche tempo fa individuò il problema al menisco consigliandomi sul da farsi; se i piedi del mio ometto Antonio non sono più un pensiero è merito suo che qualche giorno fa, con un'attenta visita, ha giudicato, per fortuna, sani.

Un omone di fatto e di bontà (cosa rara nei medici) Gino, che, quando visitò per la prima volta quella che non mi ascolta, mi disse: "Se conosci qualcuno, adulti, bambini che hanno bisogno di cure ortopediche ed hanno problemi economici, segnalamelo, vengo anche a Crotone e li visito gratis".
Vi sfido: trovatemi un altro medico così!!!
La giornalista Anna La Rosa a Scandale ad Aprile 2010. Foto Rosario RizzutoSe volete vederlo in azione, quindi, alle 12,10 e poi anche a mezzanotte e 25, sintonizzate la vostra televisione su Rai 3 al programma TeleCamere Salute della giornalista di origini calabresi Anna La Rosa (che ad aprile 2010 moderò a Santa Domenica di Scandale l'incontro che si tenne prima del'inaugurazione della Centrale Turbogas di Scandale), in tv uno dei più bravi medici calabresi: il mio Amico Gino Promenzio!

Presentati due libri ad Arcavacata di Rende e Corigliano Calabro

 

Un momento della manifestazione

 

Giornata di dibattito nei giorni scorsi, all’Università della Calabria e al Castello ducale di Corigliano Calabro. L’istituto di ricerca Artes/Strumenti per l’innovazione e la Fondazione Rubbettino hanno presentato “E anche questo è America” di Oscar Bartoli (giornalista che lavora a Washington) e “Democrazia e sviluppo: tra liberismo sconfitto e statalismo, quali modelli di democrazia?” di Lucio Avagliano (ordinario di Storia economica americana presso l’Università di Salerno).

«Gli Stati Uniti sono un paese di una vitalità e di una forza incredibili, un paese che sa cambiare di volta in volta, e che attraversa periodi a volte oscuri e a volte straordinariamente luminosi», si legge nel libro di Oscar Bartoli “E anche questa è America”. Lilia Infelise è partita da qui e dal volume di Barack Obama, “L’audacia della speranza”, per far riflettere i presenti sui cambiamenti di cui ha bisogno la Calabria.

L’economista ha introdotto il dibattito e ha rilanciato: quali insegnamenti può dare l’America alla Calabria? «In questo mondo-villaggio ciò che accade in America ci appartiene – precisa – così come ciò che accade in Calabria connota l’intero nostro paese agli occhi degli osservatori internazionali, come mostrano i titoli di prima pagina di Liberation, Le Monde, The Guardian e altre importanti testate estere ben documentano». Secondo Lilia Infelise, la Calabria avrebbe bisogno dell’apertura dei processi decisionali della politica, per dare voce a tutti gli attori del mondo economico e culturale della nostra regione, per mettere in campo quell’intelligenza collettiva che sola può dare risposte concrete collocabili in una consapevole visione dei futuri scenari internazionali. Citando Max Weber, Lilia Infelise ha invitato un pubblico attento a ricercare e sostenere quei politici che posseggono i tre caratteri indispensabili per un buon politico, lungimiranza, passione e responsabilità.

Oscar Bartoli e Lucio Avagliano hanno affiancato Lilia Infelise e hanno rafforzato le sue tesi raccontando le diverse facce dell’America che, soprattutto nei momenti di crisi, è divisa tra il libero mercato e l’intervento dello Stato, tra le opportunità di realizzazione personale e il rischio di perdere tutto da un momento all’altro.

Nella mattinata studenti, docenti e cittadini hanno avuto la possibilità di incontrare l’autore grazie al momento promosso da Artes / Strumenti per l’innovazione e Fondazione Rubbettino Cosenza.  Non una presentazione tradizionale, ma l’occasione per fare il punto su Italia, America ed Europa, riflettere criticamente sui vizi di casa nostra e soffermarsi sull’importanza di valorizzare il talento e il merito. Oltre a Oscar Bartoli, sono intervenuti Lilia Infelise (Presidente Artes) e Giacinto Marra (segretario generale Rubbettino).    

 

Giacinto Marra ha salutato i presenti e il rettore dell’Università della Calabria. Il segretario generale di Rubbettino ha ricordato che la Fondazione è nata tredici anni fa dall’impegno congiunto della casa editrice e dell’Amministrazione provinciale di Cosenza per promuovere il libro e la cultura attraverso eventi come quello di oggi.

 

Una fase della manifestazione

« Ancora una volta Artes promuove un’iniziativa per parlare in modo alto ma non astratto dei problemi che ci riguardano  e che riguardano, in modo particolare, i giovani- ha esordito Lilia Infelise – in questo modo perseguiamo una linea che vuole fare di Cosenza un centro europeo dell’apprendimento lungo tutta una vita». L’economista calabrese ha ripercorso il volume di Bartoli che, a sua detta, si legge con scorrevolezza e induce a soffermarsi sulle storie raccontate, a farle proprie per trarne spunti di riflessione: « Dalle storie raccontate nella prima parte del libro emerge che, in Italia, i giovani, se non appartengono alle aree forti, trovano mille ostacoli. L’America, invece, è un ambiente scevro di prevaricazioni in cui il soggetto percepisce che, per guadagnarsi il rispetto, non è necessario appartenere a qualcosa o qualcuno. Grazie al mio lavoro, ho incontrato parecchi giovani italiani: studiano, sono in gamba, ma non conoscono le lingue e non hanno fatto esperienze all’estero. In America si incontra quella che uno dei personaggi del libro chiama la realtà della pratica». Lilia Infelise condivide con i presenti alcune delle domande suscitate dalla lettura del libro: è possibile cambiare rotta nel nostro Paese? L’Europa può  offrire un’opportunità in più? Riusciamo a dare un maggiore sostegno alla creazione di imprese giovani e innovatrici?

 

L’intervento di Oscar Bartoli si muove tra Italia e America. Se nello Stivale è normale copiare, mentire e trovare scorciatoie per arrivare in alto, negli States, contano il merito e la competizione e chi scopre qualcuno barare è autorizzato a denunciarlo. Il giornalista che vive e lavora a Washington inanella storie e aneddoti collegati da un filo conduttore: la possibilità, data dall’America, di far conoscere le proprie idee e realizzare i propri progetti anche se non si hanno i mezzi economici. L’America è il migliore dei mondi possibili? Niente affatto: è un mondo con molte ombre che, però, dà la possibilità di diventare cittadini di serie A.

 La sala gremita

Il volume di Bartoli si compone di tre parti. Nella prima vengono raccontate le storie di due giovani che sono riusciti a superare gli ostacoli e a realizzarsi in America. La seconda raccoglie le interviste fatte a personaggi italiani e americani che si sono affermati nel loro campo professionale. Nella terza vengono proposti gli interventi fatti da Bartoli sui canali di Radio Rai a partire dal 1999.