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Caro Alfonso Dattolo Ti scrivo…

Lettera aperta

al candidato al Consiglio Regionale con l’Udc
Alfonso Dattolo

 Alfonso Dattolo di Rocca di Neto, candidato al Consiglio Regionale della Calabria con l'Udc. Foto archivio Rosario Rizzuto

Ciao Alfonso (mentre Ti scrivo Tu stai chiudendo la Tua campagna elettorale nel tuo paese a Rocca di Neto) sai bene la stima che ho per Te, avrei tanto voluto darTi questo voto per le regionali della Calabria, un voto ad una persona in gamba, sempre, o quasi sempre, disponibile un po’ come il nostro Tonino Coriale, il nostro vice sindaco.
Vorrei tanto darTi il mio voto e farTi dare quello delle persone a me care.

Ma, per esempio mia mamma mi ha detto che preferirebbe morire piuttosto che dare un suo voto a Silvio Berlusconi, io sto cercando di pensarci ma quando penso che il mio voto alla fine, dopo essere passato per Te e per Scopelliti che stimo, arriverà a lui mi viene l’orticaria… non credo io possa farcela.

Avevo già trovato la situazione grazie al voto disgiunto: Presidente Pippo Callipo e Consigliere Tu ma più sento e vedo il tuo rappresentante nazionale e più mi viene il volta stomaco.
Caro Alfonso se voi dell’Udc aveste corso da soli o ancora meglio con Pippo Callipo (ma voi correte sempre con i cavalli vincenti e sia chiaro meglio Scopelliti che quel traditore infame di Loiero) il mio voto sarebbe stato al 1000 per 1000 per Te…
Ma ora, perdonami, ma non posso.
Tu da grande signore manco ti sei fatto sentire direttamente, chissà, forse sentendoTi…
Ma no no… poi mi sarebbe venuto in mente lo sguardo allucinato dello psiconano… non avrei potuto.
Ma so che ci sono tante persone che Ti stimano come me, so che ce la puoi fare…
Spero con gioia tra qualche giorno di vederTi tra i banchi del Consiglio Regionale, il Crotonese ha bisogno di gente come Te…
Con grande stima Rosario Rizzuto…

Lettera aperta dal fondatore di Facebook Mark Zucherberg

Facebook ha appena raggiunto i 350 milioni di utenti e tra breve verranno apportate alcune modifiche per offrire un servizio migliore alla nostra crescente community.

Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook. Foto dalla rete.

A tutti gli utenti di Facebook, questo è stato un grande anno, che ha reso il mondo più aperto e connesso. Grazie al vostro aiuto, oltre 350 milioni di persone in tutto il mondo usano oggi Facebook per condividere online la propria vita.

Per rendere possibile tutto ciò, abbiamo fatto del nostro meglio per mettere a vostra disposizione gli strumenti necessari a condividere e controllare le vostre informazioni. La prima versione di Facebook, lanciata cinque anni fa, conteneva già strumenti per controllare che cosa condividere e con quali persone, singoli o gruppi. Il nostro lavoro in questa direzione continua ancora oggi.

L’attuale modello di privacy di Facebook, che gravita intorno alle “reti" – comunità scolastiche, aziendali o geografiche – funzionava bene quando Facebook era utilizzato principalmente da studenti, perché era ragionevole pensare che uno studente volesse condividere contenuti con i propri compagni.

Con il tempo, gli utenti ci hanno chiesto di aggiungere reti aziendali e geografiche, tanto che oggi esistono reti che coprono intere nazioni, come l’India e la Cina.

Con la crescita della base di utenti di Facebook, alcune reti geografiche contano oggi milioni di membri. Con reti così vaste, siamo giunti alla conclusione che il modello attuale non sia più il modo migliore per consentire agli utenti di controllare la propria privacy. Considerato che quasi il 50% di tutti gli utenti di Facebook è membro di reti geografiche, questo è per noi un argomento di estrema importanza. Un sistema migliore consentirebbe quindi a oltre 100 milioni di persone di avere un maggiore controllo sulle proprie informazioni.

