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Educazione stradale nelle scuole dell’Infanzia di Crotone. Icaro: in campo la Polizia di Stato di Crotone

Ludovica, Cristian e Marta ed altri compagnetti indossano il casco, cavalcano la bici e guidati dalle insegnanti e dagli animatori seguono il percorso predisposto presso il Pala Milone mentre altri bambini si fingono pedoni o mamme con i passeggini. 

Una fase della manifestazione al Pala Milone. Foto Rosario Rizzuto

Stiamo assistendo al progetto Icaro junior 2012, “percorso gioco di educazione alla sicurezza stradale per bambini dai 3 ai 6 anni”.

Un progetto molto interessante promosso dalla Polizia di Stato (Servizio di Polizia Stradale), dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dal Ministero dell’Istruzione, dalla Fondazione Ania delle compagnie di assicurazione per la sicurezza stradale, con il coordinamento scientifico del Dipartimento di Psicologia della Sapienza, Università di Roma, e del Movimento italiano genitori (Moige). 

Il percorso gioco è stato, invece, preparato da Explora, il Museo dei bambini di Roma. 

Fabio Gallerano, tutor del progetto, con alcun i bambini ed insegnanti dell'Ernesto Codignola. Foto Rosario Rizzuto

Il Progetto ha anche un sito internet: www.webicaro.it, che raccoglierà tutte le attività e i materiali prodotti in questi anni e sul quale è già possibile vedere foto ed immagini dei due giorni crotonesi.

La carovana di questo progetto prima di Crotone era stata a Brescia e Salerno e dopo Crotone, sempre in questo mese di marzo in cui si svolge il tutto, sono previste le tappe di Taranto, Matera e Roma: sei città in tutto tra le quali la nostra.

Fabio Gallerano durante una lezione nelle scuole. Foto Rosario RizzutoIl merito di questo va certamente alla sezione di Polizia Stradale di Crotone che già nella passata edizione era stata interessata del progetto che, in quel caso, però, era stato rivolto ai ragazzi della scuola media.

Di certo i poliziotti crotonesi devono aver lavorato bene e sono stati riconfermati in questa dodicesima edizione del progetto che nelle undici edizioni passate ha coinvolto oltre 100.000 studenti di 161 città italiane.

Ma il progetto per quanto riguarda Crotone non si è realizzato soltanto nelle due giornate tenutasi lunedì 12 e martedì 13 scorsi ma si è articolato attraverso una fase preparatoria con due lezioni tenute presso le sei scuole dell’infanzia coinvolte dall’assistente della Polizia di Stato Fabio Gallerano che, per alcuni giorni, si è sobbarcato un lavoro non indifferente.

Le scuole cittadine e della periferia coinvolte sono state: Don Milani (97 alunni), Vittorio Alfieri (98), Ernesto Codignola (81), Rosmini (100), Margherita e Pizzuta (92) e Papanice (77) per un totale di 545 bambini tra i 3 ed i 6 anni interessati da questa iniziativa.

E’ davvero una gioia assistere ai quattro step previsti nel percorso predisposto da Explora mentre la referente del museo dei bambini di Roma, Marianna Carli ci spiega come nasce il tutto e come il progetto non nasca a caso ma si sia  avvalso della collaborazione con il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Roma della Sapienza.

I bambini, oltre al percorso stradale citato in apertura, vengono a contatto tramite l’aiuto degli animatori Explora ma anche di alcuni poliziotti, con il mondo della strada, viene spiegato loro che in caso di difficoltà devono rivolgersi ai poliziotti dei quali viene spiegata la divisa e poi vengo edotti sull’uso della cintura con un esempio pratico che è tutto un programma e che i bambini non dimenticheranno facilmente: su uno scivolo viene messa un macchinina con un bambolotto che senza cintura vola dalla macchina quando va ad urtare contro un ostacolo: siamo certi che da quel giorno in poi i bambini chiederanno che loro siano assicurati ai seggiolini di sicurezza ed insisteranno che i propri genitori, fratelli mettano la cintura di sicurezza. 

