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Il niente…

E vai con un po’ di ottimismo…

A me questa canzone di Marco Masini ha sempre dato una grande carica, soprattutto quando la dedicavo, porta chiusa a chiave e altissimo volume, al mio papi, mixando sulle parole chiavi.

Mi alzo ma è meglio se torno a dormire
mi metto a studiare ma senza capire
col vuoto che avanza e ti stritola il viso
un Dio che ti scaccia dal suo Paradiso
non vado neanche a cercarmi un lavoro
a fare i concorsi e poi vincono loro
è tutto veloce violento incosciente
ci provo a capire e mi perdo nel niente.

Il niente il niente il niente.
 

Mi alzo e d’intorno è una tabula rasa
di amici di affetti e mi barrico in casa
invece mio padre da bravo ragazzo
ci crede davvero a una vita del cazzo
ormai non parliamo e non stiamo più insieme
ma lui ci riesce a volermi anche bene
un bene invisibile che sembra assente
è un uomo capace di credere al niente.

Al niente al niente al niente.
 

Mi alzo davvero una volta per tutte
da un letto di cose già viste e già dette
e prendo il passato il futuro il presente
li butto in un buco nel buco del niente…
 

e incontro mia madre che è un anno che è morta
col solito grande sorriso dolente
mi dice ti passa mi dice sopporta
bisogna imparare ad amare anche il niente.
 

Il niente il niente il niente.
 

Mi alzo da questo lenzuolo di sale
sei tu nel deserto la mia cattedrale
e pure da tempo ben poco ci unisce
e i nostri segreti diventano angosce
si annaspa nel letto ma siamo lontani
abbiamo di tutto ci manca il domani
e per la paura si viene si mente
ma il sesso da solo è l’amore del niente.
 

Il niente il niente il niente.
 

Ci aspetta una guerra di fame e macerie
la terra che sputa le nostre miserie
e in mezzo al rumore di feste violente
c’è sempre qualcuno che canta il niente…
 

eppure c’è ancora qualcosa che vale
la voglia di andare incontro alla gente
la vita è un ragazzo che urla il giornale
invece il silenzio è la voce del niente.

Il niente il niente il niente.
Il niente il niente il niente.

Buongiorno…

Ho capito è una cosa seria
e poi ora non puoi parlare.
Vengo a prenderti io stasera
quando esci da lavorare.
Una breve telefonata,
lo sai bene che siamo amici.
Non è vero che sei sbagliata,
siamo tutti un po’ più infelici.

E ti ascolto parlare appena
dal tuo tenero nascondiglio.
Alla fine di questa cena
tu mi dici cha aspetti un figlio.
Lui ti ha detto che non è pronto
e che è suo non lo puoi provare,
ti ha lasciata da sola e intanto
tu da sola non sai che fare…

Era bello sentirsi amata,
nei suoi occhi vedevi il mare,
cenerentola innamorata.

A tuo padre non riesci a dirlo,
proprio a lui fiero di sua figlia,
hai paura e non vuoi ferirlo
in poltrona, mentre sbadiglia.
Di tua madre poi ti vergogni,
non vuoi dirle che ti piaceva
far l’amore, scambiarsi i sogni,
lei lo ha fatto perché doveva.

Cosa vuoi che ti posso dire,
non so darti nessun consiglio,
forse devi solo sentire
se davvero lo vuoi un figlio
di un amore una volta sola,
di un amore che non è amore,
e la notte ci pensi ancora,
mentre piangi e non sai che fare…

Ma non è vero che sei sbagliata,
nei suoi occhi vedevi il mare,
cenerentola innamorata.

Quando usciamo dal ristorante
sembri ancora più piccolina,
c’è una luna come un gigante
e parlando è già domattina.
Sotto il muro dell’ospedale
che terribile decisione,
piccolina fra il bene e il male,
piccolina su quel portone.

Poi ti fermi e ritorni indietro,
nel mio cuore me l’aspettavo,
mentre l’alba ci appanna il vetro
tu sorridi a un amore nuovo.
Con il sole ti porto a casa
ed in macchina vuoi cantare,
sei felice come una sposa
perché adesso lo sai che fare…

Perché adesso ti senti amata
e dai tuoi occhi si vede il mare,
cenerentola innamorata
(Marco Masini, Cenerentola Innamorata)
(Fonte: http://angolotesti.leonardo.it)