Il nostro piano prevede l’eliminazione delle reti geografiche e la creazione di un modello semplificato per il controllo della privacy, dove ciascuno può decidere a chi rendere disponibili i contenuti: esclusivamente agli amici, agli amici degli amici, o a tutti gli utenti.

Questo cambiamento risponde a un’esigenza che molti di voi hanno espresso – la capacità di controllare chi può visualizzare ogni singola informazione creata o caricata dagli utenti. Contemporaneamente realizziamo un altro desiderio: rendere più semplice la pagina delle impostazioni sulla privacy, attraverso la combinazione di alcune impostazioni. Se volete saperne di più, abbiamo cominciato a discutere di questo progetto nel luglio scorso.

Dato che l’aggiornamento eliminerà le reti geografiche e introdurrà nuove impostazioni, nelle prossime settimane vi chiederemo di esaminare e aggiornare le vostre impostazioni sulla privacy. Visualizzerete un messaggio che spiegherà i cambiamenti e vi porterà alla pagina dove potrete aggiornare le impostazioni. Una volta terminato l’aggiornamento, verrete reindirizzati su una pagina di conferma perché possiate verificare di aver scelto le impostazioni desiderate. Come sempre, avrete comunque la possibilità di modificarle in qualsiasi momento.

Abbiamo lavorato con impegno per offrirvi le funzioni di controllo che meglio rispondono alle vostre esigenze, nella consapevolezza che queste ultime variano da persona a persona. Vi suggeriremo nuove impostazioni basandoci sul vostro attuale livello di privacy, ma il modo migliore per trovare quelle più adatte a voi è prendere visione di tutte le opzioni a disposizione e personalizzarle. Vi consiglio di farlo e di valutare attentamente con chi volete condividere i vostri contenuti online.

Grazie per aver contribuito a fare di Facebook quello che è oggi e per collaborare a rendere il mondo più aperto e connesso.

Mark Zuckerberg

Controrisposta a Gino Pingitore

Dopo aver letto lo sfogo di Gino suscitato dal mio articolo di ieri sulla nascita del Comitato "No alla discarica di Giammiglione", mi sono permesso di scrivere all’ex vice sindaco: "Caro Gino io faccio cronaca e quello che osservo (provo) a raccontare anche a "rischio" di dover far riflettere un amico.

Io non do silurate gratuite, quando ho provato a far riflettere le persone l’ho sempre fatto in buona fede e senza alcun secondo scopo.

Avevo provato a dirtelo nel mio blog qualche giorno fa: "Gì, secondo il mio molto modesto parere, questa volta stai sbagliando: nessuno ha mai negato i tuoi meriti, ma un’associazione con tanti cani sciolti in giro non avrebbe senso: l’unione fa la forza e voi di "Scandale nel Cuore" siete anche la nostra forza, la forza del Comitato "No alla discarica di Giammiglione"".

Ma suppongo che, preso dai tuoi tanti impegni, non hai manco letto questo mio post.

Che ruolo avessi voluto avesse "Scandale nel Cuore" nel Comitato?
Esattamente quello uguale a Federcaccia e al Pd: non ci sono primedonne in un Comitato!!!

Che non fossi a tuo agio alle riunioni dove hai partecipato lo si nota anche guardando le foto dove appari (mia mamma direbbe che "hai il morto davanti!!!): ma stavamo per far nascere un Comitato per difendere i cittadini di Scandale e dintorni o stavamo scegliendo la presidenza dell’Us Scandale e nessuno ti degnava di attenzioni?

Onestamente non ho capito e non capisco la tua amarezza: a me piace mettere a disposizione degli altri le cose che so, le cose che faccio, tu, invece, per aver parlato qualche volta di ambiente e avere pubblicato 4 foto sul blog, volevi avere la primogenitura, la presidenza, la supremazia di "Scandale nel Cuore" in un Comitato composto da quasi 20 associazioni?!