Lezione di educazione stradale al Pala Milone. Foto Rosario Rizzuto

“Infatti – ci dice Marianna Carli – è anche questo lo scopo del progetto: da oggi i bambini educati in tal senso saranno vigili verso i loro genitori affinchè questi rispettino le regole”.

Quindi cari papà e mamme non vi sorprendete se un vostro bambino vi dirà: “Papà/mamma sei passato con il rosso” oppure: “Mamma/papà metti la cintura” e via dicendo.

Una parte del programma prevede anche alcuni fasi di gioco vero e proprio ed altre di gioco creativo come la realizzazione, con dei cartoncini predisposti, di una macchina della Polizia.

La seconda giornata crotonese, quella di martedì, al Pala Milone è stata impreziosita dalla presenza di alcune autorità cittadine che si sono volute rendere conto dei come procedesse la cosa senza interrompere le attività ludico-didattiche. 

Una fase della lezione di Educazione stradale al Pala Milone di Crotone. Foto Rosario Rizzuto

Sono stati presenti il Prefetto di Crotone, Vincenzo Panìco, il Questore, Giuseppe Gammino, il primo dirigente del comportamento polizia stradale della Calabria, Rosa Maria Parise, il Vice Questore aggiunto (dirigente della sezione di Polizia Stradale) Ugo Nicoletti, il vice sindaco di Crotone Teresa Cortese, l’assessore allo sport Claudio Perri nonché il Tutor di Crotone del progetto Fabio Galleranno presente praticamente sempre durante la due giorni crotonese al Pala Milone.

[Rosario Rizzuto] 

Poliziotti parcheggiati nelle Forze Armate, in 1.500 aspettano una soluzione mentre intanto si bandiscono altri concorsi

ROMA – La problematica è seria, ne va della nostra sicurezza perché meno poliziotti in giro significa meno sicurezza per le strade e più possibilità di delinquere. Che manchino poliziotti in Italia è un fatto risaputo ma che questi poliziotti ci siano e sono, però, stati parcheggiati altrove senza rispettare i loro diritti di idoneità in alcuni concorsi è alquanto bizzarro e diventa addirittura assurdo se in barba alle priorità di questi agenti, che da alcuni anni aspettano di essere inseriti nei ruoli della polizia, si bandisce un altro concorso!!!

Polizia di Stato. Foto dalla rete

“Ciò che si vuole segnalare e contestare – ci dice una persona molto addentro in questa problematica – ha riferimenti nei tre concorsi per Agente di Polizia banditi dal Ministero dell'Interno, il primo nel 2006 per 1.507 posti, il secondo nel 2008 per 907 e infine nel 2010 per 1.600. A questi concorsi doveva essere applicato  l'art. 16, comma 4, della legge 23 Agosto 2004 n. 226, il quale prevede che "dei concorrenti giudicati idonei e utilmente collocati nella graduatoria, di cui al comma 3, il 55% (prima aliquota) è immesso direttamente nelle carriere iniziali del ruolo degli agenti ed assistenti della Polizia di Stato e che il restante 45% (seconda aliquota) è immesso nel medesimo ruolo, dopo aver prestato servizio nelle Forze Armate in qualità di volontario in ferma prefissata quadriennale".

Proprio la disapplicazione della normativa, o meglio la sua applicazione opportunistica e quindi generatrice di disparità di trattamento, è il motivo di questa memoria che evidenzia la discriminazione del “gruppo” che attualmente è militarmente parcheggiato in quanto appartenente alla seconda aliquota.

Polizia. Foto dalla rete


Infatti, in deroga al citato articolo 16 e in assenza di una giustificazione, non si sono applicate una prima volta le percentuali previste dalla legge in occasione del concorso da 1.600 posti del 2010, applicando il 72% e non il 55 per la prima aliquota, e una seconda volta non lo saranno per quello da 2.800 posti bandito attualmente, in quanto il bando recita: "… valutate le attuali disponibilità finanziarie che consentono di reclutare, per l’anno 2011, 2.564 allievi agenti della Polizia di Stato e 146 volontari in ferma prefissata quadriennale delle Forze armate …", ciò significa che se i 2.564 allievi saranno gli idonei di questo ultimo concorso, oltre il 91%  – e ancora una volta non il 55% -,  sarà immediatamente incorporato nel ruolo come Agente, dimenticando che attualmente, a seguito dei citati concorsi conclusi, ci sono 1.500 uomini di cui alla seconda aliquota idonei e pronti e titolari di una priorità, che vengono lasciati ingiustamente parcheggiati nelle Forze Armate e resi precari perché alla fine di 4 anni verranno congedati-licenziati in attesa della chiamata in Polizia, considerato inoltre, ed è grave, che a futuri tutori dell'ordine e della legge possa passare il messaggio che, per quanto esposto, la legge non sia uguale per tutti”.

Una situazione quantomeno assurda che non tiene conto di diritti acquisiti e lo fa su un comparto così importante per la Nazione.

Ma cerchiamo di capire meglio questa situazione: “Il sistema delle assunzioni in 2 aliquote è implicitamente previsto in tutti i concorsi delle Forze dell'Ordine, ma è inqualificabile che si sia verificata la totale elusione della norma per la Polizia Penitenziaria – a causa di grave carenza organica – così che il 100% degli idonei sono entrati immediatamente nei ruoli di Polizia. Se da una parte si comprende la necessità umana di derogare, dall’altra non si capisce come si possa non rispettare la Legge o perlomeno non si possa renderla equa estendendo questa capacità elastica ascoltando anche le grida di dolore e richieste di rinforzi che giungono da tutti i Commissariati d’Italia.

Inoltre la discriminazione non finisce qui, perché vi è anche una disparità nei tempi di chiamata per l’incorporamento dopo la chiusura del concorso. La seconda aliquota relativa al concorso del 2006 ha dovuto attendere 2 anni, mentre quella relativa al concorso del 2008 si protrae da un anno e non si hanno riscontri che indichino un termine a breve. Si tenga presente che il servizio prestato nei ruoli militari, oltre ad essere molto meno mensilmente remunerato (e senza neppure la tredicesima mensilità), non forma anzianità di servizio quando si transiterà nei ruoli di Polizia, per cui si ha un danno economico/contributivo in capo alla seconda aliquota. Questo danno è stato invece annullato per i Carabinieri mediante un decreto di parificazione che non è invece applicabile a noi per volontà e motivazioni che ci sono sconosciute”. 

Polizia in servizio

Se tutto ciò non fosse abbastanza, i ragazzi che negli anni scorsi sono entrati a far parte della cossidetta seconda aliquota corrono un altro rischio assurdo, infatti la permanenza nei ruoli delle Forze Armate è anche pericoloso, perché pur subendo un incorporamento militare con tutti i doveri che ne conseguono, a fronte di una idoneità che è stata riconosciuta invece per una forza di Polizia, nel caso che ci si produca un danno fisico durante i 4 anni di servizio militare si perde l’idoneità per l’assunzione in Polizia, per cui oltre a ritrovarsi disoccupati alla fine del sevizio militare, si è irrimediabilmente perduta la possibilità di entrare in Polizia.

Ci sarebbe quasi da ridere se la cosa non fosse alquanto seria ma di poco interesse per chi ci governa.

“Infatti – ci dice il nostro interlocutore – c’è una scarsa considerazione nei nostri confronti per l’assenza di un interessamento da parte delle Istituzioni, per le interrogazioni parlamentari sollevate tempo fa dall'Onorevole Paladini (Idv) e le richieste (ben sei!) dell Ugl Polizia di Stato, per le quali da molti mesi attendiamo una risposta”.
E così alla faccia della crisi e della congiuntura epocale, lo Stato continua a stanziare nuovi fondi per nuovi concorsi a causa della cronica carenza di personale, quando ha 1.500 uomini “pronti all’uso”. 