Caro Gino torno a ripetere che secondo me stai sbagliando (anche se tu forse mi risponderai: "Non darmi consigli so sbagliare da solo!"), non credo che il Comitato "No alla discarica di Giammiglione" abbia sbagliato o stia sbagliando, perciò, per una volta, metti il tuo orgoglio da parte e aderisci al movimento (anche se so che non lo farai).
Tutti noi abbiamo bisogno dei consigli e dei suggerimenti tuoi e dei tuoi iscritti!!!

Con la stima di sempre
Rosario Rizzuto

E ADESSO RITIRIAMOCI TUTTI!!!

Ma davvero vogliamo lasciare che dei lattanti in maglia nera, dei piccoli bastardini crotonesi decidano un campionato in cui i dirigenti, i calciatori, fanno tanti sacrifici per un anno?!

Luigi (Villaverde), Daniela (Galasso) sono con voi e propongo, copiando gli amici di "E adesso ammazzateci tutti", lo slogan "E adesso ritiriamoci tutti"!!!

Avete fatto un gesto coraggiosissimo e sportivissimo chechè ne dica chi dimentica di essere uomo per diventare pupazzo del sistema.
Un sistema malato, direi in cancrena.

Mai sentito di un arbitro che dimentica l’orologio (avevo sentito di arbitri che dimenticano i cartellini, il fischietto), tanto per dimostrare, per l’ennesima volta, che questi ragazzini (mi riferisco in  particolarte a quelli di Crotone [non tutti], perchè non mi piace generalizzare ed in giro per l’Italia, ma anche per la Calabria, ci sono validi arbitri), calcano i campi non per passione ma per il vile denaro.
Insomma fanno marchette usando una parola cara a Lino Polimeni!!!

Francesco Falvo, presidente regionale Calabria Aia. Foto archivio Rosario Rizzuto

Grazie Luigi, Grazie Daniela, avete fatto un gesto che io personalmente farei ogni volta che è palese che l’arbitro ha già deciso il risultato della gara.
Quando ero piccolo ho visto partite di pallavolo falsate per un punto in un set, un punto che può cambiare l’esito di una partita… figuratevi, nel calcio, dare un gol non valido o non darne uno sudato, dare o non dare un rigore: E I BASTARDI NON VOGLIONO LA PROVA TV che li sconfesserebbe 9 volte su 10.

Chi vive di calcio sa che in certe situazioni, quando la rabbia ti pompa il cuore, quando le ingiustizie si accavallano una dopo l’altra, esistono solo due strade: o PICCHI L’ARBITRO (ed è inutile che facciamo i falsi moralisti perchè poi le cose succedono e versiamo lacrime di coccodrillo) o RITIRI LA SQUADRA, voi avete scelto quella migliore Luigi; come mi disse una volta uno: "Se devi sporcarti le mani fallo almeno per una persona che ne vale la pena" che senso avrebbe avuto accoppare Francesco Palmieri, il niente  fatto arbitro!!!?

L'arbitro Francesco Palmieri nella foto pubblicata senza autorizzazione dalla rivista dell'Aia l'Arbitro. Foto archivio Rosario Rizzuto

Luigi spero che il vostro gesto farà aprire gli occhi al presidente della Figc di Crotone, Giuseppe Tallarico, al presidente dell’Aia di Crotone, Sergio Contarino (che è anche presidente di un’associazione per i consumatori, quando si dice oltre l’inganno la beffa!!!), al presidente regionale dell’Aia, Francesco Falvo: SPERIAMO CHE TUTTI SI DECIDANO A VEDERE QUELLO CHE E’ PALESE ANCHE AI BAMBINI!!!, prima che succeda qualcosa di irreparabile e qualche pezza nigura ci lasci la pelle!!!

A destra Sergio Contarino, presidente Aia di Crotone, con Gianluca Crugliano, ex arbitro . Foto archivio Rosario Rizzuto

La qualcosa dispiacerebbe anche me, che è tutto dire!!!