“I fondi per le nostre assunzioni si trovavano nel Dpcm 2010 (una somma che copriva 2.000 assunzioni) e sono invece stati stornati per altre 1.000 assunzioni, di cui 80 commissari e 920 Vfb (Volontari in Ferma Breve – ossia militari – in procinto di passare in servizio permanente ed effettivo) riaprendo la graduatoria di un concorso che era stato chiuso e sottraendo di fatto il diritto e la priorità alla nostra assunzione. 

La “nostra” somma stanziata, per le restanti 1.000 assunzioni, è stata bloccata con una motivazione enunciata dal Ministero della Difesa che ribadiva come non potesse privarsi di risorse (noi poliziotti precari nelle forze armate) che svuoterebbero le caserme;  ma allora devono spiegare perché hanno anacronisticamente accettato il transito in Polizia dei 1.000 militari di cui sopra”.
Non solo parole ma anche soluzioni da parte di chi ci ha sollevato questo probelma: “Basterebbe fare un decreto ad hoc, come hanno fatto per i Carabinieri, per trovarci in meno di un mese alle scuole di Polizia, facendo risparmiare fondi allo Stato e garantendo – o perlomeno contribuendo -  alla sicurezza reale del Paese”.

Invece: “Come ennesimo spreco di denaro, lo Stato effettua un servizio sul Territorio Nazionale chiamato "strade sicure" composto da ronde costituite da militari senza funzioni di Polizia giudiziaria, quindi questi devono limitarsi a segnalare al capo posto (carabiniere o poliziotto) il reato senza poter in alcun modo intervenire; praticamente il doveroso comportamento che dovrebbe assumere qualunque cittadino. Tanto vale remunerare comuni cittadini contribuendo al loro bilancio familiare e lasciare i militari a compiti più consoni e in linea con la figura istituzionale. 

Questo “scherzo” costa più o meno una trasferta di 600 euro al mese in più per ogni singolo militare (un militare impiegato in “strade sicure”, grazie a questo percepisce circa 1.600 euro al mese, mentre un poliziotto, pur con il medesimo incarico, ne percepisce 1.300); aggiungo che in caso di trasferta del personale militare, pernottamento e pasti vengono finanziati dal Ministero dell'Interno e non dalla Difesa.
Sempre a carico del Ministero dell’Interno (che dovrebbe remunerare poliziotti e non miliari) un Vsp (militare Volontario in Servizio Permanente) o un graduato come sergente, che come stipendio di base prende dai 1.300 ai 1.400 euro, con la trasferta “strade sicure” arriva a 2.000. 
Ma non costerebbe meno e non sarebbe un servizio più efficace ed efficiente se fosse impiegato solo personale della Polizia? 
Non ce ne sono abbastanza? Basterebbe riprendersi quelli parcheggiati nell’Esercito, rimpinguando le caserme militari con le migliaia di volontari che ogni anno fanno domanda.

Auto di lusso per la Polizia. Foto di rete

E nell’ottica dei risparmi dovuti alle carenze economiche che ostacolano le nostre assunzioni, dove sta il senso dell’acquisto, un paio di mesi fa, da parte dell’allora ministro Ignazio La Russa delle 19 Maserati blindate per i generali? Certo qui si aprirebbe il doloroso e vergognoso discorso sui costi delle italiche caste, e direi di non di entrare nel merito evitando una spesa farmaceutica per l’acquisto di Malox”.

Un’amarezza che non può che essere condivisa, sperando che per questi 1.500, di fatto, poliziotti sia trovata il più presto possibile una soluzione che, come abbiamo visto, c’è!
ROSARIO RIZZUTO